Ambiente
IL CASO
Trivellazioni alle Tremiti, Clini prende tempo
La Puglia contraria, Legambiente: «A rischio 30 mila kmq di mare».
di Tommaso Tetro
Sfruttare o no l'eventuale petrolio che potrebbe essere in fondo all'Adriatico è una decisione che va presa dopo aver valutato vantaggi e svantaggi.
Insomma, «vediamo se ne vale la pena e poi decideremo». È chiaro il pensiero del ministro dell'Ambiente Corrado Clini sulle prospezioni petrolifere da parte della Petrolceltic al largo delle isole Tremiti. Contraria alla decisione la regione Puglia. Con l'assessore all'Ambiente, Lorenzo Nicastro, ha fatto sapere di voler ricorrere «contro i pareri dei ministeri».
Anche gli ambientalisti, che parlano di follia, si oppongono; Legambiente mette in guardia sul rischio rappresentato da altre «70 trivelle» che potrebbero essere autorizzate e che coprirebbero «30 mila chilometri quadrati dei nostri mari, una regione grande come la Sardegna».
«L'ATTUAZIONE FINALE SPETTA AL MISE». Clini spiega però che il via libera giunto a maggio da parte del suo dicastero e da quello dei Beni culturali, riguarda soltanto la fase che precede le esplorazioni, quella che serve per capire «cosa c'é nel sottosuolo»; e che l'autorizzazione finale spetta al ministero dello Sviluppo economico.
«Abbiamo semplicemente applicato la legge vigente - osserva il ministro - Anche le amministrazioni locali devono avere consapevolezza del contesto in cui ci si muove; non vince chi strilla di più».
IL RUOLO DI CROAZIA E SLOVENIA. Inoltre, da Clini viene offerta un'analisi della situazione più ampia: «Sull'uso energetico del mare Adriatico è opportuna una valutazione comune, da Trieste a Otranto, coinvolgendo anche Slovenia e Croazia».
Intanto il presidente del parco nazionale del Gargano, Stefano Pecorella, ha convocato per il 4 settembre i 18 sindaci dell'area protetta per discutere delle prospezioni (che comunque sono al di fuori dei limiti interdetti); un incontro a cui è stato invitato anche il governatore della Puglia Nichi Vendola.
IL 6 SETTEMBRE TOCCA AI SINDACI. Mentre due giorni dopo, il 6 settembre, sarà la volta dei sindaci. È infatti previsto un incontro a Termoli a cui saranno invitati a partecipare tutti i comuni costieri di Molise, Abruzzo e Puglia, per organizzare «una nuova grande manifestazione come quella dello scorso anno, cui partecipò anche Lucio Dalla».
Alle proteste di sindaci e istituzioni locali si uniscono quelle di Legambiente che, in un recente report, ricorda come «le ultime stime del ministero dello Sviluppo economico» parlino della «presenza nei fondali marini di solo 10,3 milioni di tonnellate di petrolio» e che «ai consumi attuali sarebbero sufficienti per il fabbisogno nazionale per appena 7 settimane».
(ANSA)
Venerdì, 31 Agosto 2012
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Alessandromagno 31/ago/2012 | 20:03
Ma chice l'ha mandato ?
Questo quì è proprio fuori di testa !
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