Campania, Legambiente: 6 mila roghi in 20 mesi

Tra Napoli e Caserta «correlazione tra le discariche e i tumori».

18 Settembre 2013

di Tommaso Tetro

Carabinieri e dei tecnici dell'Arpac alla ricerca di rifiuti tossici interrati dalla Camorre nel Casertano.

(© Ansa) Carabinieri e dei tecnici dell'Arpac alla ricerca di rifiuti tossici interrati dalla Camorre nel Casertano.

Tra Napoli e Caserta «si sta consumando una tragedia sotto la luce del sole, un ecocidio». In quella che viene chiamata la 'Terra dei fuochi' negli ultimi 20 mesi sono stati appiccati oltre 6 mila roghi, 30 al mese, più di 10 al giorno. E oltre al danno ambientale, nei luoghi più segnati dalla criminalità organizzata, a preoccupare è il rischio sanitario con una «stretta correlazione tra discariche e tumori, che trova nella zona di Acerra i picchi più alti».
TRA NAPOLI E CASERTA. Il rapporto di Legambiente, lanciato in occasione della presentazione dell'iniziativa 'Puliamo il mondo', ha scattato un'istantanea impietosa di quest'area della Campania, tanto bella quanto «martoriata e dilaniata» dallo smaltimento illegale dei rifiuti. Dal primo gennaio 2012 al 31 agosto 2012, si legge nel documento preparato da Legambiente in base ai dati dei Vigili del fuoco incaricati dal viceprefetto Donato Cafagna, l'uomo del ministero dell'Interno che da novembre lavora sulla Terra dei fuochi, i roghi di rifiuti tra Napoli e Caserta sono stati oltre 6.034: 3.049 riguardano la provincia di Napoli e 2.085 quella di Caserta.
RIDUZIONE DEL 39%. E il lavoro di Cafagna, ha fatto notare Enrico Fontana, responsabile dell'Osservatorio legalità di Legambiente, si è visto. «Da gennaio ad agosto si è registrato un calo degli incendi dolosi di rifiuti, che rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente sono passati da 3.101 a 1.894, con una riduzione del 38,9%».
Guardando bene, i numeri non lasciano spazio a dubbi. In questa area «negli ultimi cinque anni sono stati compiuti ben 205 arresti per traffici e smaltimenti illegali di rifiuti, pari al 29,2% del totale nazionale». COINVOLTE 116 AZIENDE. E dal 2001 ad oggi «ci sono state 33 inchieste per attività organizzata di traffico illecito di rifiuti condotte dalle procure» attive delle due province (Napoli, Nola, Torre Annunziata e Santa Maria Capua Vetere). Si tratta di più del 15% di quelle svolte in tutto il Paese che hanno portato i magistrati ad emettere «311 ordinanze di custodia cautelare, con 448 persone denunciate e 116 aziende coinvolte».
INCREMENTO DEI TUMORI. Eppure sui siti inquinati le cifre raccontano una realtà cruda. Sui 2.001 censiti dall'Agenzia per l'ambiente della Regione Campania nel 2008, il commissario per le bonifiche certifica nel 2009 «l'esistenza di 1.122 aree avvelenate da smaltimenti illegali in 70 comuni». C'è poi anche il danno sanitario, che viene raccontato dall'Istituto superiore di sanità (Iss) che evidenzia la «stretta correlazione» tra smaltimenti illegali di rifiuti e «l'incremento significativo di diverse patologie tumorali, con picchi negli otto Comuni con il maggior numero di discariche di rifiuti censite dallo studio 'Sentieri': Acerra, Aversa, Bacoli, Caivano, Castelvolturno, Giugliano in Campania, Marcianise e Villaricca».
Per questo Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente, ricorda che l'associazione ha deciso di lanciare una petizione, che possa essere anche un simbolo per la rinascita di quest'area così «ferita dall'ecomafia», a sostegno di una direttiva per l'introduzione del delitto di ecocidio in Europa aderendo a 'End Ecocide in Europe'.
INTERROGAZIONE DI REALACCI. Sulla stessa linea il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci che ha annunciato un'interrogazione sulla Terra dei fuochi rivolta alla presidenza del Consiglio e al ministro dell'Interno Angelino Alfano.
Nell'interrogazione, oltre a chiedere una «maggiore forza delle attività di controllo, risorse specifiche, e di allargare la cabina di regia per l'emergenza roghi anche ai ministeri dell'Ambiente, della Salute e dell'Agricoltura, ci si sofferma sulla predisposizione di strumenti per il risarcimento del danno ambientale».

ANSA

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