Attualità
NEWS OF THE WORLD
La versione dei Murdoch
James e Rupert davanti al parlamento inglese.
di Pietro Minto
Il 19 luglio il caso News Of The World, dopo aver scosso dalle fondamenta l'impero News Corp. e Scotland Yard, è arrivato alla Camera dei Comuni del Parlamento Britannico.
GLI INTERROGATI. A comparire davanti alle autorità sono stati i maggiori protagonisti dello scandalo intercettazioni: Rupert Murdoch, fondatore e direttore generale della News Corp.; il suo quarto figlio James Murdoch, capo di News International e ormai ex aspirante successore al trono del padre; e Rebekah Brooks, ex amministratore delegato di News International ed ex direttrice del tabloid inglese chiuso in seguito allo scandalo. Scandalo per il quale la Brooks è stata arrestata lo scorso 17 luglio.
LA COMMISSIONE. I primi a essere interrogati sono stati i due Murdoch, seguiti dalla giornalista. L'ente davanti al quale dovranno comparire è la Commissione per i media e la comunicazione, composta da dieci deputati della Camera dei Comuni, ossia la camera bassa del Parlamento. I membri della Commissione sono in tutto dieci: cinque conservatori (centrodestra), quattro laburisti (centrosinistra) e un lib-dem (liberaldemocratico, partito alleato di governo dei conservatori).
AMICI, NEMICI E VENDETTE. E se il tory John Whittingdale si è augurato che i suoi colleghi non si lascino andare a un «linciaggio» contro i tre interrogati, ad attirare l'attenzione è stato Tom Watson, esponente laburista da sempre critico nei confronti dello squalo Murdoch e il suo potere. Secondo le sue stesse parole, in alcune occasioni i suoi colleghi hanno pensato fosse «un tantino ossessionato» dalla News Corp. E anche dalla Brooks, che da direttrice del tabloid The Sun, lo aveva attaccato duramente, accusandolo di gettare fango nei suoi colleghi laburisti non allineati.
Lo scandalo ha avuto anche ripercussioni politiche e ha costretto il primo ministro David Cameron a condannare pubblicamente gli abusi della polizia e dei media poco prima dell'inizio dell'interrogatorio.

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20,05. REBEKAH, ERRORI FATTI IN PASSATO. «Errori sono stati fatti in passato ma adesso abbiamo agito rapidamente e correttamente», ha detto Rebekah Brooks, unendo il suo mea culpa a quello dei Murdoch. La Brooks ha detto che è stato in base a elementi forniti da News International che in gennaio la polizia ha riaperto l'inchiesta sul tabloid-gate
19,57. LA DIFESA DI REBEKAH. «Ho saputo che il cellulare di Milly Dowler era stato violato solo due settimane fa» : lo ha detto Rebekah Brooks, ex ad di News International e direttore di News of the World al tempo delle intercettazioni.
19,31. INFORMAZIONI SULL'AGGRESSORE. Nel frattempo ecco delinearsi la figura dell'uomo che ha tirato in faccia a Murdoch una torta di schiuma da barba. Secondo Sky News Usa, si tratta di un comico inglese che è anche attivista e si chiama, come già detto, Jonnie Marbles. Il suo vero nome, secondo The Smocking Gun, sarebbe però Jonathan May-Bowles. Ecco una sua foto recente.

19,45. DA SCOTLAND YARD A CAMERON. Poche rivelazioni dall'audizione della Brooks. A fare scalpore intanto è una notizia che con la Camera dei Comuni non c'entra. Secondo la Bbc, infatti, Neil Wallis (vedi ore 14.36), ex News of the World poi assunto come da Scotland Yard, avrebbe lavorato anche da consulente col partito conservatore prima delle ultime elezioni nazionali britanniche, tenutesi nel 2010. La rivelazione sta generando già le prime conseguenze politiche. Il caso è destinato ad allargarsi ulteriormente.
19,21. LE ALTRE VITTIME. Parlando dei lavoratori del tabloid da poco chiuso che, senza avere nessuna colpa dello scandalo, hanno perso il proprio lavoro, la Brooks ha detto che «bisogna trovargli un lavoro».
19,19. IN COMPENSO C'È IL SUN. A News of the World chiuso, la Brooks ne approfitta per pubblicizzare l'altro tabloid di News Corp., The Sun.
19,15. PAGARE LA POLIZIA. Interrogata sulla presunta abitudine da parte dei tabloid Uk di pagare la polizia, Rebekah Brooks ha detto di non averlo mai fatto. E ha spiegato che, al tempo della sua direzione, tra i direttori di Fleet Street (la strada dei tabloid londinesi) si parlava di precedenti casi di corruzione.
19,10. RIMPIANTI? «Sì, l'idea che il cellulare di una ragazzina morta sia statao hackerato è terribile e spiacevole», ha detto la Brooks.
18,55. NIENTE RISPOSTE. Essendo già stata arrestata, la Brooks potrà in molti casi rifiutarsi di rispondere per non interferire nelle indagini della Polizia. Comunque l'ex News Corp. si è detta disposta a rispondere alle domande della Commissione.
18,51. IN ARRESTO. La donna, arrestata il 17 luglio, ha subito precisato che è grazie alle intercettazioni di News of the World, molti casi si sono riaperti. E che comunque la direzione ha agito immediatamente appena avuto le prove del malaffare tra i giornalisti del tabloid.
18,48. REBEKAH BROOKS IN AULA.
***
18,45. GIORNALI E DETECTIVE. L'ex direttrice del tabloid ha confessato d'essere al corrente dell'uso di detective privati da parte del suo giornale. La Brooks ha precisato che la condotta non è solo del News of the World ma, sostiene, comune a molti altri giornali inglesi.
18,36. I MURDOCH ESCONO DALL'AULA. L'audizione è terminata. È durata tre ore, il triplo del previsto. Una giornata caratterizzata da un'aggressione insolita, che in qualche modo ha peggiorato quello che Rupert Murdoch aveva definito «il giorno più umiliante della mia vita».
18,32. IL VIDEO. Un video mostra la scena della torta da un angolazione più chiara. Come si nota dalle immagini, Marbles viene colpito pesanemtente in faccia da Wendi Deng Murdoch, moglie del magnate australiano.
18,30. SI RICOMINCIA. La riunione è ricominciata con la sala quasi del tutto vuota. Murdoch ha potuto leggere il documento scritto che aveva chiesto di leggere all'inizio dell'audizione.
18,26. IL FOTOGRAMMA. Il fotogramma dell'aggressione e dell'intervento di Wendy. Dal Guardian.

18,25. IL SALTO DI WENDY. Jane Martinson, giornalista del Guardian presente in aula, ha dato la sua versione. Marbles stava seduto in quarta fila. Senza dare nell'occhio, si è alzato, ha camminato tranquillamente tenendo in mano una torta fatta di schiuma. L'ha gettata in faccia a Murdoch e subito Wendi, la moglie del magnate australiano, è intervenuta. Il tutto, senza essere bloccato dalle forze dell'ordine.
18,22. SEDICENTE ANARCHICO. Notevole titolo e sottotitolo del blog dell'aggressore: Anarchisch: Perché lo stato non si distruggerà da solo.
18,19. LA CONFESSIONE SU TWITTER. Prima di attaccare Rupert Murdoch, Joannie Marbles ha tweetato le sue intenzioni, scrivendo sul social network: «Questa è la cosa migliore che abbia mai fatto».
18,13. TORTA IN FACCIA. Una torta è stata gettata in faccia a Murdoch, è ufficiale. Il nome dell'aggressore, secondo le prime voci nel web, sarebbe Jonnie Marbles.
18,09. AGGRESSIONE DI UNCUT. Secondo il Guardian, Rupert Murdoch avrebbe la faccia sporca di bianco: forse si tratta di vernice. L'aggressore sembra essere un attivista dell'associazione britannica Uncut, che protesta contro il taglio dei servizi sociali essenziali messo in atto dal governo Cameron.
18,04. AGGRESSIONE. Un uomo ha cercato di aggredire Murdoch e sua moglie ha cercato di impediglierlo. L'aggressore è stato subito bloccato dalla Polizia.
18,01. SEDUTA SOSPESA. La seduta è stata sospesa per dieci minuti. Non è chiaro cosa sia successo ma il tutto è avvenuto mentre la conservatrice Louise Mensch aveva cominciato a porre domande ai due Murdoch.
17,49. LA MOGLIE POCO DIETRO. L'Ansa pubblica le foto della giovane moglie di Rupert Murdoch, molto nervosa e in prima fila, appena dietro i due magnati dei media.
17,45. NEWS CORP. E IL NEPOTISMO. Alan Keen, membro conservatore della Commissione, ha chiesto a Rupert Murdoch se nella sua azienda non ci sia del nepotismo, visto la posizione occupata da suo figlio. La risposta del magnate, tra lodi paterne e ricordi d'infanzia (il padre direttore di un piccolo giornale, la passione per le notizie trasmessagli sin da bambino), si è conclusa con la confessione del desiderio che James segua le sue orme. Ed è ormai chiaro che il destino dei Murdoch, senior e junior, dipende da giornate come questa.
17,39. LA SITUAZIONE IN ITALIA. Parlando del figlio, Rupert Murdoch ha detto che non poteva sapere molto di quello che succedeva al suo gruppo in Gran Bretagna, perché viaggia continuamente. Dall'Australia agli Stati Uniti, passando per l'Italia, dove, ha precisato lo Squalo, «abbiamo una situazione molto complicata».
17,32. FARRELLY'S QUESTIONS. Le domande più pericolose sono venute da Paul Farrelly, laburista. Quanto a Tom Watson, «nemesi di Murdoch» secondo il Daily Beast e suo «tormentatore capo» secondo il Guardian, ha tenuto un basso profilo. L'incubo di James M., oggi, è stato Farrelly.
17,31. LA TATTICA. La tattica dei Murdoch è semplice: chiedere scusa, pentirsi dell'accaduto e precisare che il marcio era ai piani bassi, ben lontano dai dirigenti di News Corp. Il racconto di James Murdoch, però, inciampa in contraddizioni. Lo ha fatto notare uno dei quattro membri laburisti della Commissione, Paul Farrelly, che ha detto di non esserne soddisfatto.
17,19. COLLABORARE CON LE AUTORITÀ. James Murdoch, ormai l'unico interlocutore dell'audizione, ha schivato due domande su documenti ed e-mail attualmente in possesso della polizia, per non intralciarne le indagini.
17,06. «MI FIDAVO E MI FIDO DI REBEKAH BROOKS». Rupert Murdoch: «Mi fidavo e mi fido di Rebekah Brooks». Alla domanda se la chiusura dello storico tabloid fosse stata un sacrificio per salvarla, lo Squalo ha risposto categoricamente di no.
17,01. IL CASO GOODMAN. La Commissione chiede come mai News Corp. ha probabilmente pagato Clive Goodman, ex giornalista del tabloid da poco chiuso, reo confesso e quindi da licenziare. James Murdoch ha risposto dicendo d'essere stato «sorpreso» quando lo è venuto a sapere.
16,51. UN PO' DI SFOTTÒ. Rupert Murdoch ha spiegato che telefonava molto raramente al direttore di News International, impegnato com'era - ed è - con altre pubblicazioni, come il Wall Street Journal e il Sunday Times, a cui telefona ogni sabato sera per saperne i titoli in anteprima. «Ma non per influenzarli», ha precisato.
«E in queste telefonate», ha domandato un membro della giuria, «nessuno l'ha mai informata che erano stati costretti a pagare un milione di sterline per tacere uno scandalo che li avrebbe rovinati in tribunale?» Risate in aula.
16,47. CECITÀ VOLUTA. La Commissione parla di cecità voluta: se anche non avessero visto il malaffare che dilagava nella sua azienda, i due Murdoch ne sarebbero comunque responsabili, almeno in parte. Momenti di tensione in aula.
16,36. NO AL NUOVO TABLOID. James Murdoch: «Non abbiamo intenzione di lanciare un nuovo tabloid» per riempire il vuoto del News of the World. Anche se, ha aggiunto, «tutte le opzioni rimangono aperte».
16,28. PATTEGGIAMENTI. «Come avete potuto pagare dei patteggiamenti senza rilasciare nemmeno una fattura?» L'audizione diventa indagine fiscale e James Murdoch si affretta a precisare che si trattava di «patteggiamento legali». Se qualche dipendente ha fatto qualcosa di sbagliato, ha aggiunto, è stata un'azione individuale che ha violato il codice etico interno.
16,23. THE END OF THE WORLD. «La chiusura del News of the World è stata decisa da me, mio figlio, la Brooks e gli altri dirigenti», ha detto Murdoch senior.
