Attualità
LA POLEMICA
San Felice: «No alle aziende, sì al cinema»
L'imprenditore Grossi: «non è possibile accedere ai mutui».
Decisione controversa quella della Banca Popolare di San Felice sul Panaro che ha deciso di investire in tempi di crisi sul cinema. La banca infatti ha acquistato per 2,5 milioni di euro - pagati a Mediaset Medusa - una percentuale del 20% sugli incassi del sequel del film rivelazione della scorsa stagione, Benvenuti al nord, con protagonisti Claudio Bisio e Alessandro Siani.
IMPRENDITORI CONTRARI ALL'INVESTIMENTO DEL FILM BENVENUTI AL NORD. La decisione non è stata apprezzata da molteplici impresari della zona, che - a causa di questo finanziamento - negli ultimi mesi hanno decisamente ridotto la possibilità di poter accedere al credito, segnando così negativamente il mercato locale. Tra gli impresari scontenti, Mario Grossi che ha deciso di dare la propria testimonianza a Economiaweb.it.
IL DG COCCHI CONTRO GLI IMPRENDITORI. Grossi ha raccontato: «Ho avuto uno scontro con l’attuale direttore generale, Franco Cocchi, che è arrivato due anni fa e da subito ha voluto rivoluzionare l'istituto di credito. Da locale, al servizio del territorio, Cocchi voleva farla diventare un ente importante. Cosa assurda per una piccola banca come la San Felice». Il signor Mario ha inoltre rivelato: «dopo il suo arrivo, il direttore ha iniziato a chiudere i conti alla gran parte degli imprenditori del posto, me compreso. Diceva che eravamo solo imprenditori di campagna, e che lui voleva cominciare a trattare con persone più capaci».
IMPRENDITORE GROSSI: «LE INDUSTRIE LOCALI STANNO FALLENDO». Di conseguenza le aziende hanno subito un grande danno per accedere al credito e di conseguenza per restare in vita in un periodo di così grande difficoltà. Grossi: «Tutte le imprese del mio settore, quello edile, stanno chiudendo. Stiamo fallendo tutti perché non c’è mercato, nessuno compra più le case». L’industriale imputa la maggiore responsabilità della situazione alle banche dato che «queste adesso si occupano troppo di finanza, di grandi speculazioni, e non possono farlo con il denaro dei cittadini».
FAMIGLIE E LE IMPRESE AL PRIMO POSTO. Secondo Grossi, si potrebbe anche considerare in secondo piano il caso del finanziamento al film che, volendo, è anche comprensibile dato che «Finanziando il cinema si possono ottenere detrazioni fiscali fino al 40%» ma questo non giustifica la «carenza di prestiti per famiglie e imprese a cui le banche del territorio, come la San Felice, dovrebbero dedicarsi».
NON SI CONCEDONO MUTUI. «È un anno che le banche non concedono finanziamenti alle nostre imprese e mutui fondiari. Le vendite edili sono calate del 70% rispetto al 2008. Nessuno compra più case: bisognerebbe che i sindaci facessero un censimento degli appartamenti sfitti. In Italia quelli invenduti sono oltre un milione» ha sottolineato Grossi, dimostrando come questo tipo di atteggiamento non consentirebbe alle famiglie di ottenere dei mutui, immobilizzando di conseguenza il mercato edilizio.
LA SOLUZIONE: AVERE STRUTTURE ALTERNATIVE ALLE BANCHE. Secondo l'imprenditore esisterebbe un'unica soluzione al problema. Grossi ha infatti espresso l'auspicio che: «si creino delle strutture alternative, attraverso le quali le imprese possano accedere al credito senza passare dai canali tradizionali».
Giovedì, 12 Gennaio 2012

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati




