Attualità
NEL NAPOLETANO
Gragnano, pasta di camorra
Azzerati per malavita 76 comuni.
di Enzo Ciaccio
Sono 76 su 92 i Comuni azzerati in provincia di Napoli per infiltrazioni di malavita. È un record nazionale: si va dal sindaco di Quindici (Comune “sciolto” per quattro volte), azzerato dal presidente della Repubblica dell’epoca Sandro Pertini «per motivi di ordine pubblico» a quello di San Giuseppe Vesuviano eletto, sciolto, rieletto, confermato e di nuovo sciolto nel 2009, fino al caso-limite di Casal di Principe, dove dal 1991 a oggi si è reso inevitabile uno scioglimento ogni due anni.
A rischiare oggi l’azzeramento c’è Gragnano, la patria mondiale della pasta doc, dove la commissione prefettizia ha appena chiuso le indagini. Qui il presidente del consiglio comunale è stato condannato a tre anni e due mesi per brogli elettorali e il sindaco, Annarita Patriarca, figlia di un defunto notabile Dc condannato per camorra, ha sposato il primo cittadino (indagato per presunte collusioni con un boss) di un paese vicino, San Cipriano d’Aversa (sciolto per camorra). I due, convolati a nozze nel 2010, hanno voluto fra i testimoni Nicola Cosentino (pluri-indagato), coordinatore dimissionario Pdl in Campania che la Camera dei deputati ha salvato qualche giorno fa da una richiesta di arresto «per aver favorito il clan dei casalesi».
Alla cerimonia era presente anche Luigi Cesaro, detto Giggino’a polpetta, ras di Sant’Antimo (Comune sciolto per due volte), presidente della Provincia di Napoli. Il più accanito fra i difensori del sindaco Patriarca, che rivendica «trasparenza e credibilità», è il senatore Carlo Sarro, ex magistrato, l’uomo che a ogni costo il coordinatore Cosentino vuole come suo successore.
Martedì, 17 Gennaio 2012

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