Attualità
DIPLOMAZIA
Vattani, Katanga e il segreto di Pulcinella
La nota e folta carriera musicale del console con la vocazione per il rock di estrema destra.
di Marco Fraquelli
Almeno per qualche tempo, è probabile che Mario Vattani non potrà frequentare il consolato italiano di Osaka, dove il giovane diplomatico ricopriva, dallo scorso mese di luglio, e fino a qualche giorno fa, l’incarico, appunto, di console generale per l’Italia. ll ministro degli Esteri, Giulio Terzi, infatti, lo ha deferito alla Commissione di disciplina della Farnesina, dopo che l’Unità ha reso pubblico un filmato di YouTube che riprendeva Vattani in una perfomance musicale svoltasi lo scorso mese di maggio nel corso di una manifestazione organizzata da CasaPound, la Tana delle tigri, raduno organizzato dietro allo stadio Olimpico di Roma, nella ex stazione di Italia 90:
In quell'occasione Vattani inneggiava alla Repubblica sociale italiana, celebrava squadristi e bandiere nere e ricordava, con orgoglio, le botte date a un antifascista, all’università.
PASSIONE DIPLOMATICA E MUSICALE. Il giovane console, infatti, da sempre abbina la professione diplomatica (è stato per ben due volte collaboratore diplomatico come consigliere per le Relazioni internazionali di Gianni Alemanno, prima, al ministero dell’Agricoltura e poi in Campidoglio e quindi console generale al Cairo) con la grande passione per la musica.
UN NOME NOTE DEL FASCIO ROCK ROMANO. Conosciuto col nome d’arte di Katanga, è il leader del gruppo musicale Sotto Fascia Semplice, molto conosciuto sulla scena, come si dice, del fascio-rock romano, genere casereccio del Wrp – White power rock, emanazione di estrema destra del genere punk anglosassone, e che da almeno la fine Anni 80 contende il primato, in termini di seguito e di visibilità, all’altro grande filone del rock di estrema destra, che pure lo ha preceduto “anagraficamente”, cioè quello conosciuto come Vfs, Veneto fronte skinheads, che vanta gruppi molto seguiti come i Peggior Nemico (ex Plastic Surgery) o i Nomina Dresda.
L'esordio nel 1987 con il gruppo Intolleranza
La storia musicale di Vattani inizia appunto a metà Anni 80 (mentre la scena fascio-rock italiana conta a dir poco decine e decine di band, come documenta Valerio Marchi in un bel saggio di qualche anno, fa edito da Castelvecchi, Nazi-rock), quando fonda il gruppo Intolleranza (in collaborazione con il Dart, Divisone Artistica, un progetto meta politico creato da un gruppo di giovani rautiani proprio con l’obiettivo di aggregare attorno alla cultura pop, e nello specifico, alla musica rock, militanti dell’estrema destra).
IL SUCCESSO ARRIVA CON I CORCERTI SUCCESSIVI. L’Intolleranza fa il proprio esordio nel settembre 1987 (insieme agli aostani Verde Bianco Rosso) al meeting annuale del Fdg, ma il successo esplode nei concerti successivi, il primo in memoria di un giovane missino ucciso dalla polizia, Alberto Giaquinto, il secondo «Contro la droga».
Cavalli di battaglia della band di Vattani sono canzoni come la Vandeana («Ride la folla e urla al sangue che colora/Il collo dei soldati fedeli alla Corona (…) Per vendicare chi morì sopra le ghigliottine/Per riabbracciare il sole di Francia sulle nostre colline») e, soprattutto, Werwolf, nella quale si descrivono le emozioni di un giovane soldato nazista che si trova a combattere tra le macerie di una Berlino invasa dagli alleati: «Berlino è caduta sotto i miei occhi/Spettri di soldati affamati e distrutti/Vola sulle macerie la bandiera nemica/Ha il colore del sangue di chi ha dato la vita/Non accetto la resa non depongo le armi/Prima di avermi dovranno venire a cercarmi (…) Sono il figlio dell’Europa e il mio sangue è la storia (…)Sono il lupo mannaro, non sono un uomo/Sono un lupo mannaro, la mia forza è il tuono».
