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Camusso: «Marchionne bomba a orologeria»

Landini: «Parole pericolose». Di Pietro: «Giù la maschera».

POLEMICA FIAT

Susanna Camusso è una furia. Dopo le dichiarazioni al veleno di Sergio Marchionne, il quale ha minacciato l'addio di Fiat all'Italia nonostante l'accordo di Termini Imerese, il segretario della Cgil ha tuonato: «Marchionne è come una bomba a orologeria, ogni volta che si fa un passo avanti riporta tutto indietro». E ha aggiunto: «Diventa essenziale che il governo convochi l'amministratore delegato della Fiat e gli chieda quali sono le sue opinioni e le prospettive che ci sono. Sono due anni che alternativamente si annuncia un piano di investimenti, si dice che è possibile andarsene dal Paese, si dettano condizioni e penso che sia utile che si chieda finalmente a Marchionne di scoprire le sue carte».
LANDINI: È IMPENSABILE LASCIARE L'ITALIA. L'amministratore delegato del Lingotto ha accusato i sindacati di aver messo in pratica una «tirannia della minoranza» e ha puntato il dito principalmente contro la Fiom. Chiamato in causa direttamente, il leader Maurizio Landini ha ribattuto: «Le parole di Marchionne sono pericolose» e ha aggiunto: «Credo che il governo, le istituzioni e le forze politiche dovrebbero perderle sul serio. È impensabile che pensi di andarsene dell'Italia».
DI PIETRO: MARCHIONNE GETTA LA MASCHERA. Attraverso un comunicato della Fiat, «il dottor Marchionne» ha smentito di aver «mai parlato di lasciare l'Italia». Ma ormai il sasso è stato lanciato e anche dal mondo della politica sono arrivate reazioni rabbiose. «Finalmente Marchionne getta la maschera», ha affermato Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei valori. «Dopo aver preso in giro governo e sindacati sull' inesistente progetto Fabbrica-Italia, dopo aver ricevuto ingenti finanziamenti pubblici e dopo aver chiuso uno stabilimento dopo l'altro, dato che non c'é più nulla da spremere, il signor Marchionne dichiara candidamente di poter fare a meno del nostro Paese. Bisogna bloccare tutte le forme di finanziamento agli azionisti Fiat e aprire il mercato italiano ai grandi produttori di auto».
VENDOLA: ARROGANZA PADRONALE. Ancora più duro Nichi Vendola di Sinistra, ecologia e libertà: «Sergio Marchionne è l'espressione più retriva dell'arroganza padronale. Da una parte dice di lasciare l'Italia, dall'altra continua a sferrare un attacco violento ed estremistico nei confronti della Fiom. Non è certo un oracolo della modernità».

Giovedì, 01 Dicembre 2011 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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