Attualità
LA PROTESTA
Cile, in 600 mila in piazza contro il governo
Studenti e lavoratori insieme per due giorni di sciopero nazionale.
Sale la tensione in Cile, travolto negli ultimi mesi dalla
mobilitazione studentesca per la riforma
dell'istruzione pubblica. La protesta di decine di
migliaia di studenti - che occupano già la metà degli istituti
del Paese - ha ormai l'appoggio di gran parte della società,
che il 24 e il 25 agosto si è riversata in strada per nuove
manifestazioni in occasione dello sciopero convocato dalla
Central unitaria de trabajadores (Cut), uno dei maggiori
sindacati cileni.
Il presidente Sebastian Piñera in difficoltà
Almeno 600 mila persone in tutto il Cile, tra studenti e
lavoratori, hanno marciato in cortei colorati con bandiere e
striscioni, per chiedere un cambiamento radicale e profondo del
Paese. Gli studenti chiedono un accesso più democratico
all'istruzione, il taglio dei fondi all'istruzione
privata e una riorganbizzazione del sistema delle borse di studio
e dei prestiti bancari concessi agli studenti.
LE RICHIESTE DEI LAVORATORI. I lavoratori
puntano invece a ridiscutere il salario minimo e le condizioni di
impiego degli operai di alcune categorie produttive. Il governo
di Sebastian Piñera, alla guida di una coalizione di
centrodestra, si ritrova sempre più ammaccato sotto il fuoco
incrociato delle proteste del Movimento studentesco e dei
maggiori sindacati, e sta vivendo il suo momento di maggiore
impopolarità, dall'elezione nel 2009, con i consensi
crollati al 30%.
Nelle due giornate di protesta gli arresti sono stati 380, e i
feriti, quasi tutti tra gli agenti, 36. Decine di auto e negozi
sono stati danneggiati durante gli scontri tra i carabineros e i
manifestanti.
IL CARISMA DI VALLEJO. La 23enne Camila Vallejo, studentessa di
geografia e presidente della Federazione degli studenti
universitari del Cile, poco a poco si è trasformata da timida
militante della Gioventù Comunista nel nuovo volto della
protesta sociale del Paese. Da ritrosa adolescente, Camila è
diventata interprete e portavoce del malcontento sociale, della
piazza che va via via infiammandosi e che reclama riforme
all'istruzione, pari opportunità per i giovani e nuove
misure per i lavoratori.
«UNA DOMANDA SOCIALE». «Studenti e lavoratori
marciano uniti», ha detto Vallejo, «già dalle manifestazioni
di luglio abbiamo avuto l'appoggio dei professori e dei
lavoratori del mondo dell'istruzione, perché la domanda
degli studenti è una domanda sociale. La riforma
dell'istruzione per godere di un diritto universale è una
domanda del popolo cileno, delle nostre famiglie. E i lavoratori
sono parte di questa lotta. Ogni giorno che passa siamo sempre di
più, ed è questo ciò che fa male al governo».
Venerdì, 26 Agosto 2011

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati




