Sicilia, battaglia per l'antenna della Marina Usa

A Niscemi il discusso progetto Muos.

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19 Novembre 2012

Permessi e divieti. La paura per la creazione di un enorme impianto che trasmetterà onde ad altissima frequenza. I ricorsi alla giustizia con esiti alterni e manifestazioni, con 5 mila persone scese in piazza per dire no all’antenna di trasmissioni militari degli Stati Uniti. Niscemi, 26 mila abitanti in provincia di Caltanissetta, è dopo Quirra, Teulada, Vicenza, Ghedi, La Maddalena e Aviano l’ultima frontiera del conflitto tra forze armate americane dislocate in Italia e le popolazioni dei territori in cui le basi vengono stanziate o ingrandite.

I rischi per la salute: malformazioni e tumori

Una maxi antenna della Marina Usa.

Una maxi antenna della Marina Usa.

Nel Mediterraneo, dopo che gli Stati Uniti hanno abbandonato il porto sardo per sottomarini nucleari de La Maddalena, ora le attenzioni si concentrano in Sicilia. Niscemi ha già, sul suo territorio, strutture militari e di comunicazione delle truppe americane: è infatti inserita nell’enorme complesso di Sigonella, dove gli Usa hanno una base aerea, uffici di comando, intelligence, armi, truppe e magazzini.
L'ANTENNA NELLA SUGHERETA. La novità è che il Comune ha concesso agli americani il permesso di erigere un'enorme antenna, con tutti gli impianti connessi, all'interno di un’area protetta. Una sughereta secolare tutelata da norme paesistiche nazionali e regionali.
Da qui la protesta popolare, l’indagine con cinque inquisiti aperta dalla procura di Caltagirone, il primo sequestro dell’area interessata ai lavori a causa della presunta incompatibilità dell'impianto con le regole di tutela ambientale - fino al dissequestro, lo scorso 30 ottobre, del cantiere stabilito dal tribunale del riesame di Caltanissetta.
LO STUDIO DELL'UNIVERSITÀ DI TORINO. La popolazione di Niscemi è sul piede di guerra ormai da mesi. Perché con il progetto americano, in municipio è arrivata pure una relazione dell’Università di Torino la quale spiega che le onde radio ad altissima frequenza dell’impianto Usa possono provocare tumori, malformazioni nei feti, leucemie in bambini e adulti e, persino, causare una morte rapida se i fasci di onde dovessero essere indirizzati male.
In più, non lontano dall'area interessata, si trova l’aeroporto civile di Catania. E secondo i comitati popolari di Niscemi il traffico aereo potrebbe subire disturbi e interferenze da parte dell’impianto americano.

Italia e Sicilia, baluardi Usa per Nord Africa e Medio Oriente

L'area di Niscemi dove sorgerà la super antenna Usa.

L'area di Niscemi dove sorgerà la super antenna Usa.

Il governo italiano, dal canto suo, sostiene il progetto Usa, tanto che il dissequestro è avvenuto su istanza dell’Avvocatura dello Stato la quale, di fatto, in questa causa ha preso le parti della Marina militare degli Stati Uniti (Us Navy), proprietaria del nuovo impianto.
IL PROGETTO MUOS. Questa torre, insomma, s’ha da fare, visto che fa parte di un gigantesco progetto del Pentagono chiamato Mobile User Objective System (Muos), composto da quattro satelliti in orbita attorno al Pianeta e da altrettante stazioni a terra, «strategicamente dislocate» (si legge nei documenti Usa): due in Australia, una in Virginia e una proprio a Niscemi. Che, pur essendo un centro abitato, si trova in un punto che gli accordi tra gli Usa e gli alleati, oltre che la Us Navy, definiscono «strategico» per il buon funzionamento del sistema satellitare.
Le esigenze belliche, dunque, prevalgono su quelle della popolazione. E così l’antenna sorgerà non lontana dalla cittadina invece che in una zona desertica, come nel caso delle altre tre stazioni.
UN SISTEMA DA 2 MLD DI DOLLARI. Il costo del sistema supera i 2 miliardi di dollari e vede coinvolte Boeing e Looked Martin. E il primo satellite è stato già lanciato il 24 febbraio del 2012 da Cape Canaveral.
Il Muos servirà a rendere più semplici, stabili e ricche di dati le comunicazioni, soprattutto via cellulare, delle truppe americane sparse per il mondo.
LA NUOVA STRATEGIA DELLA CASA BIANCA. Un progetto nel quale Niscemi è irrinunciabile, perché con i recenti cambi di strategia della Casa Bianca, l’Italia e in particolare la Sicilia sono diventate le sentinelle statunitensi verso le «minacce» provenienti dal Medio Oriente, dall’Iran, dal Nord Africa sempre più islamizzato dopo la  Primavera araba.
L’Italia da frontiera contro il Patto di Varsavia è divenuta per le forze armate americane la porta dell’Africa: tanto che a Vicenza da quattro anni gli Stati Uniti hanno insediato il nuovo comando Africom, destinato a coordinare le operazioni nel Continente a sud del Mediterraneo.

Il vincolo dei memorandum e degli accordi Italia-Usa degli Anni 50

Il cantiere Muos di Niscemi.

Il cantiere Muos di Niscemi.

Washington dunque non rinuncia e l’Italia è costretta a schierarsi dalla sua parte, al di là di chi siede a Palazzo Chigi. Perché il via libera preventivo e praticamente incondizionato a tutta una serie di progetti militari, passati presenti e futuri, è contenuto nei memorandum e negli Shell Agreements (accordi-cornice) che, dagli Anni 50 fino a oggi, il nostro ministero della Difesa ha siglato con il dipartimento della Difesa americano. L’accordo per Sigonella e Niscemi, per esempio, risale al 1954. È pienamente operativo ed è seguito da una lunga serie di intese successive, tutte vincolanti per l’Italia.
L'ULTIMA PAROLA SPETTA AGLI USA. In Sicilia si assiste così allo stesso copione già vissuto dalle popolazioni di La Maddalena, di Vicenza contro il Dal Molin, di Aviano e Teulada. Pericoli, inquinamento, proteste. Ma alla fine a l’ultima decisione spetta solo alla Casa Bianca:  tutti i premier, da Andreotti a Monti, passando per Craxi, Berlusconi, Prodi, D’Alema hanno firmato o ratificato intese che lasciano alle forze armate Usa mano libera nel nostro Paese. Così sta accadendo anche a Niscemi.

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