RIMA BACIATA CONTRO L'IMMIGRAZIONE. Come si conviene a ogni gruppo musicale attento all’attualità, anche le tematiche degli Intolleranza si evolvono, ed ecco allora una delle loro hit del 1991, Orda nera: «Sul bus, nella stazione, nelle strade, nei quartieri/L’invasione degli immigrati, oggi sono più di ieri (eh sì, la rima baciata non risparmia nemmeno il rock più duro…ndr)/Si protestano sfrattati, ma a me non fanno pena/Sono pronti a infilarti un coltello nella schiena (…) Non posso sopportare l’invasione di stranieri/che fanno i padroni, nei nostri quartieri/Ne abbiamo già migliaia di ladri, di pezzenti/Questo il mio messaggio/Politici incoscienti».
IL CD CON TUTTI I SUCCESSI NEL 1995. L’apoteosi del gruppo è però del 1995, quando, prodotto dalla Rupe Tarpea Productions (nata nel 1993), esce un loro cd antologico, Tutti all’inferno, che contiene tutti i loro brani più famosi. Nel 1996, la RTP annuncia la grande svolta: Katanga, abbandonati gli Intolleranza, si proporrà presto con un progetto solistico, denominato Sotto Fascia Semplice, «una produzione sulla cui durezza siamo stati personalmente rassicurati dall’autore».
Katanga, un “anonimo” paroliere di successo
Da allora, Mario Vattani, alias Katanga, firma, senza mai apparire in pubblico, una serie di canzoni di successo, come Perseo, Crociato e Filo Spinato. Nello stesso tempo, collabora con un altro gruppo molto quotato della scena fascio-rock, gli Zetazeroalfa, il cui cantante è il fondatore di CasaPound, Gianluca Iannone.
LA PRIMA VOLTA DAL VIVO A MAGGIO. Ma, come detto, preferisce la sala d’incisione alle apparizioni dal vivo. I Sotto Fascia, infatti, non hanno mai suonato dal vivo prima dello scorso maggio.
Evidentemente, però, l’attrazione del palco si è rivelata irresistibile, e così il 45enne diplomatico-rocker ha deciso di affrontare le luci della ribalta. Che forse questa volta lo hanno scottato.
Che Katanga fosse Mario Vattani, nella capitale, e non solo, era tuttavia una specie di segreto di Pulcinella. Ben prima della esibizione di maggio, nell’ambiente tutti conoscevano la sua vera identità, e Ugo Maria Tassinari, massimo esperto del campo neofascista, sul suo blog Fascinazione non si era fatto remore nel parlare di Katanga come di un «altissimo funzionario pubblico».
LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE DISCIPLINARE. Ora bisognerà attendere la decisione della Commissione disciplinare che, peraltro, va anche detto, ha inizialmente cercato di minimizzare l’episodio, parlando di semplici fatti di costume, fino a che, incalzato dalle immediate proteste di numerosi politici, il Ministro ha preso la decisione del deferimento.
Intanto si annunciano già iniziative parlamentari: l’onorevole del Pd, Roberto Morassut, presenterà infatti a giorni un’interrogazione, mentre l’associazione Libertà e Giustizia, tramite il suo coordinatore Massimo Marnetto, ha chiesto la rimozione di Vattani da ogni incarico diplomatico.
E c’è anche chi vorrebbe addirittura una punizione ancor più dura, magari l’arresto. Cosa, ovviamente, del tutto spropositata. Non ci sono, evidentemente i presupposti perché il console-rocker debba finire a San Vittore. Ma, per fortuna di tutti gli appassionati di musica, nemmeno quelli che possa finire a Sanremo.
Lunedì, 02 Gennaio 2012
(2)
@ bianca vola
Perfette considerazioni qualunquiste: non sono nè di dx nè di sx; giusto per evitare di prendersi le responsabilità.
I lager erano nazisti e non fascisti: ma quando mai, Fossoli cosa era?, forse una sala da ballo?
Le leggi razziali del 1938? Erano forse uno scherzo da gioco dell'oca?
L'unica cosa che condivido è che i morti delle foibe non erano, non sono e non devono essere diversi da quelli dei lager; anzi sono stati trattati, forse, peggio.
Occorre però ricordare che i nostri fascisti, non nazisti, nelle terre jugoslave ne hanno fatte di tutti i colori.
In guerra esiste una sola regola, cioè nessuna regola.
La vendetta è sempre dietro l'angolo.
Un'attenta lettura del libro di Angelo Del Boca: "Italiano brava gente?", non solo non farebbe male ma chiarirebbe molte cose.
