Attualità
TORRI GEMELLE
Polvere del terrore
Agenti cancerogeni nelle macerie: soccorritori a rischio.
di Pietro Minto
Crollava la Torre Sud del World Trade center, seminando morte e distruzione, e loro si apprestavano a salvare più persone possibili nella struttura gemella, posta a Nord, il cui destino non era differente.
EROI AL LAVORO. I vigili del fuoco newyorchesi sono diventati il simbolo di speranza del tragico 11 settembre 2001. Tra le macerie e la follia di al Qaeda, c'erano loro: uomini che non avevano esitato a varcare la soglia di un palazzo destinato al crollo.
Le Torri gemelle ne hanno sepolti 343, tra pompieri e paramedici. Un massacro condensato in quel pomeriggio di fine estate ma che continua, nel tempo, a infestare la vita dei sopravvissuti.
Il rischio malattia scatta dopo 10 anni
Colpi di tosse, strani pruriti, panico, insonnia. Oltre che di paura e di ricordi inestricabili l'11 settembre è stato fatto anche di polvere. Tonnellate, dovute al crollo delle Twin towers respirata in abbondanza, per ore, da vigili del fuoco e soccorritori. Un odore strano, lamentavano i vigili del fuoco. Non avevano mai sentito nulla di simile, in anni di lavoro.
LO STUDIO IMPIETOSO. Nei mesi successivi arrivarono i primi problemi di salute all'apparato respiratorio. La polvere che ricopriva le loro tute conteneva materiale cancerogeno, e un nuovo studio, pubblicato proprio alla vigilia del decimo anniversario di quel giorno, ha gettato una luce tragica sullo stato dei sopravvissuti.
EFFETTI RITARDATI. Chi è stato per ore fra quelle macerie ha il 19% di possibilità in più della media di ammalarsi di cancro. Eppure il tasso di mortalità dei vigili del fuoco attivi quel giorno non è mai stato superiore sulla media nazionale.
La tosse è solo l'inizio perché, secondo la rivista scientifica The Lancet, «questo tipo di patologie uccide dopo circa 10 anni». La malattia, quindi, ha appena cominciato a manifestarsi e a fare vittime.
Gli errori dei primi test
Per i soccorritori è come una maledizione. I vigili del fuoco newyorchesi, che l'11 settembre evacuarono tra le 20 e le 30 mila persone, non si sono mai dimenticati di quei due Boeing puntati al cuore di Manhattan: il 28% di loro soffre di depressione; il 32% di stress post-traumatico; il 21% di attacchi di panico.
A LUGLIO ERA TUTTO OK. Gli ultimi studi sono arrivati come una doccia fredda. Appena due mesi fa un report del professor John Howard, direttore di un ente che si occupa di sicurezza nel lavoro, aveva sostenuto una tesi del tutto opposta: non c'era nessuna correlazione, tantomeno un nesso di causa-effetto, tra il 9/11 e il cancro.
La concusione di Howard però non teneva conto delle conseguenze a lungo termine. Le ultime ricerche, invece, sono state condotte basandosi su questa possibilità e su un campione di 10 mila vigili del fuoco. Le conclusioni a cui sono arrivate sono ritenute drammaticamente attendibili.
UNA VITA IN BILICO. A pochi giorni dal decimo anniversario degli attacchi a New York e al Pentagono, torna l'angoscia. Come se la polvere delle Twin towers non si fosse mai posata.
Sabato, 03 Settembre 2011

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