Perugino e Raffaello, a Brera per la prima volta i due Sposalizi - La notizia

Il primo dialogo tra opere voluto dal direttore James Bradburne

14 Marzo 2016

Milano - Due sposalizi, due maestri della pittura italiana, due dipinti che mostrano il senso di una evoluzione. La Pinacoteca di Brera di Milano ospita il primo dialogo tra un'opera della collezione e un'opera proveniente da altri musei, in questo caso lo Sposalizio della Vergine di Raffaello cui è stato accostato il dipinto precedente e omonimo del suo maestro Perugino, proveniente da Caen. Un primo tassello dello straordinario lavoro intrapreso dal direttore di Brera James Bradburne per valorizzare le collezioni e rilanciare il rapporto tra il museo e la città.'Invece di una grande mostra isolata - ci ha detto Bradburne - un dialogo tra due capolavori e un quadro ospite, in questo caso Perugino, che mai era tornato in Italia dal 1797 e mai i due quadri erano stati esposti insieme. Questo in sé è fantastico, però insieme c'è la proposta di come possiamo rendere visibile e fruibile la collezione permanente d'eccellenza che abbiamo'.I dipinti dialogano, sotto lo sguardo ieratico di Piero della Francesca, e consentono di vivere un'esperienza a più livelli. Emanuela Daffra è la curatrice di questa conversazione. 'E' un accostamento mitico - ci ha spiegato la professoressa - quello che si trova in tutti i manuali di storia dell'arte, in genere per raccontare la discendenza e il passo avanti compiuto da Raffaello rispetto a Perugino'.Un passo avanti che segna la misura delle lezione di Raffaello, la sua universalità e la sua modernità capace, e la professoressa cita Balzac, di 'cogliere il surplus traboccante della vita'. 'Perugino - ha concluso la curatrice - è nell'epoca prima, quella delle regole. Raffaello riesce a individuare la pienezza umana'.Una pienezza che, nell'iconico accostamento, si potrà verificare nelle sale della Pinacoteca di Brera dal 17 marzo al 27 giugno.

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TAG: Cultura

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