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Tir fermi fino al 28 ottobre

Trasportounito protesta, ma gli altri sindacati non ci stanno.

LAVORO

Si prepara una settimana complicata per chi viaqgia su gomme a causa dello sciopero dei tir deciso da Trasportounito con un fermo che scatterá alla mezzanotte ddi domenica 23 ottobre e si protrarrá fino alle ore 24 di venerdí 28 novembre.
I maggiori danni economici si possono avere per il blocco dei porti. Il fermo sará attuato su tutto il territorio nazionale inclusa la Sicilia.
RISCHIO BLOCCO DEI PORTI. La decisione di fermare i Tir, presa dall' organizzazione che rappresenta le imprese terziste dell' autotrasporto (circa 5.800 aziende su un totale di 120.000), ha immediatamente suscitato polemiche fra le altre organizzazioni del settore. Il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha invitato l'organizzazione a desistere dallo sciopero definito ''irresponsabile'' perchè c'è il rischio che i Porti di Genova e La Spezia vengano bloccati. «Gli autotrasportatori di Trasportounito minacciano di mettere semirimorchi di traverso all'ingresso degli scali da lunedí 24 a venerdí 28 ottobre» ha denunciato Giachino.
LE CONTESTAZIONI. «Invito Trasportounito a non bloccare l'economia del Paese, lo sciopero in questo momento è inutile, il governo sta lavorando per rispondere ai bisogni della categoria».
Trasportounito ha invitato tutti gli autotrasportatori che parteciperanno alla protesta ad «adeguarsi allo spirito di una manifestazione pacifica». L'alternativa a questa forma estrema di protesta è la chiusura e l'illegalitá, spiega il segretario nazionale Maurizio Longo.
LE RICHIESTE DI TRASPORTOUNITO. Trasportounito chiede interventi per la funzionalitá del mercato e le normative del settore, come tempi di pagamento certi, modifiche al sistema dei costi minimi, cosí come al sistema degli accordi di settore, e più vigilanza sui contratti di trasporto e intermediazione. Inoltre chiede interventi per realizzare un gasolio professionale nazionale, per determinare una strategia nei confronti delle compagnie assicuratrici e per rivedere l'applicazione degli studi di settore.
QUELLI CHE NON CI STANNO. Contrarie allo sciopero si sono dette le altre due organizzazioni dell'autotrasporto, l'Unatras e Anita. Per Pasquale Russo segretario nazionale di Unatras la protesta è un'azione «inutile e dannosa» e comunque l'organizzazione che l'ha indetta «rappresenta sono una minuscola parte della categoria». Per Eleuterio Arcese, presidente di Anita (aderente a Confindustria) la protesta è «un atto irresponsabile». Per Anita: «non possiamo permetterci giorni di fermo che bloccherebbero punti nevralgici di smistamento delle merci come porti e interporti. Inoltre» ha proseguito «all'interno della Legge di stabilitá 2012 sono previste risorse destinate all'ecobonus, l'incentivo per l'utilizzo delle autostrade del mare, un'operazione modale importante al pari del ferrobonus».

Domenica, 23 Ottobre 2011


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