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Attualità 

IL DECENNALE

L'11/09 in moschea

Pasquini, teologo di Segrate, ricorda Ground Zero.

di Andrea Paternostro

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Nel giorno in cui l’America celebrava il decennale dell’11 settembre, al Centro islamico di Segrate, alle porte di Milano, la prima moschea italiana dotata di cupola e minareto aperta nel 1988, i fedeli attendevano come ogni domenica la lezione di dottrina islamica del teologo Abdur-Rahman, al secolo Rosario Pasquini.
Attivista instancabile dal 1974, dopo la conversione, Pasquini ha fondato le Edizioni Del Càlamo, raccolte di quaderni divulgativi per diventare perfetti seguaci di Maometto. Una sorta di guida su come affrontare la vita, la morte e l’economia.

Sul pulpito di Segrate torna la teoria del complotto

Ironico e pungente come la sua barba bianca, Pasquini durante l'ultima celebrazione ha parlato per un’ora davanti a una platea di circa 30 fedeli. Donne e bambine sedute a sinistra, velo per tutte ed eleganti abiti ricamati. Uomini e bambini a destra, più dimessi. Poco prima, il suo assistente aveva sistemato dvd e volumi su un banchetto.
Pasquini era un fiume in piena. Ha parlato di fisica («le particelle subatomiche erano già note al Corano, l’uomo ha dovuto aspettare il 1911») e di geometria («l’Islam è vero come la somma dei lati in un triangolo»). E anche dell’11 settembre.
DA PEARL HARBOUR A SADDAM. Partendo, però, dalla Seconda Guerra mondiale: «Mussolini azzannò alle spalle la Francia già in ginocchio», ha tuonato il teologo, «aveva bisogno di un pugno di morti per il tavolo delle trattative. Il potere crea sempre occasioni per giustificare le proprie malefatte».
Un filo logico, il suo, seguendo il quale si arriva a Pearl Harbour, dove la Marina americana - cercando una scusa per entrare in guerra - avrebbe ignorato le ricognizioni dei movimenti aerei giapponesi. E alla bufala delle armi di Saddam Hussein. «Lo dico per commemorare le vittime di New York», ha precisato. Dalle Hawaii a Ground Zero, insomma, il complotto è servito.

L'affondo contro la Casta italiana

E le accuse di terrorismo? Ce n’è anche per la casta: «La chiamano religione del terrore», ha spiegato il religioso. «Ma il terrore dovrebbero averlo solo drogati, assassini, sfruttatori. Perché l’Islam fa pulizia di tutto questo».
Senza risparmiare la casta: «Non vedremo mai un Parlamento per il 70% composto da ladri emanare una legge per il taglio della mano ai ladri. Oppure la lapidazione dell’adultera, in un Paese dove se ogni cornuto portasse un lampione non ci sarebbe bisogno di illuminazione».
Al termine della lezione, i 36 fedeli si sono spostati nel minareto per la preghiera, senza trascurare le tradizionali abluzioni in un bagno adiacente. È persino suonato un cellulare durante il rito.
L’imam Ali al Bushwaima ha introdotto la predica in arabo, proseguendola in italiano: «Tutto viene da Dio, occorre liberarsi dal concetto che un altro uomo o Paese possa farti del bene o del male». L'imam ha portato a esempio l’uragano che ha tenuto in apprensione gli Stati Uniti, nonostante il loro progresso. Ground Zero è lontana, forse molto più dei 6.458 chilometri che la separano da Segrate.

Martedì, 13 Settembre 2011


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