LA MEGAMANIFESTAZIONE

Taxi pronti alla guerra civile

Il governo concede più potere ai sindaci. Cori contro Monti.

17 Gennaio 2012

Tutti uniti contro le odiate liberalizzazioni. Il 17 gennaio oltre 200 tassisti provenienti da tutta Italia si sono radunati davanti Palazzo Chigi durante l'incontro con il governo sul tema della liberalizzazione del servizio. Appuntamento al Circo Massimo per una grande manifestazione di protesta e poi presidio temporaneo vicino a Piazza Colonna, di fronte alla sede dell'esecutivo. Proteste e disagi anche a Genova e a Napoli
«Una licenza, un proprietario, un turno, un territorio», è quasi uno slogan la sintesi del documento che una delegazione di tassisti ha portato al vertice con il governo, iniziato alle 18.30 e presideduto dal segretario generale Manlio Strano.
INCREMENTARE LE LICENZE SPETTERÀ AI SINDACI». Nel corso dell'incontro, durato poco meno di un'ora, è stato presentato un testo leggermente modificato che demanda ai sindaci la scelta di incrementare il numero delle licenze complessive e anche rispetto al singolo tassista. Soddisfatti i delegati sindacali, che in ogni caso hanno annunciato controproposte. Fissato un nuovo faccia a faccia tra l'esecutivo e i sindacati il 18 gennaio.
SCONTRI TRA MANIFESTANTI FUORI DA PALAZZO CHIGI. Fuori da Palazzo Chigi, diversi manifestanti hanno intonato cori contro Mario Monti («Chi non salta Mario Monti è»), altri hanno esposto striscioni contro il premier («Monti incompetente» e «Monti scialla»). 
Quando un delegato sindacale ha riferito l'esito dell'incontro con il governo, due gruppi di manifestanti si sono azzuffati con calci e pugni. In piazza sono scoppiati diversi petardi e alcuni manifestanti hanno gridato: «Mettiamo a ferro e fuoco questa città».

Roma, calci e pugni alle auto bianche in servizio

La rabbia della categoria si è riversata già dalla mattina del 17 gennaio nelle strade di Roma. «Noi una lobby?», ha detto un po' alterato un altro tassista al Circo Massimo, «venissero a lavorare con noi e vedessero quanto guadagniamo ogni giorno, poi vediamo se siamo una lobby». «Alle 18 ci concentriamo tutti a Palazzo Chigi», ha annunciato, «ora siamo un po' sparpagliati per Roma». E proprio davanti al palazzo si sono registrati momenti di alta tensione. Insulti e applausi ironici verso i colleghi al lavoro. E non solo. Taxi in servizio danneggiati, con calci e pugni contro le portiere delle auto in servizio. La delegazione di tassisti proveniente da Napoli in via del Corso, all'altezza della sede del governo, ha lanciato urla e fischi a ogni passaggio di taxi.
LANGELLA: «ORA STIAMO ESAGERANDO». A convincere i manifestanti ad andare via è stato l'intervento del sindacalista napoletano Ciro Langella: «Ora stiamo esagerando», ha detto rivolto ai tassisti, per la gran parte partenopei, «se continuiamo così il governo non ci convoca più. Ora torniamo tutti al Circo Massimo». Mentre altri sindacalisti hanno preso le distanze: «Ci dissociamo da alcuni spiacevoli episodi che stanno avvenendo in diverse zone della città in cui vengono minacciati i colleghi in servizio», hanno detto il presidente di Unitaxi, Loreno Bittarelli, e il segretario di Ciisa Taxi, Alessandro Atzeni.
«Questi episodi che devono essere isolati», hanno aggiunto, «stanno avvenendo al Circo Massimo, alla Stazione Termini, all'Eur e all'aeroporto». Momenti di tensione si sono registrati anche a piazza Colonna quando i manifestanti hanno strattonato alcuni giornalisti cercando di strappar loro la telecamera. «Oggi non vogliamo nessun giornalista qui», hanno detto in coro, «andate via».
TENSIONE SULL'ASSE ROMA-NAPOLI. Tornando in direzione del Circo Massimo sono stati fatti esplodere due petardi davanti alla Galleria Alberto Sordi. Petardi esplosi anche nei pressi del Circo Massimo. I tassisti hanno esposto su via dell'Ara Massima di Ercole uno striscione con su scritto: «Monti scendi in pianura, la vita è dura». «I tassisti romani ci hanno tradito», ha commentato un tassista napoletano, «noi siamo in assemblea permanente da giorni e loro hanno lavorato anche stamattina. Forse nel pomeriggio si aggregheranno». «Quelli in circolazione a Roma sono i taxi di servizio», ha replicato un altro, «devono garantire il servizio ed è giusto che sia così. Nel pomeriggio ci appoggeranno, anche perché siamo tutti sulla stessa barca, anche se a Napoli la nostra è un po' più affondata delle altre».
Il Sindaco di Roma Gianni Alemanno ha fortemente criticato l'atteggiamento dei tassisti napoletani. che hanno invaso la Capitale.

