Attualità
PREVISIONI
Nel 2050 più vecchi che bambini
Per l'Oms la popolazione dai 60 anni in su raggiungerà i 2 milardi.
Passa in secondo piano la notizia secondo cui il 31 ottobre è nata la bambina che ci ha fatto superare quota 7 miliardi di popolazione, visto che il mondo è destinato ad essere costituito più da anziani che da bambini.
Secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) infatti la popolazione dai 60 anni in su, che attualmente è pari a 650 milioni, entro il 2050 raggiungerà i 2 milardi.
FENOMENO GLOBALE. L'invecchiamento è un fenomeno globale, non solo tipico dei Paesi ricchi e che segue l'urbanizzazione. Entro il 2050 circa l'80% degli anziani vivrà infatti nei Paesi meno sviluppati. Nel 2005 l'aspettativa di vita in Paesi come Francia e Giappone ha già superato gli 80 anni, ma sta crescendo anche in Stati più poveri. Ad esempio un bambino nato oggi in Cile, Costa Rica, Giamaica, Libano, Sri Lanka o Thailandia vivrà più di 70 anni.
Secondo Giuseppe Gesano, dirigente di ricerca dell'Istituto di Ricerche sulla Popolazione (Irpps) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), la «valanga» demografica, che ha portato la popolazione mondiale a raggiungere le 7 miliardi di unità, non si fermerà ancora per 30-40 anni. A quel punto ci sarà però un altro problema, quello della popolazione invecchiata. «La popolazione dovrebbe stabilizzarsi a 8-9 miliardi nei prossimi 30-40 anni», ha spiegato l'esperto, «a quel punto però avremo molte persone che ora sono giovani e in salute che invece hanno raggiunto la vecchiaia. Nei paesi occidentali c'é un sistema di welfare, ma questo avverrà in luoghi dove invece le tutele devono ancora essere inventate».
UN BOOM DEMOGRAFICO VECCHIO DI 40 ANNI. Il boom demografico risale al 1960, quando eravamo ancora 'appena' 3,5 miliardi: «fino al '700 la popolazione mondiale era stabile con la rivoluzione industriale invece la mortalità è diminuita, per effetto delle scoperte scientifiche e tecnologiche, quindi molte più persone sono arrivate all'età fertile. Questo però è avvenuto solo nell'Occidente, mentre il processo si è diffuso lentamente agli altri Paesi, fino ad arrivare al boom della metà del secolo scorso». A fermare questa «valanga, ha proseguito Gesano, «sarà l'estendersi agli altri Paesi di comportamenti tipici dell'Occidente» in materia di nascite: «la tendenza a fare meno figli è già in atto in molti Paesi che prima avevano un'alta natalità, come Cina, India o alcuni Paesi arabi», ha concluso, «il problema è che lì le persone in età fertile sono tante, e quindi anche se fanno pochi figli 'spingono' in alto il totale».
NASCITE NON REGISTRATE IN AFRICA. Nel frattempo l'ong Plan International ha comunicato che fino al 66% delle nascite non vengono registrate in alcuni paesi dell'Africa. «Chi conta i bambini non registrati nell'Africa occidentale?», si è chiesta l'ong in un comunicato, secondo cui in Liberia viene denunciato solo il 16% delle nascite, in Niger il 32%.
In vista del World Health Day 2012, l'Oms ha deciso di concentrarsi sulla preparazione degli operatori di salute e delle società ad andare incontro ai bisogni di salute della popolazione più anziana, agendo sulla prevenzione, la gestione delle malattie croniche, cure palliative e sviluppando servizi di cura e sostegno alla persona.
Lunedì, 31 Ottobre 2011

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