Attualità
Giappone
Fukushima, Kan: «Aree inabitabili per decenni»
Il piano di bonifica del governo costa circa 130 miliardi di dollari.
Le aree intorno alla centrale nucleare di Fukushima potrebbero
restare inabitabili per decenni a causa delle forti radiazioni
rilasciate dall'impianto colpito duramente dal sisma/tsunami
dell'11 marzo. È l'allarme lanciato il 27 agosto dal
premier nipponico, Naoto Kan, in quella che potrebbe essere
l'ultima visita nella prefettura di Fukushima alla guida del
governo, in vista delle dimissioni che dovrebbe rassegnare non
più tardi di martedì 30 agosto.
SERVIRANNO OLTRE 20 ANNI PER BONIFICHE. «Non
posso negare l'ipotesi che possa passare parecchio tempo
prima che la gente sia nelle condizioni di ritornare alle proprie
abitazioni e vivere in regioni che hanno concentrazioni
radioattive elevate», ha detto il premier nell'incontro con
il governatore Yuhei Sato, nel resoconto dei media giapponesi. A
quasi sei mesi dalla peggiore crisi nucleare dopo quella di
Cernobyl del 1986, il governo di Tokyo ha stimato in più di 20
anni il tempo necessario per riavere situazioni di sicurezza in
aree dove la contaminazione è ora sui 200 millisievert
all'anno e una decina di anni in quelle sui 100
millisievert.
Le stime ufficializzate oggi da Kan confermano le indicazioni
fornite da tempo da numerosi esperti, combinando il declino
naturale delle radiazioni e gli interventi umani, quali bonifica
e rimozione di terreno e detriti. Inoltre, un'ampia area,
come precedente negativo, è ancora inaccessibile intorno a
Cernobyl, per quanto la Nisa, l'agenzia sulla sicurezza
nucleare, abbia aggiornato al 15% le emissioni nocive rilasciate
da Fukushima rispetto all'impianto in Ucraina.
Il 26 agosto il governo nipponico ha presentato le linee di un
piano che si pone l'obiettivo di dimezzare le radiazioni, ma
in zone problematiche con livelli critici, quelle con livelli
abnormi oltre 500 millisievers di accumulo in un anno, potrebbe
essere necessario molto tempo per ottenere livelli di sicurezza.
Oltre che a costare l'enorme cifra di 130 miliardi di
dollari, in base alle stime degli esperti.
OFF LIMITS LA ZONA NEL RAGGIO DI 20 KM. Al
momento, il Giappone ha dichiarato off-limits la zona nel raggio
di 20 km dalla centrale, distante appena 250 km a nordest di
Tokyo, costringendo all'evacuazione oltre 80 mila persone.
Meno di 10 giorni fa, il ministero della Scienza ha diffuso la
mappatura aggiornata sugli 'hot spots', i punti
monitorati perché considerati più a rischio: ebbene, le
radiazioni cumulative, sull'arco temporale di un anno,
potrebbero toccare tra diverse decine e più di 500 millisievert
in 50 aree nella fascia off-limits.
Nella sola sola città di Okuma, a 3 km dalla centrale, sono
stati rilevati 278 millisievert sui cinque mesi (almeno 508 sui
12 mesi). Fuori dalla no-entry zone, nella città di Namie, 22 km
a nordest dell'impianto, sono stati stimati 115 millisievert
nei 5 mesi, i più elevati tra le postazioni oltre i 20 km,
equivalenti a 229 millisievert sui 12 mesi.
KAN SI DIMETTE DALLA PRESIDENZA DEL PARTITO.
Kan, crollato nei sondaggi al 15% di gradimento popolare, è
finito nel mirino con le accuse di debole leadership mostrata
nella gestione della crisi e il 26 agosto si è dimesso dalla
presidenza del partito Democratico, aprendo la corsa per la
successione che si risolverà con il voto lunedì dei 398
parlamentari DpJ.
Sabato, 27 Agosto 2011

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