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Ambiente 

Terremoti, Tokyo aspetta il «Big one»

Annuncio choc dei sismologi: 70% di probabilità entro il 2016.

ALLARME

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Tokyo come Los Angeles, solo che il Big one atteso e mai arrivato in California potrebbe scuotere la terra nipponica nei prossimi quattro anni, provocando decine di migliaia di morti.
L'annuncio choc è arrivato non dalle solite Cassandre di turno, ma dall'autorevolissimo Earthquake research institute (Ire) dell'Università di Tokyo, che ha previsto il 70% delle probabilità, entro il 2016, che un sisma di magnitudo 7 colpisca la capitale e la piana del Kanto, l'area metropolitana attigua abitata da oltre 35 milioni di persone.
11 MILA MORTI E 850 MILA CASE DISTRUTTE. Allo stato attuale delle difese antisismiche, una scossa di tali proporzioni provocherebbe la morte di circa 11 mila persone, radendo al suolo oltre 850 mila edifici. Tanto è bastato a far precipitare nel panico una popolazione già traumatizzata dalla catastrofe dell'11 marzo 2011, che tra terremoto e conseguente tsunami provocò, tra morti e dispersi, un'ecatombe di circa 20 mila vittime.
IRE, AUMENTARE LA PREVENZIONE. Irrazionalmente, la previsione che, nell'arco di 30 anni, la probabilità di un Big one a Tokyo sia del 98%, ha attenuato l'impatto emotivo del pronostico. «Da un punto di vista scientifico, però, nulla cambia», ha precisato il luminare Naoshi Hirata, sismologo dell'Ire. «Dire 98% di probabilità in 30 anni e 70% in quattro anni significa la stessa cosa. Dopo Fukushima, le possibilità di un sisma nella capitale sono aumentate. Non potremmo mai prevedere con esattezza l'ora e il giorno. Occorre rafforzare, da subito, la prevenzione».

Dopo Fukushima, le scosse a Tokyo sono quintuplicate

Prima di Fukushima, storicamente nell'area di Tokyo i sismi si erano presentati a un intervallo temporale tra i 200 e i 400 anni: nella piana del Kanto, i due ultimi maggiori terremoti si erano avuti nel 1703, con magnitudo 8.2, e nel 1923, con una scossa di 7.9 gradi della scala Richter che causò oltre 100 mila vittime. Nel 2011, con il sisma di magnitudo 9 sulla costa nord-orientale, però, il quadro tellurico è cambiato.
TOKYO, CRESCE L'ATTIVITÀ SISMICA. Dallo scorso anno, secondo i dati dell'Agenzia meteorologica giapponese (Jma), l'attività sismica nella capitale è stata di cinque volte superiore agli anni precedenti. A Tokyo e dintorni, da marzo a dicembre 2011 si sono verificati terremoti di magnitudo dai 3 ai 6 gradi, a una frequenza di 1,5 scosse al giorno (577 in tutto) con epicentro nella baia settentrionale.
Incrociando i dati dell'Università di Tokyo con le più caute previsioni dell'Agenzia governativa per la ricerca sui terremoti, le autorità centrali hanno ridimensionato il rischio di una sisma di grande magnitudo nella capitale al 70% nei prossimi 30 anni.

Gli scienziati californiani del Big one: «Calcoli attendibili»

Ciò nonostante, l'autorevole Osservatorio di tettonica di Caltech, in California, ha giudicato attendibili anche le previsioni catastrofiche dell'Ire: «Non ho ancora letto i calcoli dei ricercatori nipponici. Tuttavia, a occhio mi sembrano ragionevoli», ha dichiarato il direttore dell'istituto Jean-Philippe Avouac.
In Asia, il precedente è recente e incute molta paura: dopo il terremoto di Sumatra di magnitudo 9.3, nel dicembre 2004, meno di un anno dopo la terra tornò a tremare nella stessa area, con il secondo, terribile sisma di magnitudo 8.5 del marzo 2005.
IL BIG ONE DI LOS ANGELES. Per quanto i giapponesi siano un popolo stoico, educato da secoli alla sopportazione, l'ansia è salita alle stelle. A Los Angeles, nel 2005 i sismologi affermarono che la probabilità di un terremoto di intensità pari o superiore a 6,7 gradi della scala Richter - analogo a quello che, nel 1994, colpì la metropoli - era del 99% nei prossimi 30 anni.
Il rischio che questo fosse catastrofico, ossia di magnitudo superiore a 7.5, era però 'limitato' al 46% dei casi. Se è vero che la statistica è una scienza esatta, per il Big one giapponese la matematica ha emesso un verdetto ancora peggiore.

Domenica, 12 Febbraio 2012


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Una scolaresca di Tokyo, durante la simulazione di un terremoto.

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