Il caso

Magdi e la moschea Wind

Allam scambia un ripetitore per minareto.

di Nico Arse

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09 Maggio 2011

Il vento del deserto, anzi il Wind del deserto, ha dato alla testa al molto cristiano Allam, che ormai scambia i ripetitori per minareti.
È una versione nuova, antifondamentalista, della Fata morgana, un miraggio che colpisce i difensori della cristianità dai rischi dell’islamizzazione.
Passando di lì, in periferia di Milano, accanto ad un centro di preghiera musulmano, Magdi ha visto una torre ergersi, con macchinari in vetta. Un minareto tecnologico per far vibrare nell’aria – una volta cattolica – le parole del muezzin, deve aver pensato Magdi Allam.
Di qui l’accorata predica a proposito del nuovo e inquietante passo avanti dell’islamizzazione a Milano, già Italia.
LA MOSCHEA DI CASCINA GOBBA. «Allah è grande! Testimonio che non vi è altro Dio se non Allah! Testimonio che Maometto è l'in­viato di Allah!». La voce del muez­zin, in lingua araba, rimbomba da un altoparlante collocato su una torre di metallo eretto a minareto nella moschea di Cascina Gobba al civico 366 di via Padova alle ore 13.09 di venerdì 22 aprile 2011» ha scritto Allam sul Giornale. Allarmatissimo perché il minareto di Cascina Gobba rappresenterebbe «la sfida più significati­va dell’Islam radicale al nostro sta­to di diritto dopo l’occupazione di piazza Duomo da parte di circa 2 mila musulmani il 3 gennaio 2009».
Segue diagnosi socio-religiosa sull’innesto mal riuscito dell’Islam in Europa e la minaccia dei centri di preghiera covo di possibili bin Laden.
IL RIPETITORE TELEFONICO. Tutto di grande spessore e interesse, se non fosse che il minareto – come ha scoperto Youreporter – non è un minareto, ma un ripetitore del segnale mobile attualmente in affitto al gestore di telefonia Wind, gruppo che si occupa di diffondere, più che il verbo di Maometto, nuove schede sim.

Dalla conversione alla creazione (di bufale)

Un buco nell’acqua per Magdi Cristiano Allam, dopo quelli presi come candidato. Questo giornalista egiziano ha avuto un’idea geniale, dopo quella di convertirsi e diventare paladino del sospetto anti-islamico. Si è inventato una lista che sta su tutto, basta cambiare il nome dopo il soggetto e il verbo.
LA LISTA ELETTORALE. È partito con «Io amo la Lucania», quando si era presentato come aspirante governatore della Basilicata, di cui probabilmente aveva appreso dell’esistenza poco prima. A Milano c’è con «Io amo Milano», che a Melfi, in Basilicata, diventa ovviamente «Io amo Melfi», e così via (c’è «Io amo Trecate», «Io amo Rimini», «Io amo Bisceglie», «Io amo Macerata» etc…).
A Milano i manifesti sono quelli di piazza del Duomo invasa da musulmani in preghiera, e sopra lo slogan «Mai più!». Lo stesso che campeggia con altre foto di immigrati, dei cinesi con bandiera, degli africani, e via con altre etnie sgradite al cristiano per la Moratti. 
Si pesca a piene mani nel repertorio una volta battuto dalla Lega Nord, da Mario Borghezio e Matteo Salvini, ormai superati dal cristiano Allam, l’amaro Lucano del fondamentalismo cattolico.

La crociata di Magdi

E meno male che l’ex vicedirettore ad personam del Corriere della sera era un musulmano laico, convinto «la fede debba essere un fatto privato tra Dio e la coscienza del credente». Dopo la conversione al cattolicesimo si è convinto del contrario, facendone un manifesto politico.
Da tempo Allam gira scortato da poliziotti in borghese, e molto si è detto dei suoi rapporti con i servizi segreti italiani (ma anche con quelli di Israele, Paese molto attento agli intellettuali che predicano contro l’Islam fondamentalista.
IL PREMIO DA 1 MILIONE DI DOLLARI. Non a caso nel 2006 Allam ha vinto il premio Dan David, istituito dall'omonima fondazione israeliana, premio di 1 milione di dollari, assegnato per «il suo incessante lavoro mirante a favorire la comprensione e la tolleranza fra le culture»). 
IL CASO QUATTROCCHI. Nel 2004 Allam rivelò sul Corriere della sera che nel commando che aveva ucciso Fabrizio Quattrocchi c’era un italiano. Richiesto di rivelarne il nome, Allam si schermò dietro il fatto che la notizia gli era stata data dai servizi segreti italiani. Il Parlamento chiese ad Allam di rivelare «di quali notizie disponga» e quali fossero «i collegamenti tra terrorismo islamico e componente italiana del terrorismo internazionale», ma non ne venne fuori niente.
LA CONVERSIONE E LA FEDE. Ha raccontato la sua conversione con toni biblici:  «Il miracolo della resurrezione di Cristo si è riverberato sulla mia anima liberandola dalle tenebre (…).Nella mia prima Pasqua da cristiano io non ho scoperto solo Gesù, ho scoperto per la prima volta il vero e unico Dio, che è il Dio della fede e ragione».
Nell’ultima Pasqua gli era sembrato di aver scoperto un minareto, circondato da pericolosi Imam. Invece era un’antenna Wind, con al massimo Aldo, Giovanni e Giacomo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gianfranco 10/mag/2011 | 14:11

Una mia amica suora dice, ed io sono pienamente daccordo, che i cristiani ed i musulmani sono coloro che fanno una cattiva pubblicità alla propria fede. In questo caso la spasmodica ricerca dell'integralismo ci porta all'errore. Errore che, pur di cavalcare l'onda emotiva di una certa parte di popolazione ed elettorato, viene sdoganato.

brekball 09/mag/2011 | 18:42

KAFFARIPIKKAMPARI
Traduzione dal siciliano all'italiano:Cosa bisogna fare per vivere!
Ogni volta che appare Magdi Hallam (ma perche si è tolta l'acca!)mi da un senso di angoscia,di incompiutp,di quella convinzione tarda, ostentata,olezzante.........Non d'incenso, ma di marketting! ma perche' irriderlo!
I ripetitori Wind possono essere benissimo assimilati a tecnologici Muezzin!

serglastr72 09/mag/2011 | 15:40

inshallah
Sempre appuntiti i suoi articoli, caro Arse! Che dice, Magdi punta ad un posto di governo rimpastato o magari ad un poltrona in Wind?

argentite 09/mag/2011 | 14:37

errore
articolo molto interessante,ma ho un appunto da fare:Melfi è in Basilicata,non in Sicilia!

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