Apadrina un olivo, tradizione e tecnologia contro la crisi

Recuperano piante abbandonate. Stimolando l'agricoltura. E combattendo la disoccupazione. Con l'aiuto di un'app. L'iniziativa dello spagnolo Martin Piñas.

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02 Novembre 2014

da Barcellona

 

  • Oliete (Aragona) conta 200 mila ulivi secolari abbandonati.

 

Difficile immaginare una distanza più grande tra un codice qr e un ulivo, la tecnologia contrapposta alla biologia, il futuro alla tradizione.
Eppure a Oliete, piccolo centro rurale della regione di Aragona, in Spagna, l’informatica più avanzata è stata messa al servizio dell’agricoltura con Apadrina un olivo, adotta un ulivo, progetto che unisce solidarietà, ecologia ed economia sostenibile.
A Oliete, un nome non casuale, oltre 200 mila ulivi secolari giacciono abbandonati e improduttivi da anni, a causa della scarsa rendita delle aziende agricole a gestione familiare e dell’emigrazione verso le città e il lavoro nei servizi a scapito dell’agricoltura.
IL RECUPERO DI ULIVI CONTRO LA DISOCCUPAZIONE. Per questo l’ingegnere informatico 21enne Adrián Martin Piñas, che a differenza di tanti suoi giovani coetanei ha a cuore le sorti della terra, ha messo in piedi una piattaforma web con la quale invita le persone a diventare “padrini”, cioè a sponsorizzare il recupero di ulivi incolti e abbandonati. Oltre a salvare le piante, in una zona olivicola fin dalla colonizzazione greca del IV secolo a.C., l’iniziativa serve a stimolare l’agricoltura sostenibile e a combattere l’alto tasso di disoccupazione tra gli operatori del settore.
«Come possiamo fare affinché un elemento inerte come un albero acquisisca importanza nella società della velocità e della tecnologia?» si è chiesto Martin Piñas insieme con i suoi due soci.
QR CODE, L'APPORTO DELLA TECNOLOGIA. «Un albero è fuori dall’immaginario di chi vive in città, e se noi fossimo riusciti ad avvicinarlo alla gente, dandogli la possibilità di vederlo vivo, mentre cresce, di monitorarne i cambiamenti e condividerli sui social network, forse avremmo avuto una chance per recuperare questo immenso patrimonio destinato a morire», ha spiegato a Lettera43.it.
Ed ecco l’importanza di un qr code, un codice che permettesse di monitorare la rinascita di ogni albero. Da giugno, quando la piattaforma è stata avviata, oltre 500 ulivi sono stati etichettati con un qr code, che è collegato a una specifica applicazione (Mi olivo) costantemente aggiornata dagli stessi agricoltori che curano il risanamento della pianta. Scannerizzano il codice con uno smartphone e aggiornano la scheda dopo ogni intervento: registrano tempi e quantità dell’irrigazione, le potature, eventuali malattie e cure eseguite, e caricano una nuova fotografia dell’albero ogni 15 giorni.

 

  • Oliete è un comune di 454 abitanti situato nella regione di Aragona.

Previsto un contributo annuale di 49,90 euro

L’ingegnere informatico Adrián Martin Piñas, 21 anni.

(© Marco Todarello) L’ingegnere informatico Adrián Martin Piñas, 21 anni.

Il “padrino” (a oggi sono già quasi 300), pagando un contributo di 49,90 euro all’anno, ha diritto a scegliere un albero, dargli un nome, e può seguirne l’evoluzione accedendo ai dati caricati dagli agricoltori sull’applicazione. Grazie alle fotografie può seguire il mutare delle stagioni, la nascita e la raccolta delle olive o le potature.
«Troppo spesso l’agricoltura è vista come qualcosa di lontano, di antico, spesso compriamo la carne o la frutta ma senza sapere da dove viene», ha sottolineato Martin Piñas, «così invece è diverso: conosci il processo, l’albero che produce l’olio è così familiare che ha anche il nome che gli hai dato tu, sai chi è l’agricoltore che lo cura e puoi anche parlare con lui, se ti va. A noi non interessava solo salvare le piante, ma creare una connessione fruttuosa tra la società contemporanea e il mondo rurale. Forse ci stiamo riuscendo».
OGNI 'PADRINO' RICEVE DUE LITRI DI OLIO. Ogni” padrino”, alla fine dell’anno, riceverà due litri di olio che però «non è un acquisto», ci ha tenuto a precisare Martin Piñas, ma «la ricompensa per il suo atto di solidarietà nei confronti dell’agricoltura e della natura».
E anche della lotta alla disoccupazione, perché da quando è partito @apadrinaunolivo nella zona di Oliete (nella provincia di cui fa parte, Teruel, gli ulivi sono quasi 500 mila) gli agricoltori hanno tirato un sospiro di sollievo.
5 MILA EURO DALLA FONDAZIONE TELEFÓNICA. È infatti a loro che vanno gli introiti del progetto, che oltre ai 49,90 annuali dei “padrini” provengono dai 5 mila euro donati dalla fondazione Telefónica e da uno stock non ancora quantificato di “adozioni” promesse entro l’anno dal comune di Oliete e dalla comarca (associazione di comuni) di Andorra.
Nella zona di Oliete, migliaia di cittadini dei paesi vicini seguono il progetto con entusiasmo, e non solo perché può favorire l’occupazione. Non passa inosservato che tre 20enni, esperti di tecnologia informatica, stiano dedicando le proprie forze e competenze per valorizzare il ritorno alla terra, e per sostenere quel mondo – l’agricoltura – in crisi anche per il disinteresse di migliaia di loro coetanei.  

 

            

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