Ambasciatore Polonia: vogliamo Ue unita, flessibile dopo Brexit - La notizia

Orlowski parla del peso del gruppo di Visegrad nella nuova Ue

23 Settembre 2016

Roma, - L'Unione europea sta affrontando un periodo di incertezza dopo la Brexit e per la perdurante crisi migratoria e si è mostrata divisa anche al summit di Bratislava. Un punto dirimente è stato quello dei rifugiati, su cui anche la Polonia ha la sua posizione critica. Ambasciatore Tomasz Orlowski cosa accadrà adesso?'Prima di tutto l'Europa si confronta con sfide che sono massicce e consideriamo queste sfide da affrontare meglio insieme. Non parliamo più di 28 sfortunatamente ma si deve affrontare almeno come Europa a 27. E' il primo risultato del summit di Bratislava, l'abbiamo accolto con grande interesse e siamo contenti. Per tre motivi: primo l'Unione ha detto, malgrado tutti i tentativi precedenti, che favorirà un approccio unito, l'unità dell'Unione è la questione principale. Secondo punto è una constatazione: per i cittadini dell'Ue la nostra Unione ha perso il valore aggiunto. Terzo elemento, con la Brexit, che anche è una testimonianza di questo problema grave, possiamo dare con la volontà di agire insieme, un nuovo impulso, una nuova agenda politica all'Unione europea. Questo per me è la cosa più importante. La dichiarazione di Bratislava è breve, meglio così, piuttosto che avere un testo lungo che non dà ai cittadini il modo di capire di cosa si tratta. Le parole usate nella dichiarazione, l'Unione non è perfetta, sono molto giuste, ci è mancato di dire primache non siamo perfetti, ma che facciamo del nostro meglio.Con la Brexit la Polonia perde un alleato forte nelle lotte contro la centralizzazione. Perde anche di peso?'Penso di no, direi che la Polonia è un paese profondamente proeuropeo e nessun governo può fare politica senza pensare alla volontà del popolo, il livello di sostegno dell'Ue nel Paese è il più alto d'Europa e questo è un punto d partenza. Il fatto che qualcosa non sia riuscita non significa che vogliamo lasciare, noi vogliamo fare le riforme. Negli ultimi mesi il peso della polonia insieme ai 4 di Visegrad mi dà impressione che sia più forte che prima'.Quale sarà il futuro del Gruppo di Visegrad?'V4 è prima di tutto un gruppo da paragonare al Benelux, una piattaforma di coordinamento. Certamente il coordinamento ci serve per farci sentire meglio, poi c'è una volontà di cooperazione nell'ambito dell'agenda europea e per lottare contro sfide globali. V4 esiste da 25 anni, non è una struttura che è nata al momento della crisi migratoria, non è stata abbastanza vista dai nostri partner, è un gruppo importante'.

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