Scienza e diplomazia, Berlino città "cool" anche per la ricerca - La notizia

Intervista a Matteo Pardo, addetto scientifico in Germania

21 Febbraio 2016

Roma, - Da almeno un decennio Berlino è una delle città più 'cool' per i giovani di tutta Europa, attirati dai fermenti artistici che animano la capitale tedesca, ma anche dai prezzi bassi degli alloggi e dalla possibilità di trovare un impiego. Ma Berlino è anche un grande polo di attrazione per i ricercatori, soprattutto italiani. Nel corso dell'ultima riunione degli addetti scientifici alla Farnesina, Askanews ha chiesto conferma a Matteo Pardo, dal 2011 addetto scientifico presso l'Ambasciata d'Italia nella capitale tedesca.''Lo è anche per i ricercatori - conferma Pardo a proposito dell'attrattività della capitale tedesca -. Berlino ha grandi centri di ricerca, tre grandi Università, tutti i principali enti di ricerca tedeschi hanno una o più sedi a Berlino. Poi Berlino è un attrattore per le start up, sta scalzando Londra come primo centro europeo per le start up come qualità di finanziamenti, almeno stando a quanto afferma il Senato della città. Sta diventando sempre di più un posto importante in Europa e lo sta diventando anche per gli italiani''.Nell'ultimo decennio la Germania ha intensificato notevolmente i rapporti industriali con i suoi vicini dell'ex blocco sovietico. Questo ha avuto ripercussioni negative sulla cooperazione scientifica con l'Italia o i rapporti con l'Europa mediterranea sono stati mantenuti?''Il rapporto con l'Europa mediterranea c'è, anche perché i nostri sistemi manifatturieri si compenetrano, quindi noi siamo il secondo Paese manifatturiero d'Europa dopo la Germania, siamo fornitori di molte loro grandi aziende, quindi l'interscambio è molto grande. La Germania - continua Pardo - è il primo mercato per l'Italia e per la ricerca vale la stessa cosa. Certo, la Germania ha tradizionalmente rapporti più forti con la Francia, anche nel settore scientifico, ha rapporti molto forti con il Regno Unito, ma ha anche ottimi rapporti con noi. E' chiaro però che anche l'Europa dell'Est guarda con molto interesse alla Germania''.In quali settori è più forte la cooperazione tra Italia e Germania? ''La Germania ha l'ambizione di essere un polo di attrazione in tutti i settori della ricerca, come d'altronde l'Italia, quindi gruppi di ricerca e collaborazioni si trovano in tutti i settori. Noi tradizionalmente siamo più forti nella fisica e quindi in questo settore c'è molta collaborazione. Poi si registra una forte cooperazione nella robotica, nelle scienze biomediche, nelle grandi infrastrutture di ricerca. Ho organizzato in ambasciata - rivela il nostro addetto scientifico - un workshop sulle grandi infrastrutture di ricerca in campo biomedico e in tutte le infrastrutture di ricerca si trovano componenti tedesche e componenti italiane. Poi c'è collaborazione nelle geoscienze, in particolare sulla sismica e la protezione del territorio. Insomma, la collaborazione è buona in qualunque settore''.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
Il presidente della commissione Ue Jean-Claude Juncker e il commissario dimissionario per i Servizi finanziari Jonathan Hill.
Brexit, i rappresentanti Uk sgraditi a …

Londra temporeggia, ma Juncker vuole il divorzio rapido. Così i gli esponenti britannici dell'Ue si sentono di troppo. E arrivano le prime dimissioni.

prev
next