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Attualità 

I DOLORI DI ANGELA

Berlino, crisi di governo in vista

Il sì al fondo salva Stati potrebbe aprire a una nuova maggioranza.

di Pierluigi Mennitti

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da Berlino

La turbolenta avventura del pacchetto salva Stati Efsf attraverso le strette del Bundestag ha superato un primo passaggio. La commissione Bilancio del parlamento tedesco ha votato la sua approvazione, facendo tirare un sospiro di sollievo a una maggioranza che fatica a trovare una posizione compatta. «Il sì della commissione è giunto dopo giorni di accesa discussione sul contestato progetto europeo», ha scritto l'Handelsblatt, «e ora il documento passerà in aula per l'approvazione definitiva. Il via libera del Bundestag non è comunque in discussione, dopo che socialdemocratici e Verdi all'opposizione hanno confermato ancora una volta che appoggeranno l'ampliamento dell'ombrello deciso dai capi di Stato e di governo dell'Unione Europea.
PIÙ POTERI AL PARLAMENTO. La commissione ha anche trovato l'accordo sui maggiori diritti che spetteranno al parlamento nelle decisioni che riguarderanno future misure per il sostegno dell'euro, così come suggerito dalla Corte costituzionale qualche settimana fa».
Il voto finale dell'assemblea è previsto per il 29 settembre e l'intero pacchetto, secondo le previsioni dei leader dell'Ue, dovrebbe entare in vigore all'inizio di ottobre. Mancano però all'appello, oltre a quello tedesco, le approvazioni di altri parlamenti nazionali, alcune delle quali non sembrano così scontate: è il caso di Slovacchia e Austria. Secondo l'opinione prevalente, tuttavia, il voto favorevole del Bundestag sarà sufficiente ad assicurare la partenza del progetto Efsf, dal momento che sarebbe sufficiente l'accordo di quei Paesi che assicurano la quota rilevante dei finanziamenti.

L'incognita Fdp e Csu: rischio divisioni interne alla maggioranza

Risolti i problemi di natura tecnica, restano quelli politici. La questione riguarda adesso i partiti tedeschi e si riflette sulle preoccupazioni che riguardano la tenuta della maggioranza liberal-conservatrice guidata da Angela Merkel. È all'interno di questa coalizione, minata dai ripetuti rovesci elettorali amministrativi subiti nell'ultimo anno, che si annidano gli oppositori più tenaci al progetto Efsf: In piccola parte dentro la Cdu, il partito della cancelliera, più diffusamente dentro l'Fdp e la Csu. Il timore del governo è che i tre partiti non riescano a mantenere la maggioranza il 29 settembre su un tema qualificante della strategia dell'esecutivo e che l'approvazione avvenga con il soccorso dei voti dell'opposizione. Si aprirebbe così un problema molto serio di tenuta sul medio e lungo periodo che, secondo gli osservatori più critici, potrebbe anche aprire le porte a una crisi di governo e a nuove elezioni anticipate.
SCHAEUBLE: «NON ABBIAMO PROBLEMI». Nel tentativo di disinnescare la miccia, il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble si è dichiarato indifferente al fatto che i voti dei partiti di governo potrebbero non bastare per l'approvazione. «Al momento possiamo contare sul consenso dell'80% dei deputati», ha detto il ministro alla Berliner Zeitung, «una quota che se da un lato non assicura automaticamente l'approvazione del progetto, dall'altro non la mette in discussione, dal momento che l'opposizione ha assicurato il suo sostegno. E se noi non abbiamo problemi a votare con l'80% dei nostri parlamentari l'ampliamento del pacchetto di aiuti, non li avrà neppure il Paese».

Sondaggio Forsa: l'80% dei cittadini contrario agli aiuti

Una posizione che tenta di coprire con pragmatico realismo la realtà di una maggioranza in difficoltà. Ma che contraddice quella ripetuta pubblicamente da Angela Merkel in tutte le dichiarazioni degli ultimi giorni. «Per la prima volta un ministro dell'esecutivo ammette che il 29 settembre la coalizione potrebbe non tenere la sua maggioranza», ha osservato lo Spiegel, «ma considera una tale eventualità ininfluente sulla capacità del governo di proseguire la sua azione. Schäuble contraddice così la sua cancelliera, consapevole invece dell'importanza della tenuta parlamentare della maggioranza e rischia di attirarsi le polemiche dell'opposizione, convinta che se l'esecutivo dovesse fallire su un tema di politica economica così delicato dovrebbe semplicemente trarne le conseguenze e dimettersi».
FAVOREVOLE SOLO IL 17% DEGLI ELETTORI CDU.  Una cosa è certa: l'idea di allargare i cordoni della borsa per aiutare i Paesi in difficoltà sui debiti sovrani trova la ferma opposizione dei tedeschi. Secondo un sondaggio realizzato dal prestigioso istituto Forsa e reso noto ancora dallo Spiegel, «l'80% dei cittadini si è dichiarato contrario a mettere mano al portafoglio per salvare le sorti della sempre più disastrata Grecia». I favorevoli sono stati solo il 18%, un 2% si è dichiarato indifferente alla domanda. Interessante anche la differenziazione secondo le appartenenze politiche: i più generosi sembrano essere gli elettori della Linke (29%) seguiti da quelli dei Verdi (28%). Già tra i simpatizzanti socialdemocratici le percentuali precipitano (18%). I minimi si ritrovano fra gli elettori dei partiti di governo: solo il 17% fra coloro che scelgono Cdu-Csu e addirittura il 13% tra i liberali. La sintonia fra l'euroscetticismo del gruppo dirigente dell'Fdp e quello dei cittadini tedeschi appare però senza riflessi positivi sulle intenzioni di voto. Oltre ai dati reali dell'elezione di Berlino, dove il partito è scivolato sotto il 2%, la conferma viene dallo stesso sondaggio di Forsa: a livello nazionale l'Fdp è quotato al 3%.

Giovedì, 22 Settembre 2011


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