Attualità
IL CASO
Cina, dissidenti alla sbarra
Stretta di Pechino contro gli attivisti per i diritti umani: iniziato il processo a Ni Yulan e a suo marito.
di Simone Pieranni
Il Natale Occidentale è ormai diventato una data sensibile in Cina. Come nel 2009 con la condanna a 11 anni di prigione per Liu Xiaobo, decisa il 25 dicembre, anche nel 2011 il Dragone ha aspettato le feste occidentali per definire alcune rilevanti condanne ai danni di dissidenti.
Il 23 dicembre è toccato a Chen Wei, condannato a 9 anni di prigione, il 26 dicembre a Chen Xi, 10 anni. Pur provenendo da storie diverse, per entrambi la stessa accusa, ovvero la peggiore per l'ordinamento cinese: sovversione di Stato.
E giovedì 29 dicembre, è in programma il primo atto del processo contro altri due attivisti per i diritti umani, Ni Yulan e suo marito. Entrambi sono accusati di aver rappresentato le vittime di requisizioni illegali di terre, ed entrambi erano stati arrestati ad aprile, nell'ambito della repressione di Pechino riguardo le cosiddette «rivoluzioni del gelsomino» in Cina.
Giovedì, 29 Dicembre 2011

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