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Attualità 

DIPLOMAZIA

Bonn: via a conferenza sul futuro afghano

Il segretario di Stato Clinton: «Pronti oltre 600 milioni di dollari».

L'intervento del ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle ha aperto la seconda conferenza internazionale di Bonn, organizzata per parlare del futuro dell'Afghanistan. Nella prima fila nell'emiciclo erano presenti il presidente afghano Hamid Karzai, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon.
PRESENTI UN CENTINAIO DI DELEGAZIONI INTERNAZIONALI. Alla riunione, che ha riflettuto sullo stato della transizione della sicurezza in Afghanistan e sulla possibilità dell'apertura del dialogo con i talebani, hanno partecipato oltre 100 delegazioni (85 Paesi e 16 organizzazioni umanitarie), con il ministro degli Esteri Giulio Terzi a guidare quella italiana.
ANCHE LA CLINTON A BONN. Confermata la presenza del segretario di Stato americano Hillary Clinton in Germania per la prima tappa di un viaggio di cinque giorni in Europa. Assente invece la delegazione pakistana, che ha boicottato la riunione dopo l'attacco Nato del 26 novembre, con 25 morti, e anche i talebani. «Non credo che questo avrà impatto sulla conferenza», ha dichiarato alla stampa un alto responsabile del dipartimento di Stato americano. «Anticipiamo a tutti» ha aggiunto la fonte «che i pakistani hanno intenzione di giocare un ruolo importante nel far andare avanti le cose».
CLINTON: «KABUL DEVE IMPEGNARSI SU RIFORME E SICUREZZA». «Gli Stati Uniti sono pronti a sostenere l'Afghanistan nel lungo periodo, ma il Paese deve impegnarsi a portare avanti le riforme, ad assumersi la responsabilità per la propria sicurezza e a costruire una democrazia basata sul primato del diritto» ha sostenuto il segretario di Stato Usa Hillary Clinton nel corso del suo intervento alla conferenza. Dopo la tappa in Germania, durante la quale Clinton ha confermato l'intenzione di scongelare a favore del Paese medio orientale tra i 600 e i 700 milioni di dollari l'anno di aiuti congelati, il capo del dipartimento ha in programma viaggi in Lituania, Svizzera, Belgio e nei Paesi Bassi.
KARZAI: «AIUTATECI PER ALTRI 10 ANNI». Il presidente Karzai ha chiesto alla comunità internazionale riunita a Bonn di «aiutare l'Afghanistan per almeno altri 10 anni dopo la fine della transizione nel 2014». Il politico chiamato a dirigere le sorti dell'Afghanistan dopo la caduta del regime di Bin Laden, ha proseguito affermando che «il progetto di pace e riconciliazione con i talebani resta immutato nonostante l'uccisione del presidente dell'Alto consiglio per la pace Nurhanuddin Rabbani».
IRAN: NO A TRUPPE STRANIERE DOPO IL 2014. L'Iran si è dichiarato contrario al mantenimento di truppe straniere in Afghanistan dopo il 2014. Il ministro degli Esteri di Teheran Ali Akbar Salehi ha affermato che «un dispiegamento continuato non aiuta la stabilità nel Paese. Alcuni Paesi occidentali tentano di estendere la loro presenza militare in Afghanistan oltre il 2014, mantenendo le proprie basi militari ma riteniamo che un tale approccio sia contraddittorio con gli sforzi di sostenere la stabilità e la sicurezza in terra afghana».
UN TENTATIVO PARZIALMENTE FALLITO. L'agenda della conferenza puntava proprio sulla riconciliazione nazionale, ma le speranze sono naufragate dopo una serie di ‘abboccamenti' falliti’ e l'assassinio, a settembre, dell'inviato di pace di Karzai. Da notare inoltre, che la conferenza si è aperta sullo sfondo di indiscrezioni stampa secondo cui Karzai punta a rimanere al potere oltre il 2014: il tabloid Bild, ha citato come fonte un rapporto confidenziale dei servizi segreti tedeschi, rivelando che il presidente afghano avrebbe intenzione di riformare la Costituzione e darsi così la possibilità di rimanere in sella per un terzo mandato lavorando a una ‘soluzione creativa’ per garantirsi l'appoggio necessario.

Il ministro Terzi: «in Afghanistan passare da transizione a trasformazione del Paese»

Anche il ministro degli Esteri Giulio Terzi è intervenuto alla conferenza internazionale di Bonn, auspicando una trasformazione dell'Afghanistan dopo un periodo di transizione: «Questo incontro dovrebbe aiutarci a definire un percorso sostenibile dalla transizione alla trasformazione, basata sul principio dell'impegno credibile e reciproco anche oltre il 2014, costruito sui progressi raggiunti in dieci anni di partnership».
LE DONNE DEVONO ESSERE INTEGRATE. L'Italia ha sottolineato l'importanza da parte del governo afghano di «nuovi progressi nel rafforzare principi di governance come trasparenza, giustizia e supremazia della legge». Terzia ha anche incoraggiato il governo afghano «a continuare a proteggere e promuovere i diritti universali specialmente quelli del membri più vulnerabili della società, donne e bambini soprattutto». «E' cruciale» ha aggiunto il ministro «integrare le donne nella vita politica e sociale e confidiamo che il governo afghano sostenga il valore fondamentale della democrazia, basato su un effettivo sistema istituzionale di checks and balances».
 

Lunedì, 05 Dicembre 2011


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