Ambiente
SALUTE
Seveso, asfalto alla diossina
Pedemontana in progetto nella zona contaminata. Rischio che gli scavi liberino la sostanza tossica.
di Simone Morano
Ne è stato da poco ricordato il 36esimo anniversario: era il 10 luglio del 1976 quando dall’azienda Icmesa di Meda vicino Seveso, in Brianza, fuoriuscì una nube di diossina che, spinta dal vento, si diffuse in diversi comuni circostanti: si stava materializzando il disastro di Seveso.
A quasi 40 anni di distanza, l’incubo diossina si ripresenta: l’autostrada Pedemontana che dovrà collegare la provincia di Varese con quella di Bergamo, infatti, passerà anche nella zona di Meda e Seveso, e verrà costruita sui territori contaminati.
VIETATO EDIFICARE. Benché la legge regionale numero 60 del 27 maggio del 1985 vieti «qualsiasi attività edificatoria o di trasformazione del suolo o del sottosuolo nelle aree dei comuni di Seveso, Meda, Desio e Cesano Maderno già interessate da operazioni di bonifica e ripristino ambientale», l’autostrada passerà all’interno della zona A (l’area maggiormente contaminata) e della zona B (area contaminata in minor misura), proprio sul territorio in cui si trovava la fabbrica Icmesa.
Per capire meglio: in seguito al disastro, il territorio colpito fu suddiviso in zona A, B e R a seconda del livello di contaminazione, cioè della quantità di diossina presente.
PROBLEMA AMBIENTALE. Diverse abitazioni situate nella zona A vennero distrutte immediatamente dopo il disastro, mentre lo strato di terreno sottostante fu spostato e collocato in vasche di deposito di rifiuti tossici, sopra le quali ora si trova il bosco delle Querce: nella zona B e nella R, invece, furono vietati l’allevamento e la coltivazione.
Il passaggio della Pedemontana, dunque, potrebbe rappresentare un problema ambientale piuttosto grave: ma, invece di modificare il tracciato, si è preferito modificare la legge.
Nel senso che con la legge regionale numero 15 del 26 maggio 2008 si è stabilito che sono ammesse «le attività per la realizzazione» della Pedemontana e delle opere connesse «in deroga al divieto» della legge del 1985 citata in precedenza.
Conte: «Una volta sollevato il terreno, la diossina entrerà nell’aria»
Una decisione che - ovviamente - ha suscitato la ribellione delle associazioni ambientaliste locali, ma non solo: «Come mai la Pedemontana deve passare proprio lì?», si chiedono per esempio gli esponenti della lista civica 'Con Buraschi per Meda'.
«Forse perché ci si aspettano ingenti introiti dagli attuali utenti della Milano-Meda (superstrada che adesso è gratuita ma verrà inglobata in quella futura, con la conseguente necessità di pagare il pedaggio, ndr)?».
PETIZIONE AL PARLAMENTO UE. Nessun progetto di bonifica è previsto nel piano definitivo e la lista civica ha addirittura presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo e una petizione al Parlamento europeo ritenuta «ricevibile».
Paolo Conte, responsabile dell’organizzazione Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile, senza mezzi termini lancia l’allarme: «Una volta sollevato il terreno, la diossina entrerà nell’aria».
Sulla stessa linea d’onda Alberto Colombo, leader di Sinistra e ambiente di Meda, che sottolinea: «L’area B non è mai stata bonificata, il che significa che gli scavi (per la realizzazione dell’autostrada ci sarà uno sbancamento di circa mezzo metro) libereranno la sostanza tossica».
I rischi sono evidenti, se è vero che già adesso a Seveso il numero di tumori registrati è oltre la media nazionale, come dimostrato da una ricerca pubblicata nel 2009 su Environmental health da Pier Alberto Bertazzi e Angela Pescatori.
RISCHIO TUMORI. Secondo quella ricerca, il rischio di tumori non riguarda unicamente i soggetti esposti direttamente, ma anche le persone arrivate in seguito e i figli delle donne contaminate.
Non solo: un rapporto dell’Arpa, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Lombardia, basato su rilievi eseguiti tra l’aprile e il giugno del 2008 rivela che nelle indagini effettuate «52 campioni sono risultati superiori al limite per siti a uso verde pubblico e privato» e «di questi, 10 sono risultati superiori anche al limite per siti a uso commerciale industriale».
In occasione dell’anniversario del disastro, nei luoghi interessati è andato in scena un flash mob organizzato dai diversi gruppi che compongono Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile (alla presenza di una troupe della televisione svizzera Italiana, che all’argomento dedicherà una puntata del programma Falò). «Affari per pochi, disastro ambientale per tutti», era lo slogan sullo striscione di Sinistra e ambiente Meda. Di certo, paura per molti.
Venerdì, 13 Luglio 2012

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