E' ora di smetterla di dire che i fascisti non erano nazisti, che noi italiani siamo stati diversi; documentarsi è doveroso e si scoprirà che non eravamo farina da far ostie, anzi molti nostri generali sono stati perfettamente all'altezza, ma forse sarebbe meglio dure alla bassezza, dei peggiori della divisione SS della morte.
considerazioni fuori dal coro
Leggo questo articolo come ne sto leggendo a bizzeffe in questi ultimi due giorni e non capisco una cosa.. non la capivo neanche prima e ogni volta che succedono cose di questo genere un certo senso di fastidio mi assale . Posto che da sempre mi sono sempre astenuta dallo sposare in maniera totale alcuna ideologia di destra o di sinistra, avendo origini Istriane però ho sviluppato e spero questo venga se non condiviso quanto meno compreso, un certo senso di fastidio di fronte all'ipocrisia che impera nel nostro paese.Non è demagogia: La tragedia delle Foibe e quella dei Lager(nazisti, non fascisti) sono avvenuti a distanza di poco tempo , eppure nel nostro paese da sempre il valore che si è dato a quei morti è stato profondamente diverso. Perchè parlo di questo proprio ora ? perchè è quasi ridicolo vedere che In Italia andare con il pugno alzato e sventolare bandiere con falce e martello è cosa fatta in maniera del tutto normale, da sempre, e che non suscita l'indignazione di nessuno tanto meno rievoca i morti che sotto quella bandiera sono stati seppelliti( e non solo in quella occasione); al contrario il saluto romano deve per forza rievocare unicamente la parte più nera della sua storia. E' veramente arrivata l'ora di smettere di usare due pesi e due misure: Forse solo chi come me ha vissuto sulla pelle della propria famiglia delle perdite puo' arrogarsi il diritto di chiedere, che come certi pregiudizi sono stati abbandonati fin da subito per chi inneggiava un partito che ha provocato la morte di cosi' tante persone, nel 2012 questo pregiudizio dovrebbe cadere anche per chi si trova dall'altra parte. consentitemi di dire che se tutti i popoli che hanno subito nella loro storia delle tragiche ingiustizie si fossero comportati o cominciassero a farlo con la stessa dignità dimostrata dal popolo istriano,l'odio e il rancore non si sarebbero incancreniti e storicizzati come è avvenuto in gran parte del mondo, dove l'odio e il rancore si tramandano di generazione in generazione, e l'obbiettività lascia il posto soltanto a contrasti ottusi come in questo caso. Prima di giudicare bisogna conoscere.. perchè l'ignoranza può spesso indurre in errore e sbattere "il mostro" in prima pagina non è cosa da poco.Ho guardato il tanto famigerato video postato su you tube e ho visto un uomo che canta versi che inneggiavano semplicemente ad una società migliore, che non istiga alcuna forma di violenza o xenofobia ma auspica una integrazione vera ..e allora mi chiedo che c'è da ridire con questo? non sono valori che dovrebbero essere condivisi da tutti ? indipendentemente dalla propria bandiera politica?
e se io e la mia famiglia è da sempre che vediamo sventolare nelle piazze bandiere con falce e martello sotto le quali sono stati seppelliti i nostri morti e quelli di tante altre famiglie ITALIANE, perchè lo sdegno e il rancorae ora che sono passati settantanni non possono cessare anche dall'altra parte??perchè questo rancore e questo sdegno non lasciano il posto all'unica cosa che puo' veramente cambiare le cose: la volontà di ascoltare chi ha idee diverse dalle nostre , (ma forse poi non così tanto diverse ) e conoscere realtà che non sono assolutamente quello che i nostri pregiudizi ci fanno credere. Sono andata anche sul sito del tanto "famigerato" centro di casa pound e non ho trovato niente di tutto quello che ho letto sui giornali..solo iniziative sociali e di sostegno ai più bisognosi e comunicati stampa del loro presidente Iannone che si dissocia da qualsiasi forma di razzismo perpetrata da folli che nulla hanno a che fare con il programma auspicato da questo gruppo.
gli imbecilli esistono da tutte le parti : a Destra e a Sinistra, a Sud e a Nord , ad Est e a Ovest.. e non è giusto che per le azioni folli di alcuni, vadano di mezzo anche chi un cambiamento lo vuole dare veramente. andate a dare un'occhiata al sito di casa pound e prima di giudicare fatevi un'idea
Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati




