Attualità
DIPLOMAZIA
Iran: l'ambasciata Uk rimpatria il personale
Cameron: «Considereremo l'introduzione di azioni molto dure».
Londra ha evacuato i suoi diplomatici, la Norvegia ha chiuso la sua ambasciata, per precauzione sono rimasti sbarrati anche i cancelli delle scuole francese, tedesca e inglese. Il giorno successivo all'attacco all'ambasciata britannica a Teheran, le rappresentanze europee sono corse ai ripari e gli ambasciatori dei 27 hanno programmato per il primo dicembre una riunione per valutare la situazione, mentre il primo ministro britannico David Cameron ha detto di essere pronto a considerare l'introduzione di azioni «molto dure» nei confronti di Teheran che ha risposto prendendosela con l'Onu e assicurando che la condanna del Consiglio di Sicurezza porterà a «instabilità nella sicurezza globale».
IRAN: «CONDANNA AFFRETTATA». Nel frattempo, il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha definito «un affronto» alla comunità internazionale l'attacco all'ambasciata britannica in Iran. «Gli Stati Uniti condannano questo attacco nei termini più duri possibili».
Sulla stessa lunghezza d'onda il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che si è detto «scioccato e indignato» per quanto accaduto a Teheran.
Il presidente del parlamento iraniano, tuttavia, ha definito «affrettata» la condanna da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu, spiegando che potrebbe portare a «instabilità nella sicurezza globale».
VERSO GLI EMIRATI ARABI. Secondo quanto è stato comunicato, il personale dell'ambasciata è diretto negli Emirati Arabi. Un primo gruppo di diplomatici si è imbarcato a metà mattinata di mercoledì 30 novembre su un volo diretto a Dubai e il resto del personale è in programma nel corso della giornata.
Le operazioni di evacuazione, secondo le fonti, si svolgono con l'assistenza del ministero degli Esteri iraniano e di diverse ambasciate europee.
CAMERON: «AZIONI MOLTO DURE». Intanto il premier ha spiegato ai deputati della Camera dei Comuni, durante il tradizionale question time del mercoledì, che la principale preoccupazione al momento è quella di garantire la sicurezza dello staff britannico a Teheran. «Dopo», ha proseguito, «considereremo d'introdurre azioni molto dure in risposta a questo comportamento disdicevole e scioccante degli iraniani». In un precedente comunicato Downing Street aveva detto di ritenere il governo iraniano «responsabile per il suo inaccettabile fallimento nel garantire la sicurezza del personale diplomatico così come richiesto dal diritto internazionale».
HAUGE: «DIPLOMATICI IRAN LASCINO UK ENTRO 48 ORE». È poi intervenuto il ministro degli Esteri William Hauge sostenendo che l'attacco all'ambasciata britannica a Teheran non può aver avuto luogo senza una «qualche forma di sostegno» da parte del regime iraniano.
Hauge ha quindi aggiunto che «la missione diplomatica iraniana a Londra dovrà lasciare il Regno Unito entro 48 ore».
Secondo la portavoce dell'Alto rappresentante della politica estera della Ue Catherine Ashton la decisione del Regno Unito di chiudere l'ambasciata britannica a Teheran «è stata decisa in modo autonomo da Londra, non concordata in sede europea, ma mostra che la situazione è molto molto seria».
Le prime reazioni europee dalla Norvegia all'Italia
Dopo la scelta di Londra, anche la Norvegia ha deciso di chiudere la sua ambasciata a Teheran per lo meno per la giornata del 30 novembre. Ad annunciarlo è stato il governo di Oslo, secondo il quale il personale diplomatico norvegese si trova ancora in Iran e non sono ancora state prese decisioni su una sua evacuazione.
La portavoce del ministero degli Esteri norvegese, Hilde Steinfeld, ha spiegato che la sede diplomatica «è stata chiusa ieri (martedì 29 novembre, ndr) dopo l'attacco all'ambasciata britannica».
Il personale della sede si trova ancora nella capitale iraniana, ha aggiunto Steinfeld affermando che è «allo studio» una possibile evacuazione «ma per ora nessuna misura è stata ancora adottata».
BERLINO CONVOCA L'AMBASCIATORE IRANIANO. Il ministero degli Esteri della Germania ha convocato l'ambasciatore iraniano per manifestare riprovazione «per la grave violazione dei diritti» verificatasi il 29 novembre. «Abbiamo detto molto chiaramente che ci aspettiamo che una cosa del genere non accada mai più», ha detto il portavoce del ministero degli esteri, ricordando che nelle vicinanze dell'ambasciata colpita c'era fra l'altro anche una scuola tedesca. Westerwelle ha inoltre telefonato al suo collega britannico William Hague per manifestare la sua solidarietà. «La Germania è al fianco della Gran Bretagna», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri a Berlino.
Oltre alla Germania, anche Francia e Olanda hanno richiamato il proprio ambasciatore a Teheran per consultazioni.
LE VALUTAZIONI DELL'ITALIA. Anche il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha fatto sapere che anche l’Italia sta valutando la chiusura dell'ambasciata a Teheran. «Intendiamo approfondire e riflettere con i partner Ue», ha aggiunto, annunciando la convocazione dell'ambasciatore iraniano a Roma «per chiedere spiegazioni e garanzie».
«Dobbiamo avere garanzie assolutamente ferme», ha sottolineato il ministro ribadendo che «non è concepibile» una situazione del genere in un Paese che ha «dimostrato di saper controllare i movimenti di piazza» negli anni scorsi.
Mercoledì, 30 Novembre 2011

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati




