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Attualità 

LA CONTESTAZIONE

Un mondo di indignazione

Il 15 ottobre cortei in 791 città di 71 Stati.

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Indignati di tutti i Paesi unitevi. «Popolo del mondo, in piazza il 15 ottobre per il cambiamento globale» (guarda il video). Con questo slogan sabato 15 ottobre sono previste manifestazioni in 791 città di 71 Paesi in tutti i continenti e su internet, una mega Assemblea globale virtuale. Milioni di persone mobilitate contemporaneamente per rivendicare «diritti e politiche sociali a sostegno dei giovani, dell'occupazione, del welfare». In Italia, per gli organizzatori «sono in corso da giorni iniziative e mobilitazioni preparatorie rispetto all'appuntamento di sabato».
Intanto sono stati sgombrati nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 ottobre gli indignados che avevano montato le loro tende in via Nazionale, davanti a Palazzo Koch, sede della Banca d'Italia nella Capitale.
La protesta era partita mercoledì pomeriggio come 'preambolo' alla grande manifestazione di sabato 15: al grido di «Okkupiamo Bankitalia»: nel mirino c'era la sede, in concomitanza con l'arrivo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per un convegno con il governatore Mario Draghi.
PRESIDIO IN VIA NAZIONALE. Lo sgombero forzato della strada è stato disposto dal questore di Roma dopo una mediazione fallita con i manifestanti: ci sono stati momenti di tensione e spintoni con le forze dell'ordine, mentre i gruppi del sit-in venivano allontanati. Mantenuto il presidio in via Nazionale, a 300 metri dalla Banca d'Italia, sulle scalinate di Palazzo delle Esposizioni dovele forze dell'ordine, temendo che i giovani - molti dei quali avevano trascorso la notte in tenda sulle scale - potessero occupare i saloni dove è in corso la mostra su 'Socialismo reale', avrebbero contattato la direzione museale del PalaExpò, suggerendo di chiudere il museo. Cancelli sbarrati, dunque, e nessuna possibilità per i manifestanti di accedere alla vasta struttura.
CARTELLI E SFOTTÒ. E le camionette sono diventate vere e proprie bacheche: sulle fiancate mega cartelloni con la scritta «Draghi ribelli», sotto gigantografie truccate ad arte di Draghi. Ma non solo. «Dividiamo la grana. We are 99 per cento, voi non siete niente», «La vostra rendita la nostra precarietà». E poi nel manifesto «Yes we camp» hanno annunciato: «Il 15 ottobre non torniamo a casa, porta anche tu una tenda...».

Dalle accuse di Capezzone (Pdl) alle mobilitazioni di sabato

Duro sulle proteste, è intervenuto Daniele Capezzone, portavoce del Pdl: «Nonostante sia aperto alla libertà di manifestare chiunque giri per Roma già avverte una tensione altissima, che, da qui alla manifestazione di sabato, potrà solo crescere. Ed è chiaro a tutti che vi sono soggetti e nuclei irresponsabili che soffiano sul fuoco e cercano un incidente».
Parole dette a meno di 48 ore dal 15 ottobre, giornata globale di mobilitazione che ha adottato come slogan «United for global change (uniti per il cambiamento globale)». Non solo in Italia e in Europa ma in tutto il mondo, ha reso noto l'Arci, milioni di persone è previsto che si mobilitino: stimate in 719 le manifestazioni in strade e piazze delle principali città dei cinque continenti per rivendicare diritti e politiche sociali a sostegno dei giovani, dell'occupazione, del welfare «contro le misure di austerity imposte dagli organismi finanziari internazionali con il beneplacito dei governi nazionali».
PREPARAZIONI IN TUTTA ITALIA. In Italia, come in diversi altri Paesi europei - ha fatto sapere l'associazione - sono in corso da giorni iniziative e mobilitazioni preparatorie.
Dalla notte di venerdì 14, diverse centinaia di autobus da oltre 70 città di tutto il Paese è previsto che partano per raggiungere la Capitale. L'appuntamento è per le ore 14 a Piazza delle Repubblica. Il corteo attraverserà via Cavour, via dei Fori Imperiali, via Labicana e via Emanuele Filiberto prima di raggiungere piazza San Giovanni. Qui, diversi spazi per dare ai manifestanti la possibilità di prendere la parola.
VOCE A PRECARI E A CASSAINTEGRATI. Dal punto voce principale a rappresentanti dei cassintegrati della Fiat, degli studenti, dei precari, dei lavoratori dello spettacolo, delle vertenze in difesa del territorio e dei beni comuni. «La rivolta degli indignati è la risposta alla cancellazione della democrazia», ha tuonato Fausto Bertinotti ex segretario del Prc (partito di rifondazione comunista). «Non sono abituato a mettere cappelli», ha commentato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. «Partecipo senza mettere il cappello perché se siamo in tanti possiamo fare buone cose».

Per gli 007 si temono disordini: «Manca un leader»

La mancanza di leader in piazza e la possibilità che gruppi di estremisti si stacchino dal corteo principale per compiere azioni isolate: intelligence e antiterrorismo hanno individuato in questi due elementi i maggiori rischi per la protesta. Dalle informazioni a disposizione dell'intelligence ci sarebbero molti che spingono per una manifestazione pacifica e altri che, invece, vorrebbero creare problemi. Con obiettivo soprattutto le banche, ritenute tra le principali artefici della crisi.
IL VOTO DI FIDUCIA. Sicuramente, è stato fatto notare  da fonti qualificate, il voto di fiducia di venerdì 14 ottobre è previsto che pesi sull'esito della contestazione: un'eventuale caduta di Silvio Berlusconi, di fatto, spegnerebbe ogni fiamma e lascerebbe spazio a una manifestazione molto più imponente e senza problemi particolari. La conferma della fiducia al governo, invece, potrebbe riscaldare ulteriormente gli animi e spingere i gruppi più estremisti a cercare uno scontro diretto. «Noi siamo in piazza non per contrastare i manifestanti, ma per assicurare loro la libertà di espressione garantita dalla Costituzione», ha fatto sapere il capo della polizia Antonio Manganelli.
CERCASI UOMINI POLITICI. Certo è che la mancanza di leader riconosciuti e l'assenza ufficiale dei partiti politici - perché saranno molti gli esponenti dei partiti di sinistra comunque in strada - non aiuta chi dovrà gestire la piazza. La preoccupazione è che qualcuno possa staccarsi dalla manifestazione principale, quando questa arriverà in via dei Fori Imperiali, per puntare sui palazzi del potere, oppure al termine del corteo. Quando il grosso sarà già a piazza San Giovanni. L'altro elemento che viene tenuto sotto osservazione da intelligence e antiterrorismo è la possibilità che i manifestanti vogliano occupare la piazza ad oltranza.

Giovedì, 13 Ottobre 2011


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Roma: scontri tra indignati e forze dell'ordine (13 ottobre 2011).

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Commenti (1)

tiberio 14/ott/2011 | 09:20

speriamo che dopo la sbronza
si dignino...i nulla....facenti!!!!

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