Attualità
VIOLENZA
Polveriera Vallette
Torino, nel quartiere del blitz anti-rom tra disoccupati e stranieri.
di Silvia Caprioglio
I rom stanno tornando alla spicciolata alla vecchia cascina della Continassa, nel quartiere nord di Torino delle Vallette. Dopo il pogrom di sabato 10 dicembre scoppiato a causa di una denuncia di un falso stupro da parte di una 16enne, non è rimasto molto. E l'odore di bruciato è ancora pungente.
MIX DI DISOCCUPAZIONE E IMMIGRAZIONE. Una violenza cieca, quella delle Vallette, ma non improvvisa. Disagio sociale, disoccupazione e tasso di immigrazione sono tra i più alti di Torino. Un mix esplosivo che ha trasformato negli anni il quartiere, ex ghetto dormitorio degli immigrati meridionali durante il boom economico, in una polveriera.
«Non so perché ho dato la colpa agli zingari», dice a Lettera43.it Sandra stringendosi nelle spalle. Suo fratello, durante il corteo degenerato in violenza, aveva cercato di fermare le violenze.
«MERITAVANO DI ESSERE PUNITI». «Quando ho rivelato che non c'era stato nessuno stupro», ricorda il ragazzo, «gli assalitori hanno risposto che non importava, i rom meritavano comunque di essere puniti per tutte le aggressioni e i furti che avevano compiuto in passato». Del resto il volantino distribuito nelle buchette del quartiere parlava chiaro: «Adesso basta. Ripuliamo la Continassa». Una tragedia annunciata, nella quale solo grazie all'intervento tempestivo delle forze dell'ordine non c'è scappato il morto.
Lunedì, 12 Dicembre 2011
(3)
@MacKlan: concordo...
Analisi corretta!
Del resto il mondo è folle ma l'italia, ex culla della cultura, che si compiace dell'effimero è un passo avanti purtroppo... e la nostra crisi finanziaria penso nasca dalla povertà (deficenza) di cuore e mente e di conseguenza etico-morale...
Il male ha radici lontane
e questo articolo lucido sulla storia di una quartiere lo dimostra.
Ci sono tre livelli di degrado in questa storia: il primo è quello dei teppisti delle Vallette più o meno legati al mondo degli ultrà bianconeri che coi loro cori e striscioni non hanno mai nascosto simpatie politiche nazifasciste.
Il secondo quello della famiglia della ragazzina che si è inventata lo stupro. Sono certo che nel 2011 i genitori abbiamo di più e meglio da fare che controllare un giorno sì e l'altro pure lo stato di salute dell'imene della figlia. E anche il ginecologo di riferimento ha le sue responsabilità per non essere quantomeno riuscito a far capire che certi argomenti, da un'età in su riguardano unicamente la paziente e non terzi, siano pure i genitori. Parliamo tanto dell'arretratezza del mondo islamico nei rapporti col sesso femminile, ma Lara Cardella scriveva Volevo i pantaloni nel 1989 e nel 2011 le cose, in una città del Nord paiono essere drammaticamente simili.
Il terzo è ovviamente quello dei nomadi rom, assolutamente privi di colpe nel fatto specifico, ma cocciutamente alieni a un mondo che cambia e a quale non si vogliono adeguare minimamente. E' un'idea per certi versi rispettabile, ma se correttamente si lamentano delle modalità di esclusione dalla società civile che patiscono, devono quantomeno eliminare quelle che conducono all'autoesclusione.
E' curioso come il concetto di cieca tradizione tanto caro alla destra, specie estrema, si ritrovi con altrettanta forza in quelle comunità umane che tanto disprezza.
E' ovvio che non vi è una minima giustificazione per quanto accaduto, nè vi sarebbe potuta essere se pure la ragazzina avesse realmente subito violenza. I pelosi appigli su cui si agganciano certi integerrimi fustigatori dell'ilegalità, secondo i quali bruciare baracche e roulotte di poveracci, potenzialmente con persone all'ìnterno, è sì effettivamente inelegante, ma si deve considerare che trattasi di gente che ruba e non paga la corrente elettrica, non tiene conto del fatto che se applicassimo lo stesso metodo a tutti quei professionisti che derubano l'erario non rilasciandoci la fattura, considerando il luogo privilegiato delle loro abitazioni, potremmo dar fuoco a mezza collina torinese da san Sebastiano da Po a Chieri, ottenendo il medesimo livello di "giustizia".
niente di nuovo
è la solita guerra tra poveri,chissà perchè gli accampamenti rom non sono mai a ridosso dei quartieri ricchi
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