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Attualità 

L'EMERGENZA

Sud Sudan, Onu: «Non ci sono prove di massacri»

Smentita strage di 3 mila persone. Ma 60 mila hanno bisogno di aiuto.

Il Sud Sudan ha bisogno di aiuto dopo essere stato devastato da scontri interetnici, questo è certo. Sui massacri di civili recentemente denunciati l'Onu nutre però dei dubbi. «Non ci sono prove di massacri in Sud Sudan dopo l'esplosione di violenze etniche nel paese, ma 60 mila persone hanno urgente bisogno di assistenza», ha dichiarato Hilde Johnson, rappresentante speciale dell'Onu nel Paese. L'inviata ha detto all'Afp che le informazioni che parlavano di oltre 3 mila persone uccise la scorsa settimana dopo un attacco nella regione di Pibor, nello stato di Jonglei, da giovani armati si sono rivelate infondate».
60 MILA PERSONE IN DIFFICOLTÀ. In una escalation di violenza una milizia armata della tribù Nuer nella settimana tra il 3 e il 7 gennaio ha attaccato Pibor, rifugio dei Murle perché accusati di rapimenti e furto di bestiame. Joshua Konyi, commissario della contea di Pibor e anch'esso di etnia Murle, aveva annunciato che 3141 persone erano state uccise in questo attacco. Il bilancio non era stato confermato né dall'Onu, né dall'esercito del Sud Sudan. Ancora non si conosce il bilancio di quell'attacco, ma Hilde Johnson dopo una visita nella regione ha detto che i caschi blu hanno difeso i civili che abitano nei due principali centri abitati della contea, Pibor e Lekongele. L'inviata dell'Onu ha però detto che circa un terzo delle abitazioni sono state incendiate e che 60 mila persone hanno urgente bisogno di aiuti.

Domenica, 08 Gennaio 2012


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