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Lorenzo l'Irremovibile

Ritratto di Bini Smaghi, il ducaconte che non molla la Bce.

PERSONAGGI

di Paolo Bracalini

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Basterebbe dire questo, che ha due figli e che li ha chiamati Corso e Laudomia. Ripetiamo: Corso, il maschio, Laudomia, la femmina. Due nomi che pensavamo si potessero dare ai figli solo nelle commedie esilaranti, per sfottere i vezzi dei nobili o di quel che resta di loro.
PEDIGREE NOBILIARE. Sbagliavamo, i nobili esistono, e pretendono un lavoro come minimo prestigioso quanto il membro del board della Bce. Basterebbe anche aggiungere quest’altro, che Bini Smaghi, è conte per via paterna, dal momento che il padre (nobilissimo funzionario Ue, che si chiamava Bino. Ebbene sì, Bino Bini Smaghi) ha ricevuto l’imprimatur nobiliare da Umberto II di Savoia, mentre la madre, Maria Carla Mazzei, è una patrizia fiorentina di antica casata, gente che dava del tu a Lorenzo De’Medici.
I due cognomi non devono ingannare: ne ha anche un terzo, e che diamine. Si chiama per la precisione Lorenzo Bini Smaghi Bellarmini. Probabilmente avrà anche qualche altro cognome in qualche comodino rinascimentale di casa sua, ma l’ha lasciato perdere per non appesantire troppo il biglietto da visita della Bce.
L'AFFRONTO EUROPEO. Bè ora si può capire meglio l’assurdità della richiesta di Nicolas Sarkozy, Silvio Berlusconi e di qualche altro capo di Stato in vena di scherzi: come diavolo possono pensare di chiedere a cotanta nobiltà di mollare la poltrona? Questi ducaconti sono abituati così fin dalla nascita, a decidere loro se ed eventualmente quando, e dove andare.

Curriculum internazionale per il signore del Chianti

Quando Lorenzo Bini Smaghi Bellarmini (d’ora in avanti abbreviato con Lbsb) si stufa di Francoforte se ne va piuttosto a Punta Ala o nel Chianti, dove ha una tenuta tutta sua (produce olio, ovviamente «buonissimo») e una villa attribuita a Giuliano da Sangallo, architetto fiorentino del ‘400, continuatore di Brunelleschi, prediletto allora da Lorenzo Il Magnifico, oggi da Lorenzo l’Irremovibile.
FIORENTINO DOC E TRILINGUE. Anche lui, come i Medici, è fiorentino. Perfettamente trilingue - francese, inglese, tedesco -, si dice le parli con l’accento della sua città. Resta da capire come suoni l’inglese con accento fiorentino (aspirerà le k?), ma non importa.
Probabilmente Lbsb converte direttamente le parole in euro. Ma la dimestichezza con gli accenti non gli ha permesso di riconoscere che il Bossi al telefono non era il Senatùr ma un imitatore.
ISTRUZIONE EUROPEA. La sua è una famiglia di economisti. Anche i tre fratelli di Lbsb hanno studiato la finanza nel fiore delle università del regno europeo, pardon dell’Unione europea. Lorenzo l’Irremovibile, per limitarci a lui, ha iniziato a Bruxelles a Lycée Français, quindi si è trasferito (ma solo perché lo voleva lui) a Lovanio dove si è laureato in Sciences economiques all’Université Catholique.
Poi ha preso l’aereo per studiare Economics all’University of Southern e quindi un soggiorno a Chicago per il PhD sempre in Economics. Un curriculum impeccabile per il conte, che giustamente non accetta di farsi spostare qua e là come un economista qualsiasi, pretende che il problema del suo posto di lavoro diventi un caso diplomatico internazionale.
UNA GRANA PER SARKÒ. E ci è riuscito alla grandissima. Dopo aver eliminato Gheddafi, ora Sarkozy deve vedersela con un caso assai più ostico: Bini Smaghi. Incalzato dal presidente della Francia e pressato dal governo italiano di cortesemente lasciare quella poltrona, Lbsb è salito al Quirinale per perorare se stesso.
Non accetta, giustamente, che si faccia la caccia a Bini Smaghi, perché semmai chi caccia è lui, cosa che ama fare spesso nelle campagne toscane (probabilmente di sua proprietà) insieme con il suo cane Lomé, purtroppo non diplomato in economia (neppure il nome del cane però è scelto a caso, Lomè è la capitale del Togo, sede della convenzione tra l'Europa e i Paesi in via di sviluppo, povera bestia…).

