Pd, le ricette anti smog dei candidati sindaco di Milano

Sala propone la metro fino a Monza. Majorino vuole tasse sull'utilizzo dell'auto. Balzani i parcheggi remoti. Caputo più mezzi pubblici. Le idee dei dem milanesi.

di Andrea Prada Bianchi e Davide Gangale

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29 Dicembre 2015

Mentre l'emergenza smog ferma le automobili a Milano, le parti politiche si scontrano sul tema dell'inquinamento, attese al varco dal giudizio dell'opinione pubblica e dal voto degli elettori, chiamati nel 2016 a rinnovare il Consiglio comunale del capoluogo lombardo.
Le polveri sottili ancora non calano e i rischi per la salute restano.
Dalla Lega Nord di Matteo Salvini e del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni sono arrivate critiche allo stop del traffico, considerato «inutile».
POSIZIONI DIVERSE A SINISTRA. La sinistra si è detta favorevole alla misura straordinaria, ma al suo interno esistono punti di vista diversi, entrati di prepotenza in campagna elettorale.
Idee destinate a pesare innanzitutto sulle primarie del Partito democratico di febbraio 2016, con cui il centrosinistra deve scegliere il suo candidato sindaco.
Tutti i contendenti si sono trovati d'accordo su un punto: non esiste un'unica misura risolutiva, ma solo attraverso un'azione coordinata su più fronti si può risolvere il problema.
CAMBIA L'ORDINE DI PRIORITÀ. Hanno proposto però approcci differenti, al cui interno cambia l'ordine delle priorità.
Cosa farebbero per combattere l'inquinamento che minaccia la salute dei milanesi se ci fossero loro alla guida di Palazzo Marino?
I quattro principali candidati - Giuseppe Sala, Pierfrancesco Majorino, Francesca Balzani e Roberto Caputo - hanno svelato a Lettera43.it le loro idee.

Sala: «Metro fino a Monza e investimenti sulle tecnologie»

  • Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015. © Imagoeconomica


Il commissario di Expo 2015 Giuseppe Sala pensa a un progetto a lungo termine: l'allungamento della metropolitana fino a Monza.
«È la terza città lombarda e il flusso di lavoratori e mezzi che ogni giorno si genera tra la Brianza e Milano è significativo».
La proposta di una Linea 5 fino a Monza piace anche alla Lega: il segretario della Lega Lombarda, Paolo Grimoldi, l'ha definita «un intervento che contribuirebbe a ridurre drasticamente l'inquinamento nell'area metropolitana».
RISCALDAMENTI MODERNI. Sala ha elogiato l'amministrazione Pisapia e i risultati ottenuti con l'Area C e l'ammodernamento dei mezzi.
Ma bisogna andare oltre: «Serve investire risorse sulle nuove tecnologie sia per la mobilità sia per i riscaldamenti».
Per esempio? Gli incentivi per l'ammodernamento e l'efficientamento delle caldaie e dei sistemi di riscaldamento degli edifici pubblici e privati.
«UTILIZZARE I FONDI EUROPEI». «A questo proposito il Comune ha a disposizione fondi europei che devono essere utilizzati», ricorda Sala.
Infine un messaggio a Maroni e Renzi: «La Regione e il governo devono collaborare con Milano. La nostra città sa come fare funzionare le cose».

Majorino: «Estendere Area C e far pagare la macchina in base all'utilizzo»

  • Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano. © Imagoeconomica


L'assessore Pierfrancesco Majorino non ha dubbi: «Cosa farei? Misure più radicali a sostegno del trasporto pubblico, limitazione del traffico privato, estensione di Area C e introduzione del principio per cui l'automobilista paga a seconda dell'utilizzo».
Con lui tornerebbero anche le «domeniche senza macchina».
«SOGNO MILANO SENZA AUTO». Il futuro è un sogno: Milano città senza auto.
«A Oslo non suona così utopistico. Come fare? Estendendo l'Area C all'interno di un piano di potenziamento del trasporto pubblico».
«PIÙ GUIDI E PIÙ DEVI PAGARE». Si può anche «iniziare a riflettere su nuovi principi di mobilità». Quella privata, in particolare, «presenta costi ambientali che vanno pagati».
Per esempio con «l'introduzione del principio per cui l'automobilista paga non solo perché supera un'area geografica limitata, ma anche in ragione a quanto utilizza l'auto privata per spostarsi all'interno della città».
«METRO A MONZA CON QUALI SOLDI?». Scetticismo sulla metro fino a Monza proposta da Sala: «Con quali finanziamenti? Servono risorse nazionali. Se ci sono, dico: perché no?».

Balzani: «Micro pedonalizzazioni, nuove aree verdi e parcheggi remoti»

  • Francesca Balzani, vice sindaco di Milano. © Imagoeconomica


La ricetta anti-smog del vice sindaco Francesca Balzani punta sulla cura del territorio.
«Si deve lavorare su due piani: misure d'emergenza in caso di necessità e soluzioni strategiche».
Oltre ad Area C, «micro pedonalizzazioni e la creazione di nuove aree verdi, perché le foglie assorbono le polveri sottili». E poi, in prospettiva, «la costruzione di parcheggi remoti, al di fuori dei confini urbani, per evitare che ogni giorno arrivino a Milano 600 mila automobili dai Comuni dell'intera area metropolitana».
«LAVORARE ASSIEME ALLA REGIONE». La battaglia contro lo smog, tuttavia, non può che passare per una «forte condivisione degli obiettivi con Regione Lombardia. Occorre un Piano Marshall, un tavolo che metta insieme tutti gli attori della mobilità a livello regionale, tutte le aziende del trasporto pubblico».
«IL BLOCCO È FONDAMENTALE». Il blocco? Fondamentale: «Più del 70% dell'inquinamento dell'aria è dovuto al traffico», spiega il vice sindaco.
«Incredibile dire che sia inutile».
«MONZA? LO SMOG NON ASPETTA». La metro a Monza è «una soluzione per gli anni a venire, no?».
L'urgenza è adesso: «Occorre ragionare su cose che si possono fare subito, da qui ai prossimi mesi, non in un decennio. Tutte le macchine che raggiungono Milano partono da Monza? Non credo proprio!».

Caputo: «Implementare i mezzi pubblici, Area C resti così»

  • Roberto Caputo, ex assessore a Palazzo Marino. © Imagoeconomica


Secondo Roberto Caputo, ex assessore a Milano con una lunga esperienza nelle istituzioni milanesi, c'è un punto su cui bisogna agire il prima possibile: il miglioramento e l'aumento dei trasporti pubblici.
«Chi non capisce che la metropolitana è fondamentale è un folle. È il mezzo più efficace», sostiene Caputo.
La mente va a un tratto «che per colpa dell'amministrazione Formentini non venne fatto: quello che va verso Opera, Pieve Emanuele, una delle zone più trafficate. C'era già un processo in corso, ma purtroppo venne bloccato».
Insomma «più si porta avanti la metropolitana meglio è, anche a Monza. Ci vogliono soldi. Magari grazie al project financing».
«BASTA CALDAIE OBSOLETE». Altri interventi sull'agenda di Caputo: «Aumentare le aree verdi a Milano, rinnovare le caldaie obsolete e creare nuove isole pedonali».
Ma niente allargamento dell'Area C. «Peggiorerebbe la situazione delle periferie, concentrando il traffico ai confini della città».
«LA REGIONE SEMPRE IN RITARDO». Infine stoccata a Maroni: «Se blocchi Milano e non fai niente in tutte le altre città non risolvi granché. La Regione arriva sempre in ritardo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Canoi 30/dic/2015 | 13 :21

Proposte diverse ma compatibili e complementari.

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