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Attualità 

PRECURSORI

Luciano Bianciardi, il padre degli indignado

Già nel 1968 lo scrittore toscano diceva di occupare le banche. Ma oggi è dimenticato.

di Bruno Giurato

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Anarchico, comunista senza tessera, bigamo sensuale e sognatore, Bianciardi ha incarnato davvero la figura dell'intellettuale fuori dall'industria e dalle ideologie: odiatore tanto del potere economico (aveva detto nel 1968: «Inutile occupare le università, bisogna occupare le banche», quanto della morta gora marxista (si vedano le pagine de Il lavoro culturale in cui sfotte i modi di dire, i gesti e i luoghi comuni della retorica di sinistra).
«PROVOCATORIO E UNICO». A pochi giorni dal suo compleanno - sarebbe stato il 14 dicembre - la sua denuncia del precariato intellettuale è perfettamente in linea con i tempi.
«Bianciardi è stato il più provocatorio scrittore degli ultimi decenni», ha detto a Lettera43.it Marcello Baraghini, fondatore e boss di Stampalternativa, e amico del figlio di Bianciardi, Ettore. «Ha scoperto il precariato culturale in tempi non sospetti. Le sue traduzioni, da Henry Miller a Faulkner a Steinbeck, reggono ancora. Oggi l'università lo ha praticamente dimenticato, in favore di Pasolini e Calvino. Che in confronto a lui erano due coglioni».

Domenica, 11 Dicembre 2011


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Luciano Bianciardi (Grosseto, 14 dicembre 1922 - 14 novembre 1971).

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Commenti (1)

Karolus 11/dic/2011 | 13:59

..non è così dimenticato.. Isbn editore sta ripubblicando l'opera omnia..grazie comunque per aver ricordato l'autore di quel capolavoro che è "La Vita Agra".

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