Un'operazione di immagine? «Tutt'altro.»
16,18. PADRE E FIGLIO. James M.: «Vogliamo riconquistare la fiducia dei lettori». Il figlio, molto più diplomatico dello Squalo, ha chiesto spesso scusa a tutti. Suo padre, pochi secondi dopo, si è rifiutato di prendersi la colpa dei misfatti del tabloid, che invece sono «delle persone di cui mi sono fidato», ha spiegato Rupert Murdoch.
16,14. 9/11 E POLITICA. Murdoch dice di aver aiutato vari candidati, dalla Thatcher ai laburisti, «senza porre condizioni», ha precisato. Quanto alle indagini dell'Fbi americana sulle presunte intercettazioni di vittime dell'Undici Settembre, «non ci sono prove al riguardo».
16,11. DETECTIVE PRIVATI. R. Murdoch: «Tutte le organizzazioni hanno utilizzato detective privati ma non credo in modo illegale. Non fosse così, collaborerei con la polizia.»
16,03. RUPERT NON CI STA. Domanda: «A che punto si è reso conto del comportamento endemico illecito nella sua azienda?» Rupert chiede più rispetto e critica il termine endemico. James chiede ancora di poter spiegare le azioni di News Corp., in quanto chief officer.
16,00. CONFUSIONE. Rupert Murdoch, per la seconda volta, dice che forse suo figlio sarebbe in grado di rispondere alle domande della Commissione in modo migliore. Quando James cerca di intervenire in soccorso del padre, l'onorevole Watson gli ricorda che il responsabile è Murdoch senior.
15,55. PARLA TOM WATSON. Tom Watson, membro laburista della Commissione prende la parola. Dopo poco Rupert Murdoch prende parola, sbatte le mani sul tavolo e precisa come il tabloid da poco chiuso rappresenti appena l'1% della News Corp.
15,52. INDAGINE INTERNA. Murdoch Jr. ricorda alla Commissione di come News of the World abbia aiutato la polizia inglese «da prima che ci fosse un'indagine sulle intercettazioni».
15,36. INIZIA L'AUDIZIONE. James Murdoch comincia chiedendo scusa alle vittime dello scandalo.
15.30, IN ATTESA DELL'AUDIZIONE. Un grafico multimediale della Bbc spiega chi sono i membri della Commissione con cui si confronterrano i Murdoch e la Brooks, uno a uno.
15.28, NO PRESSIONI AL GUARDIAN. Secondo l'Ansa, «l'ex capo di Scotland Yard Sir Paul Stephenson ha negato di aver fatto pressioni sul Guardian» affinché smettesse d'indagare sul caso intercettazioni. Il quotidiano progressista brittannico è stato il primo giornale a portare alla luce il caso, nel 2006.
15.11, L'ARRIVO DI MURDOCH. Una troupe televisiva ha filmato l'arrivo di Rupert Murdoch presso la Camera dei Comuni. Nel frattempo, secondo l'agenzia Bloomberg, è sempre più probabile la sua uscita dalla News Corp. e la sua sostituzione con Chase Carey, che verrebbe così promosso a direttore generale del gruppo.
15.00, LA DEPOSIZIONE DI FEDORCIO. Finora, secondo quanto riporta il Guardian, Dick Fedorcio ha spiegato di aver scelto Neil Wallis, ex del News Of The World, come consulente di Scotland Yard perché gli serviva qualcuno che avesse «background e conoscenze» giuste. Si è detto pentito di tale scelta e ha ricordato come la collaborazione col giornalista si sia interrotta subito dopo le prime rivelazione del New York Times sulle intercettazioni telefoniche.
14.36, LE DOMANDE A SCOTLAND YARD. Un'altra commissione parlamentare, quella per gli affari interni, ha cominciato ad ascoltare Paul Stephenson, ex capo di Scotland Yard e il suo ex vice John Yates. I due, dimessisi nei giorni scorsi, devono spiegare perché la polizia metropolitana londinese non ha indagato sulla condotta dei giornlisti del News of The World. Oltre a loro, tra gli interrogati c'è Dick Fedorcio, il direttore delle relazioni con il pubblico di Scotland Yard. La commissione ha domandato a quest'ultimo il motivo dei suoi stretti rapporti con Neil Wallis, ex vice direttore del tabloid incriminato.
Martedì, 19 Luglio 2011

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