Attualità
ASPETTANDO IL G20
Cannes, Croisette blindata
Agenti e check point in città per il vertice.
di Marco Todarello
da Cannes
Sulla strada famosa nel mondo per il passeggio dei divi del cinema oggi non c’è che il volo sporadico di qualche gabbiano. La mattina del 2 novembre la Croisette di Cannes appare deserta e blindata, un’atmosfera surreale dovuta alle imponenti misure di sicurezza del G20, il summit dei capi di Stato e di governo dei principali Paesi che si ritroveranno nella cittadina francese dal 3 al 4 novembre. Cannes, celebre per il festival del cinema e per il turismo di lusso, è irriconoscibile.
UN BADGE PER L'ACCESSO. E non la riconoscono nemmeno i suoi abitanti, soggetti a continue perquisizioni e a pesanti limitazioni della libertà di movimento. Per spostarsi all’interno della propria zona di residenza è necessario un badge, che i cannensi hanno ritirato facendo fino a sei ore di fila negli uffici della protezioni civile.
«Quelle misère!» (che miseria!), esclamano gli anziani di Promenade de Pantiero, che dai loro campi di bocce appaiono come il contraltare perfetto del potere pronto a riunirsi poche decine di metri più in là, all’interno di un Palais de festival rimesso a nuovo.
Dopo che la polizia ha innalzato le alte barricate in acciaio all’inizio di ogni strada di accesso al centro, la città è definitivamente blindata. A Sud della stazione, dove inizia la zona interdetta al pubblico, ci sono le transenne e poi le barricate. Gendarmi in ogni strada, in ogni incrocio, che nei check point principali sono accompagnati da militari armati fino ai denti.
UN MILITARE OGNI TRE CIVILI. A vista d’occhio, per ogni persona in abiti civili, ci sono tre agenti. In 15 mila pattuglieranno la città e i dintorni nel giorni del G20.
Cannes è una città molto ricca, i suoi abitanti sono tutti impiegati nel turismo e nei servizi, ed è davvero arduo immaginare che nel suo tessuto sociale esistano focolai per manifestazioni violente.
E infatti i manifestanti, nel pomeriggio del primo novembre, si sono ritrovati a Nizza, a 32 chilometri più a Est. Erano in 8 mila, e le contestazioni al G20 sono state all’insegna dello slogan «Prima le persone, non la finanza». La maggior parte degli striscioni e degli slogan chiedevano la fine dei paradisi fiscali, limiti alle transazioni finanziarie e una più equa redistribuzione della ricchezza.
Dunque la minaccia, secondo le autorità francesi, può arrivare da fuori. E per prevenirla 2.500 agenti sono già schierati sui nodi stradali che collegano Cannes con Nizza.
Mercoledì, 02 Novembre 2011

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati


3 foto


