I sogni dei cubani dopo la visita di Obama - La notizia

Il domino e uno sketch con il comico locale

25 Marzo 2016

Roma, 24 mar. - Non è lo sketch più brillante della carriera presidenziale di Obama: la partita di domino con l'ingessato Luis Silva, alias Pànfilo, comico di punta della tv di Cuba. Quasi sei minuti di conversazione bilingue e doppiata. Ma il significato per i cubani è grande. Con tanto di riferimento all'anno dell'embargo, 1962, che, dice Pànfilo, ha bloccato la partita.E proprio l'embargo resta al centro dei pensieri degli isolani ora che il presidente americano è ripartito. Lo stile accessibile del presidente ha fatto breccia presso una popolazione abituata a sermoni dogmatici e comicità di regime, ma i cubani non si fanno illusione sugli effetti a breve termine della visita. Mariaelena Cabrara vive all'Avana: 'Aspettavamo tutti questa gioia della visita di Obama. Ma quello che vogliamo tutti è che l'embargo sia revocato'.E per Cley Poll Betacourt, 'Obama ha parlato come uno di noi, come un cubano, ha detto que bolà, vamos a luchar, ci batteremo'.La vecchia Avana si commuove ma resta diffidente. La visita di Obama è stata un corso di marketing politico, ha detto un commentatore televisivo. E per uno degli editorialisti del quotidiano Granma, il presidente è un buon comunicatore, sa usare le parole e lavoce, ma la sua logica lascia spazi aperti alla manipolazioneAl di là della politica, lo stile Obama, a confronto con Raul Castro, appare di un altro mondo.

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TAG: Esteri

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