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Ambiente 

Marea nera

Montana: petrolio nel fiume Yellowstone

Proviene da un oleodotto, chiuso dopo il disastro, della Exxon Mobil.

Un oleodotto della Exxon Mobil è stato chiuso poiché ha riversato un migliaio di barili di greggio nel fiume Yellowstone nel Montana. Lo ha reso noto la stessa compagnia petrolifera americana.
Dirigenti della Exxon hanno affermato il 3 luglio che ci sono tracce di petrolio lungo 10 miglia, 16 km circa, nel corso del fiume e che la fuoriuscita di greggio è stata scoperta nella mattinata del 2 luglio. L'oleodotto è limitato al Montana e a regime trasporta 40 mila barili al giorno. Le cause della perdita restano da accertare.
DUBBI SULLA EXXON. Il governatore del Montana, Brian Schweitzer, ha espresso dubbi sull'affermazione della Exxon Mobil che il petrolio ha contaminato solo 16 km del corso del fiume. «Questa è una zona molto selvaggia, e loro non hanno alcuna idea se sono cinque, 50, o 100 miglia, stanno tirando a indovinare», ha detto il governatore, un democratico.
Il fiume Yellowstone, lungo oltre 1.100 km e principale affluente dell'alto corso del Missouri, nasce nel nord ovest del Wyoming, scorre attraverso il parco nazionale che porta il suo nome e passa poi nel Montana, prima di confluire infine nel Missouri dopo un breve tratto nel North Dakota.
Secondo media americani on line, 140 persone erano state subito evacuate per timore di un'esplosione, ma ora il pericolo è rientrato.
DA ACCERTARE I DANNI ALL'AMBIENTE. Restano tutti da accertare i danni all'ambiente causati dagli almeno 160 mila litri di greggio finiti nel fiume (un barile è pari a circa 163 litri). Il presidente della Exxon Mobil, Gary Pruessing, ha dichiarato che la compagnia ha inviato nel Montana 70 persone per ripulire e capire cosa abbia causato la perdite di greggio e che vengono impiegati aerei per monitorare le rive del fiume e rilevare eventuali danni ambientali.

Lunedì, 04 Luglio 2011


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