Attualità
L'INCHIESTA
Sismi, il santo di don Verzé
San Raffaele: aiuti per l'acquisto di un terreno.
Dicembre 2005, don Luigi Verzé, il numero uno dell'ospedale San Raffaele (indagato), ha le microspie nel suo ufficio. È ignaro che un'inchiesta della magistratura stia legalmente violando la sua privacy.
Non lo sa e intanto, ha scritto il Corriere della Sera lunedì 28 novembre, ha parlato con Nicolò Pollari, l'allora direttore dei servizi segreti militari (Sismi), «delle difficoltà politiche dell'amico comune Silvio Berlusconi, della scalata alla Bnl e dei controlli fatti su Stefano Ricucci a favore di Sergio Billè».
'CHIACCHIERE' CON GERONZI E CAL. E inoltre don Verzé non sa che qualcuno lo sta ascoltando quando ha accolto «Cesare Geronzi per parlare di politica» o quando ha risposto «alla telefonata dell'eminenza vaticana che gli chiede un favore». Con Mario Cal, che prima del suicidio, cercò di far luce sulla vicenda Assion-Airviaggi, ha conversato «di una grana grana giuridica da sistemare con Roberto Formigoni e la Regione Lombardia» (leggi i voli targati Comunione e liberazione).
Il clan dei Morabito, il polo ospedaliero e il riciclaggio di denaro
L'inchiesta in corso - scrive sempre il Corriere della Sera - «dovrebbe essere un rivolo di quella sulla maga Ester Barbaglia per presunto riciclaggio (accusa poi rivelatasi infondata) del denaro del clan calabrese dei Morabito».
La Barbaglia alla fine del 2004 aveva creato, nello studio di Enrico Chiodi Daelli, notaio storico del San Raffaele, «una Fondazione con un patrimonio di 28 milioni destinato alla Fondazione Monte Tabor di don Verzé». Le indagini, però, «hanno escluso qualsiasi ipotesi a carico del fondatore del polo sanitario milanese».
QUEL FASCICOLO DIMENTICATO. Tant'è che il fascicolo col riassunto di conversazioni captate nell'ufficio di don Verzé tra dicembre 2005 e settembre 2006 non è mai stato trovato. Gli inquirenti hanno parlato di molti «buchi» per i guasti alle apparecchiature e per le difficoltà di ricezione. Alla fine non sono molte le conversazioni «rilevanti».
I campi da calcetto e gli incendi dolosi
È il 13 gennaio 2006 - si legge sempre nelle pagine del Corriere della Sera - quando alle 11,32 «nell'ufficio di presidenza del San Raffaele entra l'ingegnere Roma (capo dell'ufficio tecnico, ndr) al quale don Verzé anticipa che farà venire la Guardia di finanza per fare i verbali a coloro che giocano a calcio presso gli impianti sportivi vicini al San Raffaele che lo stesso don Verzé vuole acquisire ma che uno dei titolari, tale Lomazzi, non vuole cedere».
I Lomazzi, secondo le informazioni raccolte dal Corriere, avevano un regolare contratto d'affitto (scadenza 2008) su quei terreni del San Raffaele. Avevano costruito campi da tennis, calcio e calcetto, spogliatoi ecc. Nel 2005 e nell'inverno 2006 hanno anche subìto due incendi dolosi.
MULTE A GIOCATORI E GESTORI. «L'ingegner Roma» prosegue il sunto della conversazione intercettata «dice che i finanzieri dovranno chiedere la ricevuta ai giocatori, ricevuta che non avranno perché pagano tutti in nero e così la Finanza inizierà a fare le multe sia ai giocatori sia a Lomazzi ...». Don Verzé non si scompone, tutt'altro, «chiede a che ora dovrebbe mandare la Finanza e Roma risponde dalle 21 circa».
Ma un sacerdote non può mandare la Finanza. Dunque?
