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Attualità 

PECHINO

Cina, le confessioni di Wen Jiabao

Il premier, che lascia nel 2013, ha raccontato delle campagne maoiste contro i genitori.

di Simone Pieranni

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Mentre si prepara a lasciare l'incarico, il premier Wen Jiabao ha confessato che la sua famiglia era «sotto attacco costante» nelle campagne maoiste che sconvolsero il Paese durante la rivoluzione culturale. Una rara confidenza, visto che i leader cinesi parlano raramente del loro passato.
CONFIDENZE AGLI STUDENTI. Il premier si è aperto a studenti e insegnanti della scuola superiore Nankai di Tianjin dicendo che suo padre era stato respinto come insegnante e mandato ad allevare maiali. La notizia è stata pubblicata solo il 2 novembre dal China Education News. «Dopo aver frequentato l'università, la mia famiglia ha subito continui attacchi nelle campagne politiche. Mio nonno è morto di emorragia cerebrale nel 1960. L'ho portato io in ospedale. La scuola in cui ha insegnato ha conservato la documentazione su di lui, fogli riempiti solo da autocritiche, scritti in caratteri piccoli e chiari», ha detto il premier in visita Scuola superiore Nankai, la sua alma mater nel porto a Nord della città di Tianjin, vicino Pechino.
Wen, 69 anni, si è distinto tra i leader del Partito comunista come il più convinto promotore di un rilassamento del controllo politico - ha scritto il South China Morning Post - e, forse, questa sua esternazione pubblica aiuta a spiegare il perché.
Wen Jiabao viene da una famiglia di insegnanti. Durante l'epoca del comunismo fervente di Mao Zedong, il partito attaccava e demonizzava i cittadini considerati appartenenti a una 'classe' sbagliata perché avevano un passato “sospetto”. Il padre e il nonno del premier sono stati anche loro tra le vittime.

La carica del primo ministro finisce nei primi mesi del 2013

«Nel 1960, anche mio ​​padre è stato indagato per i ​​cosiddetti 'problemi storici'», ha detto il premier durante la visita alla scuola, il 25 ottobre, «non gli permisero più di insegnare e fu mandato a lavorare in una fattoria alla periferia della città con il compito di allevare i maiali. Mio padre è stato un uomo onesto, laborioso e diligente per tutta la sua vita».
Wen si ritirerà dalla carica di primo ministro nei primi mesi del 2013, come vuole la prassi che prevede il cambiamento generale della leadership previsto alla fine del prossimo anno.
LA RICHIESTA DI RIFORME. Da quando Wen si prepara a lasciare il potere, ha preso l'abitudine di richiamare senza mezzi termini e sempre più spesso le riforme politiche. Distinguendosi così dai suoi compagni dell'élite del Partito comunista.
Le sue proposte, comunque, sono sempre rimaste vaghe e prive di alcun sostegno da parte di altri leader del Partito. Per gli scettici, le parole del premier sono nebulose e piene di vanità e non cercano un reale cambiamento. Osservatori più favorevoli, invece, difendono le parole di Wen come parte di un programma moderato che potrebbe guadagnare terreno con il passaggio di leadership.
«Io vengo dal popolo e ho avuto un'infanzia difficile. Sento compassione per i poveri e faccio tutto ciò che posso per il loro bene e la loro felicità», ha detto. «La mia infanzia è trascorsa tra guerre e privazioni. La povertà, i disordini e le carestie hanno lasciato un'impronta indelebile nella mia anima».
UN PAESE AFFLITTO DA SQUILIBRI. La Cina ha fatto enormi progressi economici, ha detto ancora, ma rimane afflitta da squilibri, disuguaglianze e corruzione, «mi sono reso conto che solo la scienza, la ricerca della verità, la democrazia e il duro lavoro può salvarla», ha detto Wen. E ha aggiunto: «La distribuzione del reddito è ingiusta e in alcune zone i conflitti sociali sono molto forti. Tanto da arrivare a scatenare incidenti di massa» ('incidenti di massa' è un eufemismo del governo per indicare proteste, manifestazioni e scioperi), ha detto Wen.
«Se un governo ignora l'opinione pubblica e il benessere delle persone, ignora le sue fondamenta», ha poi aggiunto, «equità e giustizia sono i pilastri della società. Se si perdono di vista questi, la grande casa della società crollerà».

Giovedì, 03 Novembre 2011


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