Attualità
LA TRAGEDIA
Imprenditore suicida sommerso dai debiti
Faticava a pagare i suoi dipendenti. Zaia: «Morte sconvolgente».
Un'altra tragedia con l'amaro epilogo del suicidio si è consumata questa volta in Italia. Giovanni Schiavon, imprenditore edile padovano era sommerso dai debiti ma da mesi avrebbe cercato inutilmente di riscuotere crediti pare per 200 mila euro che vantava e che sperava potessero risollevare le sorti della sua azienda: un tragico paradosso che ha portato l'uomo a impugnare la pistola e a togliersi la vita con un colpo alla tempia non prima di aver scritto alla sua famiglia un biglietto: «perdonatemi, non ce la faccio più».
AVEVA MESSO IN CASSA INTEGRAZIONE SETTE OPERAI. Schiavon, titolare della Eurostrade 90 Snc, di Peraga di Vigonza in provincia di Padova, viveva da tempo una situazione sempre più difficile sul piano finanziario, tanto da dover mettere in cassa integrazione sette dipendenti. In questo periodo, le banche gli avrebbero anche chiesto di rientrare dalle linee di finanziamento aperte e, di mese in mese, avrebbe visto slittare in avanti la date dei pagamenti dei lavori fatti anche a favore di enti locali.
QUEI PAGAMENTI CHE NON ARRIVAVANO PIÙ. Titolare da 25 anni della Eurostrade 90 Snc, l'imprenditore era noto per la sua serietà e la sua ditta edile era apprezzata per l'affidabilità e precisione nella realizzazione dei lavori di asfaltatura e scavi fognari, opere spesso connesse ad appalti pubblici. Il meccanismo - come è stato ricostruito dai carabinieri che stanno indagando sulla vicenda - si è inceppato circa un anno fa, quando i pagamenti da parte dei clienti della Eurostrade 90, già in ritardo, si sono fermati.
IL CORPO ESANIME TROVATO DAI DIPENDENTI. Terminate le ultime commesse, sarebbe stato un Natale di cassa integrazione anche per gli altri, con i soldi in cassa per pagare stipendi e tredicesime ridotti al lumicino. Forse tutti questi elementi hanno portato l'imprenditore, sposato e padre di due figli, a decidere di farla finita. Il corpo senza vita è stato trovato da un dipendente e i soccorsi immediati sono stati inutili. Il fenomeno del suicidio a causa della crisi da parte di molte persone era stato sottolineato dalla stampa greca che, grazie a una ricerca effettuata dal gruppo di volontariato Get Involved, aveva evidenziato l'aumento del tasso di suicidi del 40% negli ultimi mesi nel territorio ellenico.
Il governatore Zaia: «Un episodio sconvolgente»
Luca Zaia, governatore della regione Veneto ha espresso parole di sconforto per l'accaduto: ‘Un'altra morte che sconvolge, un altro forte richiamo al Paese che conferma, anche se purtroppo non c'era bisogno, che, per come è inteso il lavoro nella nostra terra, la crisi assume un connotato di tragicità che porta troppo spesso a gesti estremi. Non conosco la vicenda personale dell'imprenditore padovano, ma quello che è accaduto testimonia che la difficoltà di un'azienda qui nel Veneto viene spesso avvertita come un problema profondo, della stessa esistenza. Questo deve indurci a chiedere a noi tutti, alle istituzioni e alla politica, se stiamo dando le risposte giuste, non solo in termini di analisi meramente economica che pure sono ineludibili, ma anche umana».
UN ALTRO EPISODIO NEL TREVIGIANO. Nel padovano, in un mese, è il secondo imprenditore edile che a causa della crisi si toglie la vita. Mentre, sempre nella giornata di luned' 12 dicembre, nel trevigiano, pare sempre per difficoltà economiche, a farla finita gettandosi sotto un treno è stata una ex ristoratrice di 43 anni.
Lunedì, 12 Dicembre 2011
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L'ennesimo morto vittima di questa maledetta crisi.Quanto durerà questo stillicidio?Mi appello a coloro che possono fare qualcosa,muoviamoci prima che sia troppo tardi.
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