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Ambiente 

TERRITORIO

Piemonte, querelle sulla legge urbanistica

Cota snobba il Ptc2. Critiche dalla Provincia.

di Maurizio Bongioanni

Una nuova legge urbanistica per la Regione Piemonte «all'insegna di una fortissima sburocratizzazione del settore urbanistico». Così è stata presentata in pompa magna dal presidente Roberto Cota durante una conferenza Finpiemonte del 27 giugno. Una legge «all'insegna della semplificazione», ha continuato Cota, «che permetterà di sveltire le procedure edilizie».
Una semplificazione che però non tiene conto degli sforzi fatti dalla Provincia di Torino nella lotta al consumo di suolo.
DAL PTC LA TUTELA DEL SUOLO AGRICOLO. Dal 2007, infatti, l'amministrazione provinciale ha avviato un Piano territoriale di coordinamento (Ptc) che impedisce di fatto la costruzione di nuovi edifici su suoli liberi e agricoli. L'obiettivo del Ptc - di cui oggi esiste una seconda versione - è quello della «copianificazione», cioè di una gestione del territorio condivisa tra enti locali, Provincia e Regione. Un modo di confrontare le esigenze e calcolare l'effettiva capacità territoriale con un'ottica sovracomunale, salvaguardando così i terreni liberi ad uso agricolo e promuovendo la riconversione di ex-aree industriali dismesse.
MANCA L'APPOGGIO DELLA REGIONE. Il Ptc2 è uno dei piani territoriali più avanzati nel settore urbanistico italiano. Eppure questo non basta per incontrare un appoggio pieno da parte della Regione che - nonostante il Ptc2 abbia abbandonato la fase sperimentale già da diversi mesi - ancora deve inquadrarlo in una Legge urbanistica regionale a tutti gli effetti.
FERMI ALLA PRIMA GENERAZIONE . «Questa ancora non è la volta buona», ha dichiarato Paolo Foietta, dirigente area territorio della Provincia e firmatario del Piano, «perché quella annunciata da Cota non è altro che l'ennesima variante alla legge quadro del 1977. Mentre altre Regioni hanno già adottato leggi urbanistiche di seconda e terza generazione, qui in Piemonte siamo fermi alla prima».
IL DIVIETO IMPOSTO A IKEA. Il Ptc2 ha attratto l'attenzione dei media - e rischiato di compromettere i rapporti tra Provincia e Regione - quando è stato impedito al colosso svedese Ikea di costruire un nuovo fabbricato andando a occupare 16 ettari di suolo agricolo. La nuova sede è stata in seguito direzionata verso una zona già industrializzata ma quell'episodio è servito alla Provincia per dimostrare che la legge è uguale per tutti e che il proprio Piano territoriale è un modello di sviluppo territoriale sostenibile.
MANCANZE AL SISTEMA DI CONTROLLO URBANISTICO. Un'altra mancanza a cui la «leggina procedurale», presentata da Cota non sopperisce è il sistema dei controlli, come denuncia da tempo Andrea Buquicchio dell'Idv: «È assurdo che in Piemonte non esista un ente preposto a stabilire la natura di una variante al Piano regolatore. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: sempre più spesso tocca al Tar stabilire la natura degli strumenti urbanistici. Tutto ciò facilita gli interessi edilizi delle organizzazioni malavitose, come messo in luce dalla relazione del ministro Cancellieri contenuta nel decreto di scioglimento per mafia del Consiglio comunale di Rivarolo».

Giovedì, 05 Luglio 2012


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Commenti (1)

Fanky 06/lug/2012 | 09:19

Però un eccesso di burocrazia c'è davvero.
In Piemonte, in effetti, la burocrazia in campo urbanistico ed edilizio è eccessiva ed evidentemente anche inefficace ai fini della tutela ambientale. Non sono un simpatizzante di Cota, ha fatto pasticci in quasi tutto ciò di cui si è occupato, trasporto pubblico regionale in primo luogo (ha annullato una gara in corso per la liberalizzazione del servizio, ha fatto un nuovo contratto con Trenitalia ed ora ha tagliato i servizi su diverse linee regionali - suggerisco a L43 di occuparsi di questa vicenda), però credo che lo snellimento della burocrazia in questo campo sia necessaria, fermo restando le tutele urbanistiche, ambientali, di sicurezza ecc. ecc.

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