IL RUOLO DEL SISMI. Un «piacerino» - continua il Corriere della Sera - dal Sismi. Passa un'oretta ed «entra in studio tale dott. Pollari». Cioè Nicolò Pollari, generale della Guardia di finanza, in quel momento anche direttore del Sismi, i servizi segreti militari, «finito sotto processo per il sequestro di Abu Omar» e attività di «dossieraggio», oggi consigliere di Stato.
Da poco Pollari, come ha documentato il Fatto, aveva acquistato una villa a Roma dal San Raffaele pagandola (500 mila euro) la metà dei soldi sborsati anni prima da don Verzé.
L'AIUTO DELLA FINANZA. Parlano di politica e a proposito di Berlusconi (in quel momento capo di un governo agli sgoccioli) «Pollari confida a don Verzé che sono momenti difficilissimi», che «lui è preso da molti problemi e la misura della sua buona fede io la valuto ... prima di tutto perché gli voglio bene». «Don Verzé dice: 'È travolto dal suo entusiasmo ... lui adesso purtroppo si è lasciato andare ..un pochettino eh eh ... per correttezza morale... però tiene molto alla famiglia'. Pollari: 'sì qualche giro di valzer ...».
Gennaio 2006: le scalate bancarie e la richiesta del don alla Gdf
La conversazione scivola sulle scalate bancarie, tema caldissimo in quell'inizio 2006. I due hanno parlato di Sergio Billé, ex presidente della Confcommercio. «È un amico», ha detto il capo del Sismi. «Sto cercando di difenderlo in tutti i modi ... la storia di Ricucci... posso dirti la verità... Billè è stato informato... puntualmente sulla vicenda di Ricucci almeno da un anno e mezzo».
Mezz'ora di chiacchiere e poi don Verzé - scrive sempre il Corriere della Sera - è andato al punto: «Chiede un aiuto a Pollari per mandare la Gdf da Lomazzi in modo che lo stesso Lomazzi possa cedere una parte del terreno per costruire un residence per studenti. Poi si salutano e Pollari dice che si interverrà su Letta per il finanziamento sulla ricerca ...».
IL PIANO: SABOTARE I GENERATORI. Il sacerdote nato nel 1920 vuole cacciare il Lomazzi, quello del centro sportivo. «Don Verzé» hanno rilevato le microspie «dice (all'ingegner Roma, ndr) di fare un sabotaggio e di stare attento ai cavalli e all'asilo», che sono del San Raffaele.
«L'ing. Roma specifica di aver individuato il generatore ...sarà sabotato il quadro elettrico ... quindi i campi non potranno essere illuminati e quando gli amici dell'ing. Roma andranno da Lomazzi a fargli la proposta di acquisto (per conto del San Raffaele) 'sarà in ginocchio...'».
Qualche giorno dopo l'ingegner Roma ha bussato alla presidenza. I microfoni nascosti hanno afferrato la conversazione, così riassunta: «Roma dice a don Verzé che quando lui sarà in Brasile ci sarà del fuoco, facendo riferimento ai fili del quadro elettrico degli impianti sportivi di Lomazzi che verranno liquefatti».
Lunedì, 28 Novembre 2011
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ma in paradiso San Eaffaele sa quanto lo prendono in giro questi pretacci della malora,ladri e farabutti in nome di Dio!!!!
Non è possibile trovare pace neppure tra i santi, dove c'è denaro ci sono mille ladri, che quando non sanno più a chi rubare rubano a se stessi.
si rimane basiti
Ma è incredibile di quanto siano poco affidabili i frequentati dal Cav! persino i preti!
Certo che quella di Pollari Consigliere di Stato è grandiosa,prima la Finanza,i servizi segreti ed infine il massimo organo della Magistratura Amministrativa.
ottimo esempio di finanza vaticana
i denari di Giuda
Con i 30 denari di Giuda, i sacerdoti comprarono un terreno...
Pretaccio della malora
Vade retro Satana!!!!
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