Attualità
GERMANIA
Muro, il lavoro non paga
A 21 anni dalla riunificazione, salari dell'Est molto più bassi dell'Ovest.
da Berlino
Germania riunificata, 21esimo anno. La festa nazionale, fissata
nel giorno in cui il Paese è tornato ufficialmente unito il 3
ottobre 1990, non fa segnare nel 2011 un numero pieno. Così alle
celebrazioni, questa volta a Bonn in quella che fu la capitale
della Germania Ovest, si sovrappongono le analisi e i bilanci
sullo stato della riunificazione a oltre due decenni di distanza.
Un dibattito che, in verità, ha impegnato i quotidiani tedeschi
con una certa frequenza, ma che attorno alle date simboliche che
segnarono quella svolta epocale si fa più intenso.
LAVORO: IL GAP TRA EST E OVEST. Il Tagesspiegel ha scelto di privilegiare un
tema economico legato al lavoro: le differenze di salario ancora
esistenti tra cittadini dell'Est e dell'Ovest e le
conseguenze sul mercato del lavoro.
«Anche 21 anni dopo la riunificazione, i salari dei lavoratori
dell'Est sono inferiori rispetto a quelli dell'Ovest in
media del 17%», ha scritto il quotidiano berlinese riportando i
dati di un rapporto stilato dalla Hans Böckler Stiftung. «Nei
nuovi Länder (così i tedeschi chiamano le nuove regioni emerse
dalla carta geografica della Ddr, ndr) un'ora di
lavoro viene pagata in media 11 euro, contro i 15 dei vecchi
Länder».
IN ORIENTE SALARI PIÙ BASSI. Tuttavia, non
è possibile affrettare i giudizi: «I salari all'Est non
devono essere considerati cattivi a prescindere», ha proseguito
il Tagesspiegel, «perché vi sono enormi differenze al
loro interno che dipendono dal settore in cui si lavora e dal
livello di qualificazione».
Insomma, salari più bassi corrispondono anche a livelli di
qualificazione minori. E le regioni della Germania orientale
sembrano soffrire in verità della stessa mancanza di forza
lavoro qualificata che affligge l'Ovest del Paese. Con una
differenza: i salari più alti al di là dell'Elba possono
comunque attirare ingegneri e tecnici provenienti da altri Paesi,
mentre a Est questo è più difficile.
APPELLI PER ADEGUARE I SALARI. «È per questo
motivo che gli appelli ad adeguare i salari nelle due metà del
Paese diventano sempre più pressanti», ha ripreso il
quotidiano, «quella che era stata varata come
un'opportunità per lo sviluppo delle aree depresse sta
diventando oggi un limite all'ulteriore ripresa. Per un certo
periodo costi del lavoro più basso hanno attirato investimenti e
favorito la competitività. Oggi l'impresa, anche a Est,
chiede manodopera qualificata, ma con i salari bassi quella nuova
non arriva e quella che c'è fa fagotto verso Ovest».
In 20 anni impegno massiccio per riqualificare l'Est
Nei mesi della caduta della Ddr, i più prudenti indicavano
proprio in un ventennio il lasso di tempo necessario per poter
valutare l'efficacia delle politiche di riequilibrio tra le
due parti della Germania. Sebbene non tutto sia andato nel
migliore dei modi, i risultati nel complesso non sono
disprezzabili.
L'impegno è stato massiccio, con una mole di trasferimenti
in denaro enorme, ma l'Est tedesco, se non è il panorama
fiorito promesso da Helmut Kohl nell'enfasi dei giorni della
riunificazione, è una regione ricca di sorprese.
Alcuni studiosi evidenziano come sia scorretto parlare di Oriente
in generale, dal momento che a un Nord ancora in ritardo si
contrappone un Sud in grado di competere con le regioni
occidentali: Dresda e Lipsia compaiono ormai stabilmente nelle
classifiche sulle città che offrono alta qualità della vita e
buone opportunità di investimenti. E anche a Ovest, non tutto è
benessere: gli squilibri regionali restano accentuati e le aree
svantaggiate mostrano sintomi analogi a quelli delle zone
depresse dell'Est.
CAMBIAMENTO A BREVE. «Quanto alla questione
specifica dei salari», ha concluso il Tagesspiegel, «le
cose potranno a breve cambiare. Secondo Claus Matecki, del
direttivo della federazione dei sindacati tedeschi, i contratti
di lavoro all'Est potranno raggiungere nei prossimi anni
quelli dell'Ovest, almeno nelle grandi imprese che producono
per i mercati internazionali. Il problema è, semmai, che nei
nuovi Länder le imprese di questo tipo non sono molte e
prevalgono invece aziende medie e piccole, sganciate dai
contratti nazionali. La struttura dell'economia orientale,
tranne poche eccezioni, resta dominata da settori nei quali i
salari sono più bassi come la gastronomia o i servizi di basso o
medio livello. Mancano, ad esempio, le grandi banche e grandi
imprese di software che hanno invece le loro sedi a ovest e
questo spiega anche il perché, a oltre vent'anni dalla
riunificazione, lo squilibrio dei salari sia ancora così
accentuato».
Lunedì, 03 Ottobre 2011

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