Sudafrica: togliere il corno ai rinoceronti per proteggerli - La notizia

La strategia di una riserva privata che ospita 1.200 esemplari

02 Marzo 2016

Pretoria - Oltre 1.200 rinoceronti sono stati uccisi l'anno scorso in Sudafrica dai bracconieri. A causa di quel maledetto corno che gli spunta sul muso. Come le unghie degli umani è composto da cheratina, una proteina filamentosa ricca di zolfo, molto stabile e resistente. Ma in Asia viene contesa a peso d'oro in quanto ai corni di rinoceronte si attribuiscono presunte e taumaturgiche proprietà farmacologiche.Sul mercato nero raggiungono un prezzo di 60mila dollari al chilo, più dell'oro e della cocaina. Da cui l'ecatombe di quei pachidermi erbivori, fumini ma innocui se non molestati. Per proteggerli un ricchissimo uomo d'affari sudafricano ha messo in piedi un'impresa affascinante quanto controversa.La chiave dell'operazione è geniale, anche se tortuosa e, a prima vista, sgradevole. In buona sostanza si tratta di asportare il corno per salvare la vita dei rinoceronti a rischio bracconaggio. La routine dell'intervento è diventata pratica comune in questa riserva privata che ospita 1.200 esemplari, protetti h24 da squadre di guardiacaccia armati come contractor.In meno di 15 minuti la squadra della veterinaria Michelle Otto anestetizza l'animale prescelto, gli toglie il corno con una sega a motore e lo rimette in piedi. L'operazione, da ripetere quando il corno sarà ricresciuto, sembra cruenta ma, assicurano, non lo è affatto.'Quando tagliamo, facciamo molta attenzione a non toccare la parte sensibile', spiega Michelle. 'Dove interveniamo non passano vasi sanguigni e nemmeno terminazioni nervose. Per questo non è per nulla doloroso, è come tagliare le unghie o i capelli'.Il proprietario dei 1.200 rinoceronti del ranch, dove sono nati 600 piccoli catafratti negli ultimi otto anni, si batte per ottenere la legalizzazione del commercio internazionale dei corni, proibito dal 1977. La sua logica è stringente.'Non è la domanda che uccide i rinoceronti quanto la maniera di rispondere a questa domanda. Perché l'alimentiamo con dei rinoceronti morti', sottolinea John Hume.L'ipotesi di legalizzare la vendita dei corni viene criticata sulla base del fatto che l'offerta non basterà comunque a sostenere il mercato. Per ora la scommessa di Hume, che per aprire il ranch ha venduto la catena di alberghi che possedeva, non è pagante.I corni tagliati vengono pesati, catalogati, sigillati e collocati in luoghi segreti. Hume viene così descritto dai suoi avversari come un uomo d'affari seduto su una fortuna: cinque tonnellate di corni pregiatissimi. In attesa di una vendita oggi impossibile.'Quello che sto facendo oggi non è per nulla remunerativo per me' ricorda Hume. 'Le spese sono troppo elevate e potrei rientrare solo vendendo i miei corni di rinoceronte e utilizzando i ricavi per proteggerli. Quelli che m'impediscono di venderli non fanno altro che fare il gioco dei bracconieri e alla fine saranno complici della morte dei miei rinoceronti'.(Immagini Afp)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

TAG: Cultura

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
Omicidio Sara, le cose da sapere

Confessa l'ex fidanzato. Gli inquirenti: «Bruciata viva. Ha chiesto aiuto, nessuno si è fermato». Dal ritrovamento del corpo alle ricostruzioni con le immagini di una videocamera, il delitto della Magliana in 5 punti.

prev
next