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Attualità 

scontri

Costa D'avorio, uccisi 800 civili a Duekoué

Lo dice la Croce Rossa. Si combatte ancora ad Abidjan.

Almeno 800 persone sono state uccise il 29 marzo in violenze a Duekoué, nell'ovest della Costa d'Avorio, teatro nei giorni scorsi di aspri combattimenti tra le forze del presidente eletto Alassane Ouattara e del suo rivale Laurent Gbagbo. Lo ha reso noto il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr), citando informazioni raccolte sul posto. I delegati del Cicr che si sono recati sul posto il 31 marzo e l'1 aprile hanno visto un gran numero di cadaveri e hanno raccontato di decine di migliaia di donne, uomini e bambini che sono fuggiti dai combattimenti e saccheggi. Il centro, crocevia strategico nel centro ovest del Paese, è da martedì sotto il controllo delle forze dell'esercito fedeli a Ouattara, il presidente eletto riconosciuto dalla comunità internazionale, che dopo due giorni di violenti scontri hanno cacciato i militari e miliziani fedeli al presidente uscente Gbagbo, che non vuole lasciare la guida della Costa d'Avorio.
Nel frattempo proseguono gli scontri nella capitale Abidjan attorno ai bastioni dove è asserragliato Gbagbo. Così come proseguono le evacuazioni degli stranieri. E' salito a 1.400 il numero di francesi e di cittadini di altre nazionalità che hanno raggiunto il campo militare francese di Port-Bouet, che si sono aggiunte alle altre 700 persone che già nei giorni scorsi sono state trasferite nel sito per sfuggire alle violenze ad Abidjan.

Sabato, 02 Aprile 2011


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