Collezionista d'arte e di penne (dei summit)

Economista è pure la moglie, Veronica De Romanis, che potrebbe intercedere per il marito con Sarkozy tramite la Cancelliera Merkel, cui ha dedicato un saggio ultra elogiativo per Marsilio.
VITA QUOTIDIANA. «Eppure, nonostante il lavoro, Bini Smaghi cerca di stare a cena con i figli e di fare con loro la prima colazione», raccontò Panorama. «Passa i weekend con la famiglia. Appena può va a sciare o, d'estate, in barca a vela. Non perde una mostra d'arte, soprattutto se riguarda il Minimalismo o la cosiddetta Arte povera, di cui è anche collezionista. Nella casa romana, ai Parioli, Bini Smaghi e la moglie ricevono spesso gli amici, per cenare insieme, parlare. Tra i loro ospiti, personaggi come Roberto Testore, ex manager Fiat ora alla Trenitalia, o Panfilo Tarantelli, capo del global european banking della Citigroup, banchieri centrali, giornalisti, artisti. Ma i due si tengono ben lontani dal circuito salottiero della capitale».
HOBBY ESCLUSIVI. Incidentalmente, come passatempo, Lsbs è anche presidente della Fondazione Palazzo Strozzi. Limitarsi a quello per qualche settimana, in attesa che il governo mondiale gli trovi un lavoro adeguato? Ma non scherziamo. Una passione, oltre alla vela e all’arte povera (ma solo come genere) sono le penne, nel senso che colleziona quelle usate nei summit ai quali partecipa, dai G7 agli Ecofin.
Ecco, pare gli manchi quella da presidente del Fondo monetario internazionale... Comprenez-vous, President Nicolas?

Lunedì, 31 Ottobre 2011


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Lorenzo Bini Smaghi.

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Commenti (3)

Karl 31/ott/2011 | 14:11

Perché dovrebbe?!
Sinceramente sono rimasto sorpreso dalla caparbietà con cui rimane ancorato al suo posto, ma al di là del fatto che non è obbligato a dimettersi è opportuno ricordare che la sua fuoriuscita sarebbe dovuta essere concordata prima, ossia quando è stata presentata la candidatura di Draghi a presidente della BCE. Inoltre bisogna soffermarsi su un particolare non insignificante: chi gli sta chiedendo di dimettersi è una persona che quanto a resistenza alla possibilità di presentare le dimissioni non ha da imparare da messuno. Una richiesta di presentare le dimissioni fatta da Berlusconio non può avere nessuna autorevolezza! E non perché sono un fissato dell'antiberlusconismo, ma perché la resistenza in carica dell'attuale governo sta facendo ben più danni all'Italia di quanti ne possono fare le mancate dimissioni di Bini Smaghi. E lo dimostra l'ennesima impennata dello spread sui Bund di oggi.

angie 31/ott/2011 | 12:26

Un pasticcio all'italiana.
L'articolo è godibile, ma non rende piena giustizia ai fatti. Bini Smaghi non ha alcun obbligo di dimettersi dal board della Bce, anche se ovviamente lo farà a breve. Ma non si può negare che il governo abbia gestito in maniera incresciosa la vicenda: Berlusconi avrebbe fatto bene a concordare tempi e modi di uscita di Bini Smaghi prima del lancio della candidatura di Draghi. Non è istituzionalmente accettabile tenerlo a bagnomaria e tirare in ballo il suo nome per la poltrona di Bankitalia all'ultimo momento (quando ormai la rosa dei candidati condivisi era ristretta ad altri) e tanto meno ridursi a chiedere le sue dimissioni in diretta a «Porta a porta». Per inciso: non si è mai visto un premier che, dall'interno di una sala nella quale si sta svolgendo un vertice ufficiale così delicato, si mette a telefonare alla tv (anzi, al giornalista che ha appena scritto la versione apologetica dei controversi rapporti del premier con le donne in un libro pubblicato dalla casa editrice del premier stesso). Aggiungo che, nonostante l'innegabile "spocchia" di un uomo blasonato come Bini Smaghi, lo stesso parla fluentemente tre lingue e ha un curriculum piuttosto rispettabile, come ben ricorda l'autore del pezzo. Sempre meglio di certi ministri che hanno difficoltà perfino con l'italiano o hanno superato gli esami professionali trasferendo la residenza in altre regioni.

Picabo48 31/ott/2011 | 11:20

Ma l'ironia non risolve il problema.
L'articolo è neanche troppo sottilmente ironico, di godibilissima lettura.
Il fatto che sia nobile non è colpa sua; certa è invece l'arroganza con cui è e si comporta da nobile, anche se la nobiltà, in senso stretto, non esiste più.
E' altrettanto evidente, però, che le norme in materia non gli impongono nessun passo indietro.
Come ha scritto ieri molto bene Monica Frassoni, per chi non lo sapesse esponente di spicco del partito dei verdi europei, giù le mani da Bini Smaghi, se vogliamo costruire l'Europa.
Se il personaggio non comprende il discorso meramente politico nessuno può farci nulla, Berlusconi si rassegni.
La BCE non deve avere ingerenze politiche, lui si appella a quello; probabilmente tutto si aspettava meno che a difenderlo fosse una parlamentare europea lontanissima da se medesimo.
Il mondo è strano, ma se Monica Frassoni ha ragione e, come pensa, occorre più Europa, Bini Smaghi ha avuto un assist imprevisto ed impensato; con questo chi lo muove più di lì, rischiando di fare la figura di antieuropeista e dando la sensazione di volere la sua poltrona per puro potere personale.

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