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Ambiente 

SCENARI

Amasia, il continente del futuro

Nascerà dall'unione tra l'America e l'Asia.

Si chiamerà 'Amasia' il nuovo supercontinente che fra 100 milioni di anni potrebbe cambiare la faccia della Terra: si formerebbe dalla fusione del continente asiatico con quello americano e sarebbe situato a 90 gradi dal centro geografico del suo predecessore, il supercontinente Pangea, andato in frantumi quasi 180 milioni di anni fa. È quanto ha previsto un nuovo modello elaborato dai ricercatori dell'università di Yale e illustrato sulla rivista Nature.
NUOVA TAPPA DEL CICLO DEI SUPERCONTINENTI. Come gli antichi Nuna, Rodinia e Pangea, Amasia rappresenterebbe una nuova tappa del cosiddetto 'ciclo dei supercontinenti', un processo continuo con cui questi 'giganti' si formano e si frantumano a causa dell'avvicinamento e dell'allontanamento dei continenti. Il volto del nostro Pianeta disegnato dalle terre emerse è infatti come un grande puzzle, che viene continuamente montato e smontato variando progressivamente la posizione delle diverse tessere.
Fino ad oggi sono state formulate diverse teorie per prevedere i futuri movimenti della crosta terrestre e quindi la localizzazione del prossimo supercontinente. I modelli più accreditati sono due: il primo prevede che il supercontinente si formi dove si trovava il suo predecessore per introversione, ovvero attraverso la chiusura di un oceano interno, mentre l'altro modello prevede che il supercontinente compaia nel punto diametralmente opposto rispetto al suo predecessore per estroversione, ovvero per la chiusura di un oceano esterno.
OCEANO ARTICO E MAR DEI CARAIBI SI CHIUDEREBBERO. I ricercatori di Yale guidati da Ross Mitchell hanno invece elaborato un terzo modello alternativo secondo cui i nuovi supercontinenti si dovrebbero formare a una distanza di 90 gradi rispetto al loro predecessore per un processo di 'ortoversione'. Secondo questo modello, Amasia nascerebbe dalla fusione di America e Asia e si troverebbe a una distanza di 90 gradi rispetto a dove era situato Pangea. L'oceano Artico e il mar dei Caraibi si chiuderebbero e l'America rimarrebbe nella 'cintura di fuoco' del Pacifico, quella zona in cui le placche oceaniche scivolano sotto quelle continentali dando terremoti ed eruzioni vulcaniche. A sostegno di questa teoria, i ricercatori di Yale hanno ricordato che il loro modello è coerente con i dati che descrivono il campo magnetico terrestre del passato e che sono stati usati per determinare le distanze che separavano i supercontinenti che si sono succeduti nel passato, ovvero Nuna, Rodinia e Pangea.

  • Una immagine del nuovo supercontinente Amasia presa dal sito Nature.com.

Mercoledì, 08 Febbraio 2012


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