Un tassista: «Se si tocca il nostro futuro è guerra civile»

Il 'no alla liberalizzazione' è il filo conduttore del corteo. Gli striscioni, portati da Napoli e Torino ed esposti sul prato dell'arena parlano chiaro: «Il nostro futuro non si tocca». I tassisti sono arrivati da diverse parti d'Italia per attendere l'esito dell'incontro con il governo. Alcuni hanno pensato di spostarsi a Palazzo Chigi. «Aspettiamo l'esito di questo incontro», ha affermato un tassista. «Il governo volutamente non è stato chiaro nell'esporre questa manovra. Abbiamo paura che dietro si celi la liberalizzazione».
«Se liberalizzano sarà guerra civile», ha detto Umberto, da Napoli, «soprattutto in una città come la nostra è impossibile. La legge potrebbe essere anche giusta, ma bisogna vedere dove e come applicarla. A Napoli siamo già in esubero: dovremmo essere 1600 e siamo 2400».
«Forse tra un po' ci spostiamo tutti a Palazzo Chigi», ha annunciato un altro tassista.
SLITTA AL 20 GENNAIO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI. Intanto, secondo quanto si è appreso, è slittato di un giorno il varo delle norme per le liberalizzazioni.
Il Consiglio dei Ministri (Cdm) è previsto che si tenga venerdì 20 alle ore 9,30. All'ultimo Consiglio i ministri si erano dati appuntamento per per giovedì 19, nel pomeriggio, per consentire al presidente del Consiglio Mario Monti di incontrare i 'colleghi' Angela Merkel e Nicolas Sarkozy. Dopo che l'incontro è saltato è stato deciso di ritornare alla data originariamente indicata per il Cdm.
ESODO DA NAPOLI, IN CENTINAIA NELLA CAPITALE. Centinaia di auto bianche napoletane si sono dirette nella Capitale per manifestare in coincidenza con il vertice con l'esecutivo. Nell'attesa le organizzazioni sindacali avevano invitato «i tassisti che sono spontaneamente arrivati nella Capitale a mantenere la calma e a non mettere in atto forme di manifestazioni violente che potrebbe pregiudicare la vertenza in atto da cui ci dissociamo».
I taxi, parcheggiati per cinque giorni e cinque notti a Napoli in piazza Plebiscito, davanti alla Prefettura, hanno lasciato lunedì 16 sera la piazza dandosi appuntamento per dirigersi a Roma. «Credo che da Napoli saremo più di qualche centinaio», ha affermato il portavoce Ciro Langella.
Il concentramento delle auto è inziato al Circo Massimo (luogo ormai familiare per le proteste delle auto bianche, visti i precedenti del 2006 e del 2007), blindato da polizia, carabinieri e vigili urbani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

mal 18/gen/2012 | 11:14

Dagli al tassista!
In un paese dove i settori chiave per una ripresa economica, come edilizia e trasporti, sono saldamente in mano alle mafie (vedi puntata di domenica di Presa Diretta), dove lo stato garantisce le obbligazioni alle banche (sic!) si pensa di "liberalizzare" i taxi, ovvero aumentare le licenze.
Ma chi prenderà le nuove lincenze in un mercato già troppo affollato? Il disoccupato senza soldi a cui nessuno concede credito si comprerà una bella macchina bianca ed andrà in giro a cerca di clienti? O cercherà di essere assunto pur con un contratto truffa da un'agenzia per il lavoro che lo manderà a lavorare conto terzi per qualche grossa agenzia di taxi? Io credo la seconda!
Come nel settore del trasporto merci e degli autobus aumenterà la giungla di appalti e subappalti diminuirà ulteriormente la parte del profitto destinata ai lavoratori e aumenterà quella intascata da intermediari, malaffaristi e speculatori! Magari si, dimuniranno i prezzi, finche i monopoli non detteranno le loro regole di mercato, ma a vantaggio di chi? Della casalinga o del pensionato che notoriamente non vanno a fare la spesa in taxi? No, in effetti il taxi non incide molto sulle spese delle famiglie italiane, è usato da chi può permetterselo privatamente o per lavoro, dunque spesa per le aziende o comunque deducibile.
I vantaggi di questa operazione? Boh, un pò di guerra tra poveri? Un modo per soffisfare la rabbia del popoletto convogliandola contro una "casta" che casta non è?
Ma voi pensate che i taxisti navighino nell'oro?

mario221 18/gen/2012 | 10:12

Pronti alla guerra civile' MA PER COSA? per i cazzi vostri?
Prendere il Taxi in Italia è un fatto di emergenza dato i costi da ladri che avete, solo in Italia costano cosi. e non fate gli offesi9 è la veritù. come tutti in Italia volete lavorare poco e guadagnare tanto!!! cosi gli albergatori coloro che affittano i lettini e sdraio al mare, e via di seguito, pronti a lamentarsi e pronti a dichiarare quasi nulla al fisco. SIAMO UN PAESE DI LADRI ABBIAMO ALMENO IL PUDORE DI STARE ZITTI!!!

52maurizio 17/gen/2012 | 21:39

vergognosi !
e c'è qualcuno che ha la spudoratezza di spendere una buona parola per questi schifosi evasori ? avanti senza guardare in faccia questa gentaglia, che rappresenta l'immagine indegna dell'Italia !

cleo09 17/gen/2012 | 16:56

nessuno interviene?guerra civile?
Bravo Martello,è giunto il momento della riscossa,basta pagare solo noi, boicottiamo tutte le categorie che si rifiutano di fare il loro dovere di cittadini !
Al sindaco Alemanno chiedo di non fare distinzioni,chi delinque va punito sempre.

Martello 17/gen/2012 | 15:37

Pronti a fare la guerra civile?
E se disoccupati, cassa integrati, pensionati con pensioni minime, giovani impiegati part time e chi sta per perdere il posto di lavoro, e tutti quelli a reddito fisso sulle cui spalle gravano tutte le varie manovre di risanamento cominciassero a prendere i vostri taxi a sprangate e la GdF cominciasse a controllare seriamente i vostri guadagni e le vostre denunce dei redditi?

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