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Attualità 

CHIESA

La spina nel fianco

Lefebvriani, i seguaci del vescovo e l'eterno scontro col Vaticano.

di Alcide Gonella

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A distanza di poco più di due anni i rapporti tra la Fraternità di San Pio X (discepoli dello scomparso monsignor Marcel Lefebvre) e Vaticano tornano ad essere pessimi.
ORDINAZIONI ILLEGITTIME. Dopo aver condannato il 4 luglio la nomina illegittima di Paolo Lei Shiyin a vescovo della diocesi di Leshan da parte delle autorità cinesi, il giorno successivo il portavoce della Santa sede, padre Federico Lombardi ha spiegato senza alcun giro di parole che le ordinazioni di 13 nuovi sacerdoti avvenute nella sede centrale della fraternità di San Pio X ad Econe in Svizzera sono da considerarsi illegittime.
LA LETTERA DI BENEDETTO XVI. Lombardi ha ricordato la lettera di Benedetto XVI inviata ai vescovi cattolici il 10 marzo 2009 nella quale indicava come «finché la Fraternità non ha una posizione canonica nella Chiesa, anche i suoi ministri non esercitano ministeri legittimi nella Chiesa». E giusto per ribadire: «Finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcun stato canonico nella Chiesa e i suoi ministri non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa». Va da sé evidenziare come le  ordinazioni sacerdotali siano avvenute alla presenza del superiore della Fraternità monsignor Bernard Fallay e del contestato – se ne accennerà più avanti – monsignor Richard Williamson.

L'origine della scomunica pontificia

In poche parole: uno schiaffo al Papa e alla Chiesa che aveva riaperto le porte ai seguaci di Lefebvre generando anche qualche mal di pancia interno al mondo cattolico.
È sempre sulla questione ordinazioni che la fraternità di San Pio X cade rispetto ai suoi rapporti con il Vaticano. Furono quattro ordinazioni episcopali illecite - ma valide - (tra cui i già citati Fallay e Williamson) nel giugno 1988 a generare la scomunica pontificia con la conseguente pubblicazione del motu proprio Ecclesia Dei.
I RAPPORTI CON PAPA PAOLO VI. Illecite in quanto avvenute senza l’approvazione pontificia. Dopo le tensioni accumulate negli Anni '70 tra monsignor Lefebvre e Papa Paolo VI la situazione precipitò con Giovanni Paolo II fino alla scomunica avvenuta nel 1988. Dopo un’iniziale riapertura di dialogo tra Vaticano ed Econe con il successore di Papa Montini pronto a ricevere monsignor Lefebvre un mese dopo la sua elezione, il Presule francese spinse sull’acceleratore la rottura con la Chiesa universale.
Alla base una contestazione radicale del post Concilio vaticano II, con un evidente rifiuto dei nuovi riti emersi e la volontà di celebrare la messa solo secondo il rito tridentino (preconciliare). Questioni dottrinali non da poco.
LA COMMISSIONE PER I RAPPORTI. Con la scomunica Giovanni Paolo II volle però istituire una commissione che avesse come compito la facilitazione dei rapporti tra i fedeli al movimento fondato da Lefebvre e la Chiesa Cattolica.

Ratizinger e la riapertura al rito tridentino

L’allora prefetto della Congregazione della fede e ora papa, Joseph Ratzinger, aveva manifestato piccole aperture rispetto alle rivendicazioni poste dalla Fraternità di San Pio X. Non a caso è proprio sotto il suo pontificato che si avrà la pubblicazione del motu proprio Summorum Pontificium che permetterà  di nuovo la possibilità di celebrare messa secondo il rito tridentino.
LA LETTERE AL PAPA. Come detto la scomunica ai lefebvriani venne rimessa nel gennaio 2009 dopo che il numero uno della comunità Bernand Fellay aveva scritto al Papa – a nome di tutti i seguaci – che essi erano determinati nella volontà di rimanere cattolici, di mettere tutte le forze a servizio di Cristo, ossia all’interno della chiesa cattolica romana. Con la conseguente accettazione del primato di Pietro e delle sue prerogative. Ne veniva l’indicazione della sofferenza dei rapporti in essere con Roma. In risposta Benedetto XVI si augurava che la remissione della scomunica portasse al più presto alla completa riconciliazione e alla piena comunione. Obiettivo ancora lontano.
LA NEGAZIONE DELLA SHOAH. Sin dalla cancellazione della scomunica i rapporti non sono stati facili. Tornando al già citato vescovo Williamson non è possibile non far memoria della vicenda a lui legata rispetto a un’intervista concessa alla televisione di Stato svedese Svt in cui il presule negava l’esistenza della Shoah. Da sottolineare il tempismo: l’intervista andò in onda il giorno stesso della revoca della scomunica. Una beffa per il papa e per la chiesa.

L'antisemitismo dalla Germania al Nord Est

Otto giorni dopo il già citato Bernard Fellay in qualità di superiore generale della Fraternità prese ufficialmente le distanze dalle posizioni espresse da Richard Williamson dichiarando che le sue affermazioni non riflettevano in nessun caso la posizione della Fraternità. Ne seguiva l’ennesimo atto di perdono al Papa.  
IL CASO DI DON ABRAHAMOWICZ. Williamson non è certo il primo sacerdote che mette in imbarazzo la Fraternità di San Pio X. Don Floriano Abrahamowicz – responsabile delle comunità lefebvriane del Nord Est – è stato a sua volta espulso per espressioni che indicavano le camere a gas come strumento utilizzato solo per “disinfettare” e altre che individuavano nel Vaticano II una “cloaca masima”.
LE ACCUSE DI ANTISEMITISMO. A livello internazionale non sono mancate le accuse di antisemitismo rivolte alla Fraternità da parte dell’Anti defamation league oltre che dal Simon Wiesenthal center.
Sul piano politico negli anni vi sono stati rapporti tra politici di estrema destra e la Fraternità: ad esempio in Francia con Jean Marie Le Pen, in Polonia con la Liga Polszka Rodzin (la Lega delle famiglie polacche) e per quanto riguarda l’Italia il leader di Forza nuova Roberto Fiore viene indicato come partecipante alle funzioni celebrate in rito tridentino da parte dei lefebvriani.

Giovedì, 14 Luglio 2011


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Dopo le tensioni accumulate negli Anni '70 tra monsignor Lefebvre e Papa Paolo VI la situazione fra il Vaticano e i lefebvriani precipitò con Giovanni Paolo II.

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Commenti (1)

biba 14/lug/2011 | 14:51

....SPINA!?
...non si direbbe che sia una spina per il Vaticano, bensì, un arto-naturale funzionante...

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