Attualità
IL CASO
Hezbollah batte moneta
Lebanese bank, tra droga e denaro sporco.
di Michele Esposito
Hezbollah come la mafia, protagonista di un giro illecito di denaro sporco e droga, utile a finanziare le sue attività terroristiche. È questa l'accusa formulata dalle autorità americane (su tutti la Drug enforcement Administration e il Dipartimento del Tesoro) che, dopo mesi di indagini, hanno smascherato un giro internazionale di centinaia di milioni di dollari, parte del quale confluiva nei conti di sospetti affiliati al movimento sciita. Il vaso di Pandora è stato scoperchiato quando la Lebanese canadian bank è stata messa in vendita ed è passata alla filiale libanese della Société Générale. I libri contabili dell'isitituo hanno rivelato diversi passaggi di denaro poco chiari e 200 conti intestati a personaggi probabilmente legati a Hezbollah.
UN HUB FINANZIARIO ILLECITO. La banca, secondo gli inquirenti, non era un rifugio di donatori ma un vero e proprio 'hub' finanziario in cui confluivano i proventi del narcotraffico sottoforma di ricavati dalla vendita di auto usate in Africa, effettuata da sedicenti imprenditori sciiti. Un incasso esagerato per l'entita del commercio dichiarato alla luce del sole.
E, parte del denaro destinato alla banca veniva depositato sui conti di Hezbollah, organizzazione che gli Usa considerano terroristica e della quale hanno da tempo bloccato i beni all'estero. Il movimento, grazie a questo riciclaggio internazionale, poteva continuare ad accrescere il suo peso economico in Libano, soprattutto dopo il venir meno dell'apporto finanziario dell'alleato iraniano, bloccato in buona parte dalle sanzioni imposte dall'Occidente. Ora però, si tratterà di vedere quali e quanti altri registri bancari saranno altrettanto generosi di rivelazioni come quelli della Lebanese canadian bank.
Lunedì, 19 Dicembre 2011

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