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Attualità 

TENSIONE

Ungheria: la legge sulla stampa all'esame Ue

A Budapest 100 mila persone in piazza contro le norme di Orban.

Decine di migliaia di persone, 100 mila secondo gli organizzatori, 70 mila per gli osservatori, ha manifestato nella serata di lunedì 2 gennaio a Budapest contro la maggioranza governativa del premier conservatore Viktor Orban. È stata una mobilitazione senza precedenti a cui hanno risposto partiti di sinistra e ecologisti, ma anche movimenti della società civile.
UNA COSTITUZIONE CONTRO LA DEMOCRAZIA. Contrariamente agli scorsi appelli, che avevano coinvolto non più di qualche migliaio di persone, stavolta il numero di cittadini sceso in piazza per protestare contro le nuove tranta leggi costituzionali, giudicate una violazione della democrazia, è stato considerevole.
La nuova Carta ungherese ha suscitato le critiche del capo della diplomazia americana Hillary Clinton, di numerose organizzazioni non governative, nonché di Unione europea e Fondo monetario internazionale. Il primo ministro Orban è accusato, tra l'altro, di aver limitato i poteri della Corte costituzionale, di minacciare il pluralismo dei media e di aver messo fine all'indipendenza della giustizia.
UE: VERIFICA SUL DIRITTO EUROPEO. Il portavoce della Commissione europea, Olivier Bailly, ha detto che l'Ue è «molto preoccupata» per le nuove norme e si riserva di analizzare i testi per verificare la loro compatibilità con il diritto europeo. La Commissione farà sapere dopo un attento esame se la legge è in linea con i trattati Ue. Il presidente della Commissione aveva chiesto in una lettera a dicembre al premier ungherese Viktor Orban di ritirare la proposta di legge, ottenendo però in cambio un no in risposta. A questo punto, l'aiuto finanziario del Fmi e dell'Ue è sospeso in attesa del parere della Commissione. L'Ue e il Fmi, ha ricordato, a dicembre hanno interrotto i negoziati preliminari sulla richiesta di aiuti finanziari avanzata da Budapest e, ha sottolineato «ancora non è stata decisa» una data per l'avvio dei negoziati formali che dovrebbero cominciare a gennaio.
TRATTATIVE SOSPESE OPPURE NO? Ma il negoziatore ungherese Tamas Fellegi ha annunciato invece che l'incontro con la direttrice generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, è stato fissato per l'11 gennaio a Washington. Il Fmi aveva fatto sapere al governo ungherese di non voler riprendere le trattative preliminari con Budapest. Intanto sui mercati, il cambio del fiorino, la moneta nazionale, è in caduta libera dopo l'approvazione della legge sulla banca centrale. In alternativa, il governo Orban, secondo indiscrezioni, starebbe pensando di attingere alle riserve monetarie della Banca nazionale (attualmente 35 miliardi di euro) per avviare un piano di rilancio economico. Nel 2008, all'inizio della crisi finanziaria globale, l' Ungheria aveva rischiato la bancarotta ed era stata salvata in corner da un credito di 20 miliardi di euro del Fmi e dell'Ue.
 

Martedì, 03 Gennaio 2012


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