Milano, riapre dopo 50 anni la cripta del Santo Sepolcro - La notizia

Storia, archeologia e spiritualità tra Leonardo e San Carlo

11 Marzo 2016

Milano - Una cripta evocativa, carica di una storia millenaria, nella quale si sente pulsare ancora la Milano di San Carlo Borromeo e dei secoli precedenti. Riapre al pubblico, dopo 50 anni, la cripta della Chiesa del Santo Sepolcro, nel complesso della Biblioteca Ambrosiana, in pieno centro a Milano, dove sorgeva il foro romano, i cui pavimenti sono ancora quelli che è possibile ora calpestare nella cripta. L'assessore alla Cultura di Milano Filippo Del Corno ha spiegato così l'importanza dell'evento.'E' un monumento importantissimo per la storia della città di Milano - ci ha detto - perché davvero racconta e testimonia un momento estremamente rilevante della storia della città, è un ulteriore atto di restituzione alla città di un luogo pieno di memoria e io sono sicuro che i cittadini di Milano la visiteranno e la apprezzeranno proprio perché vi riconosceranno uno dei momenti più fortemente legati all'identità della città'.Definita da Leonardo Da Vinci il 'vero mezzo di Milano', la chiesa del Santo Sepolcro, e la sua cripta in particolare, ricordano l'impresa dei lombardi alla prima crociata, e nella copia del sepolcro di Cristo che è collocata al centro della pianta sotterranea si dice sia conservata la terra proveniente dai luoghi santi. E proprio qui, come ricorda la statua in terracotta policroma, San Carlo veniva spesso a pregare. L'ex ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi, presidente dei Conservatori della Biblioteca Ambrosiana: 'Forse l'aspetto più importante di questa cripta - ci ha spiegato - è la spiritualità che si tocca, la tocca il credente, ma la avverte anche chi credente non è'.Per il completo restauro della cripta, dove in più punti si trovano affreschi antichi, servirà una spesa di due milioni di euro che si tanno raccogliendo. Intanto per la nuova inaugurazione viene esposta una riproduzione fotografica della Sindone di Torino.

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TAG: Cultura

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