Attualità
CRISI
Londra: via i britannici da Spagna e Portogallo
Al piano di evacuazione starebbe lavorando il Foreign Office.
Il Foreign Office sta mettendo a punto un piano per evacuare migliaia di britannici da Spagna e Portogallo se il sistema bancario di quei due Paesi dovesse fallire. Il timore, scrive il Sunday Times del 18 dicembre, è che i connazionali, molti dei quali risiedono in due dei paesi più a rischio dell'eurozona, non siano più in grado di ottenere dalle banche il denaro che hanno depositato.
Vivono in Spagna circa un milione di britannici, molti pensionati, con vaste comuniutà a Marbella e Malaga. In Portogallo i sudditi della Regina sono circa 50 mila.
«Ci prepariamo a uno scenario da incubo» con migliaia di britannici senza un soldo che dormono in aeroporto incapaci di tornare in patria, ha detto al Times una fonte del Foreign Office.
NAVI E AEREI PRONTI PER IL TRASLOCO. Tra i piani di emergenza su cui si sta lavorando c'è l'invio di navi e aerei per rimpatriarli: il modello è il Libano nel 2006 quando la Gran Bretagna mando' una unità da guerra per rimpatriare migliaia di sudditi della Regina intrappolati nel conflitto tra Israele e Hezbollah. Alcuni connazionali potrebbero essere fatti partire passando per Gibilterra.
I piani del Foreign Office, che opera in coordinamento con il Tesoro, coincidono con l'indicazione del governo britannico di mandare avanti in patria la riforma delle banche separando gli istituti commerciali dalle banche d'affari per prevenire nuove nazionalizzazioni. Il ministro delle Attivita' produttive Vince Cable ha detto che le prime fasi della riforma saranno attuate dal parlamento in carica con l'intero pacchetto di misure in vigore entro il 2019.
CAMERON GUADAGNA CONSENSI. La Gran Bretagna continua intanto a interrogarsi sull'impatto del veto britannico al vertice di Bruxells. Almeno sul fronte interno per il primo ministro David Cameron è stato un asso pigliatutto: il partito conservatore è arrivato alla soglia simbolica del 40% dei favori, un record in 18 mesi. Ma le tensioni dentro la coalizione restano: il numero due Nick Clegg ha invitato i partner Tory a ''non scherzare sulla crisi dell'euro'' dopo una battuta del sindaco euroscettico di Londra Boris Johnson sul crollo del prezzo dell'ouzo in caso di default della Grecia.
Domenica, 18 Dicembre 2011

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