EMERGENZA

Polveri sottili, pericolo per il 90% degli europei di città

Livelli record in Italia: 23 città tra le 30 più inquinate d'Europa.

15 Ottobre 2013

La vita in città non è esattamente salubre. A confermarlo è l'ultimo rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (l'Aea), riferito al periodo tra il 2009 e il 2011, secondo cui oltre il 90% degli europei che vive nei centri urbani respira un livello troppo elevato di polveri ultrafini (fino al 96% dei cittadini Ue per le Pm 2,5) e di ozono (fino al 98%).
Il parametro di riferimento sono le soglie limite dall'Organizzazione mondiale della sanità, spesso più severe rispetto a quelle dell'Ue.
LIVELLI PROBLEMATICI. Nonostante il calo degli inquinanti registrato nell'ultimo decennio, i livelli di particolato e ozono rimangono problematici. L'Italia e in particolare la Pianura Padana sono fra le aree maggiormente colpite da questa minaccia, che non risparmia nemmeno le aree rurali.
Primo indiziato delle emissioni killer il traffico, poi l'industria, l'agricoltura e le abitazioni. Il commissario europeo all'ambiente, Janez Potocnik, si è detto «pronto a rispondere» all'emergenza con l'arrivo di nuove regole entro l'anno.
Maglia nera in Europa sul fronte dell'ozono è Padova, con 104 giorni di superamenti nel 2011, seguita da Pavia, Reggio Emilia, Treviso e Parma, Verona e Varese.
IN ITALIA 23 CITTÀ NELLA TOP 30 UE. Sono 23 le città italiane che si piazzano nei primi 30 posti di questa classifica Ue. Il record assoluto si registra sul fronte dell'ozono, che segna valori oltre tre volte più elevati rispetto alla soglia limite. Nord Italia e Sud della Francia risultano le aree più colpite nell'Ue da questo inquinante.
«L'inquinamento dell'aria sta provocando danni alla salute umana e agli ecosistemi», ha spiegato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'Aea, secondo il quale «per arrivare ad un percorso sostenibile, l'Europa dovrà essere ambiziosa e andare oltre l'attuale legislazione». «La qualità dell'aria è al centro delle preoccupazioni per tante persone», ha affermato il commissario europeo all'ambiente, Janez Potocnik, che si dice «pronto a rispondere» con l'arrivo di nuove regole entro l'anno.
PM10, IL NORD LA FA DA PADRONE. L'Italia nel 2011 è stata anche fra i Paesi europei a superare più spesso il limite Ue della media annuale per le Pm10 e Pm 2.5, insieme con Polonia e Slovacchia.
Per quanto riguarda le polveri sottili (Pm10), al 12esimo posto della classifica Ue c'è Monza (121 giorni di sforamenti nel 2011), tallonata da Brescia (113), poi Cremona (109), Vicenza (107), e Torino (105), Padova (93) e Venezia (85).
Anche nei siti rurali la tendenza non è positiva: il numero di centraline che hanno rilevato superamenti per le particelle sottili fra 2009 e 2011 in Europa è più che raddoppiato, con un aumento significativo delle concentrazioni registrato in Italia, assieme ad Austria, Repubblica Ceca, Germania, Olanda e Polonia.
Il bollettino dell'Aea include anche valori oltre il limite annuale del biossido di azoto (Nox) in 26 stazioni di rilevamento rurali, di cui 16 in Italia, seguita da Austria, Belgio, Francia, Germania e Olanda. Gli italiani segnano anche i pochi eccessi nei livelli orari e giornalieri di anidride solforosa (So2), con Spagna, Bulgaria e Romania.

A Padova limiti sforati per 104 giorni nel 2011

A proposito di maglia nera, Padova è la peggiore in Europa sul fronte dell'ozono: la città veneta nel 2011 ha registrato 104 giorni di superamenti del limite Ue, seguita da Pavia, Reggio Emilia, Treviso e Parma, Verona e Varese.
RECORD DI OZONO TROPOSFERICO. L'Italia detiene anche il record dei livelli di ozono troposferico, segnando valori oltre tre volte più elevati rispetto alla soglia. 
TIPICO DEL SUD EUROPA. Nord Italia e Sud della Francia sono risultate le aree più colpite dall'ozono troposferico, che si forma a seguito delle reazioni fra vari inquinanti provenienti da diverse fonti, come la combustione di carburanti fossili, il trasporto stradale, le raffinerie, vegetazione, discariche, reflui, bestiame e incendi. In presenza di caldo e luce solare si scatenano queste reazioni, quindi si tratta di un problema tipico dell'estate, specie nel Sud Europa.
POTOCNIK: «PRESTO NUOVE REGOLE IN UE». Il commissario europeo all'ambiente, Janez Potocnik, si è detto «pronto a rispondere» all'emergenza con l'arrivo di nuove regole entro l'anno. L'inquinamento dell'aria «è la prima causa ambientale di morte nell'Ue, con oltre 400 mila decessi prematuri nel 2010, cioè più di dieci volte le vittime di incidenti stradali», ha ricordato Potocnik. «Si tratta», ha aggiunto il commissario Ue all'ambiente, «di un costo enorme per la salute dei cittadini e per l'economia», con 100 milioni di giornate di lavoro perse ogni anno, cioè 15 miliardi di euro di produttività in meno. A questi costi vanno aggiunti «4 miliardi di euro in termini di assistenza sanitaria, per i ricoveri» ha detto ancora il commissario.

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