Attualità
RAI
Gabanelli: «L'Italia patria del giornalismo servile»
L'attacco della Reporter ai colleghi. E su Santoro: «Lo capisco».
L'Italia è un Paese abituato al giornalismo servile. E i pochi professionisti coraggiosi che si lanciano in inchieste o critiche fuori dal coro, finiscono per diventare vittime delle vendette politiche. Lo pensa Milena Gabanelli che, ospite di '24 Mattino' in vista della ripresa del suo programma Report, da domenica 23 ottobre in onda su Raitre, ha detto: «La cultura del Paese, vale per i politici ma anche per l'imprenditoria, è di avere a che fare con un giornalismo servile, sono abituati a essere coccolati. Se non avviene, i politici si vendicano».
In Italia «non si accetta un certo giornalismo di critica e di inchiesta», ha spiegato. «Per alcuni politici che vengono smascherati è una cosa più forte di loro: se possono poi si vendicano».
La giornalista è anche tornata sulla questione della tutela legale al programma, che dopo un lungo periodo di stallo, le è stata accordata dal Cda della Rai. «Qualcuno usa questo pretesto della tutela legale. Ma poi tutto si supera, basta rimanere fermi come dei ramarri. L'azienda ha tutto il diritto di scegliere quali programmi mandare in onda e quali no, ma Report può andare in onda solo se l'azienda ne condivide i rischi».
«TREMONTI, AZIONISTA RAI». Su Tremonti, la giornalista ha detto: «Il ministro è azionista della Rai perché controlla il 99,9%, ma essere azionisti non vuol dire essere proprietari della Rai. È il ministro di tutti gli italiani e la Rai è un servizio pubblico. Che io non sia particolarmente simpatica a Tremonti è un fatto abbastanza noto, ma non l'ha ordinato il medico di andare d'accordo con tutti. Ma è chiaro che un suo fastidio si ripercuote sulle decisioni da prendere attorno a questo programma. Io sto ai fatti: il mio contratto è stato rinnovato ai primi di settembre e solo ad agosto si è sciolta la questione sulla tutela legale. Ma il ramarro è stato fermo».
Infine ha parlato anche di Santoro. «Mi dispiace non ci sia più», ha osservato. «Conosco le pressioni che ha avuto, conosco le mie e immagino le sue siano state più pesanti. Alla fine lui ha scelto di andarsene perché l'aria era invivibile. Ma lo seguirò sempre e ovunque, fa un prodotto televisivo estremamente utile, interessante dal punto di vista dell'innovazione del linguaggio e dal punto di vista della vivacità della discussione politica. Mi auguro che lui, la Dandini, Saviano vengano rimpiazzati con prodotti altrettanto buoni, perché è vero che uno si massacra come vuole ma siccome è servizio pubblico ci massacriamo un po' tutti e questo mi dispiacerebbe».
Giovedì, 20 Ottobre 2011
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Giornalista ... commentatore ... cantore!
Il giornalista non deve inventarsi la notizia per far rumore ma, un po´ come il magistrato applica la legge, deve obbiettivamente riportare la sostanza.
Il commentatore e´ colui che, come nel gioco delle "tre carte", la nasconde.
Infine il cantore, figura melliflua esistita sin dall'antichita´, che modifica con gli artifici parolai l'aspetto del proprio padrone. Appunto al "servizio".
SERVILISMO E GIORNALISMO
Non bisogna GENERALIZZARE !! LETTERA 43 - IL FATTO - LA REPUBBLICA - I GIORNALI POLITICI E ALTRI ............. Non trovo che i giornalisti che li compongono non ho notato questo difetto !!
Il giornalismo servile
Ha assolutamente ragione la Gabanelli. Il giornalismo servile nei confronti degli uomini del potere, che va anche definito autobavaglio, asseconda le strategie di conservazione del potere stesso che i politici perseguono con ogni mezzo. Il bavaglio e l'autobavaglio fanno parte dell'essenza del berlusconismo, che mira solo a esaltare il potere, per raccoglierne qualche briciola chiudendo gli occhi davanti allo scempio della democrazia, anzi, attaccando, a volte, i principi democratici. Anche la sinistra a volte si compiace del giornalismmo servile, l'ha fatto in passato. Il berlusconismo non è solo a destra, ce n'è anche a sinistra. Fu la sinistra, infatti, che cancellò dalla Rai la trasmissione di Sabina Guzzanti Raiot.
Oggi, di fronte ai fatti di Roma del 15 ottobre scorso, molti giornalisti presenti hanno omesso di analizzare la vicenda con obiettività. Solo Rai News ha cercato di evidenziare la verità. Complimenti alla Gabanelli che si conferma un punto fermo di giornalismo libero e democratico.
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